PERSONAGGI
Gildo Dal Santo, l’uomo dello sport
MONTREAL - Gildo Dal Santo da poco tempo è presidente
pro tempore della sezione Trevisani nel Mondo di Montreal ed è originario da
Fossalunga. Ha sposato la “compaesana” Pierina Forner e con lei condivide emozioni
e tante attività.
E’ tanto bravo quanto modesto e per la discrezione che lo distingue non
dovrei fare quanto sto facendo e cioè scrivere di lui.
Ma io rischio , perché la sua storia e il suo prodigarsi nello sport
e nel sociale è un esempio che fa scuola. Conoscerla, fa bene .
“A Torino ho lasciato il mio cuor” . E’ un motivo di
“ Piemontesina bella ” che si adatta
a Gildo in quanto ha avuto le doti e l’onore di giocare tra le fila giovanili della Juventus e da allora
ha sempre conservato un cuore a strisce bianconere. Con la sofferenza per le
note vicende.
“E’ giusto così, ma fa male al cuore – si confida - vedere
la vecchia signora in B, che tutto il mondo conosce come bandiera del calcio
europeo e mondiale. Penso ai mondiali del 1982 ( Zoff, Cabrini, Tardelli, Gentile, Rossi,
Scirea) e a quelli del 2006 ( Buffon,
Zambrotta, Cannavaro, Del Piero, Camoranesi). Io con al Juve ho sempre avuto
un buon rapporto, nel 1957 emigrai nell’Ontario, però ogni anno passavo un
mese tra Fossalunga e Villar Perosa
a Torino. Nel 1997 sono stato invitato per i cento anni della Juve, conservo
un ricordo meraviglioso ed è stato fantastico rivedere Sentimenti e Rava , poi
Sivori con il suo pancione, Bettega, Boniperti, Rossi, Zoff eccetera. Fecero
un torneo, mancava solo Gaetano Scirea che
era morto il 3 settembre del
Stante queste amicizie, Gildo è sempre rimasto in contatto
con la moglie Mariella. “ Ho un ricordo
fantastico - ci dice al proposito - pensa che ad una allenamento a porte chiuse
in vista della partita di semifinale per
Ma Gildo Dal Santo a Montreal dove si è poi trasferito
e tuttora risiede ha avuto modo di svolgere attività importanti per lo sport
. Quello di casa qui , in Canada . Nella fattispecie: l’hockey.
Un campo vastissimo, con campionati distribuiti tra Canada
e Stati Uniti, in cui ha riversato tesori
di esperienza e passione, soprattutto nel settore giovanile. “ Ad un certo punto
ne avevo 840 – ci dice - , dai 4 ai 18 anni, suddivisi in diverse categorie “ Questa voglia di “tirare su” le nuove leve dello
sport è stata “contagiata” anche da un amor patrio congenito che si è manifestato
nelle divise fatte indossare e che sempre
avevano a che fare, in un modo o nell’altro , con i colori a lui cari: il bianco-rosso-verde.
Tutto materiale confezionato e fornito dalla moglie Pierina
“che lavorava per questo anche fino alle due di notte , sabato e domeniche
incluse. Erano bei tempi, mia moglie mi ha aiutato molto”.
“Cosa che sappiamo fare anche adesso, relativamente alle varie circostanze
o Befane che vedono coinvolti i bambini trevigiani e veneti
di Montreal”. Complimenti e grazie
per quanto fatto . A entrambi. (Riccardo Masini-Inform)