IMMIGRAZIONE
Al Consiglio regionale del Lazio una proposta
di legge per i diritti dei cittadini migranti
Fra le novità l’Assemblea dei cittadini
migranti e
ROMA- Al fine di promuovere un’attiva partecipazione
degli immigrati, basata su pari opportunità, alla vita sociale, civile e politica
del Lazio numerosi membri del Consiglio regionale hanno sottoscritto una proposta
di legge per la promozione dei diritti e la piena uguaglianza dei cittadini
migranti. Dalla bozza normativa, che intende tutelare anche l’identità linguistica
e culturale degli stranieri, viene in primo luogo istituito un programma triennale
per la definizione degli interventi in favore degli immigrati. Prevista inoltre
la creazione dell’Assemblea regionale permanente dei cittadini migranti che
sarà aperta ai contributi di tutti gli immigrati ed avrà il compito di presentare
alla Giunta regionale del Lazio un rapporto annuale sulla situazione degli stranieri
sul territorio. Fra le novità anche il rinnovo della Consulta regionale per
l’immigrazione, l’organismo consultivo che ha il compito di portare alle sedi
istituzionali le istanze dei cittadini migranti, che dovrà essere composta in
prevalenza da immigrati ed avrà una quota del 30% riservata alle donne straniere.
Proposta inoltre la riforma dell’Osservatorio contro
il razzismo che viene suddiviso in due organismi separati volti rispettivamente
alla definizione delle linee programmatiche e alla stesura del rapporto annuale
sulla discriminazione. A completare il quadro degli organi di garanzia l’istituzione
della Conferenza regionale sull’immigrazione che contribuirà alla stesura ed
alla realizzazione del programma triennale per i migranti. Tra gli altri punti
di forza della proposta, oltre alla creazione dell’elenco regionale dei mediatori
culturali, anche la garanzia agli immigrati di un trattamento paritario, rispetto
ai cittadini italiani, nel settore sanitario, nei servizi all’infanzia, nella
formazione professionale e per quando concerne l’inserimento lavorativo. Stabilito
infine il monitoraggio, da parte della Regione, dei Centri di permanenza temporanea
e di quelli volti all’identificazione dei chiedenti asilo.
"La proposta di legge di cui io sono prima firmataria-
ha spiegato Anna Evelina Pizzo (Prc) dell’Ufficio di presidenza del Consiglio
regionale del Lazio -, si è sviluppata in maniera partecipata nell’ambito del
Consiglio ed è stata elaborata insieme al Tavolo dei migranti. Un gruppo di
lavoro, istituito dalla finanziaria regionale dello scorso anno, che raccoglie
i rappresentanti delle principali associazioni degli immigrati della nostra
regione. Con questa proposta abbiamo avuto l’ambizione di disegnare una legge
quadro nella quale vengono messi a tema tutti i diritti negati ai migranti ".
Stefano Galieni, responsabile regionale per l’immigrazione
del Prc, ha evidenziato come la proposta di legge rappresenti il punto di partenza
per la definizione nel Lazio di una nuova politica dell’immigrazione. Secondo
Galieni gli aspetti salienti della proposta vanno ricercati nel nuovo diritto
di parola dato agli immigrati, nella maggiore autonomia dalle istituzioni dell’Osservatorio
contro il razzismo e nella scossa organizzativa prevista per
Della valenza intrinseca di una legge costruita dal basso
ha parlato anche Presidente della Commissione lavoro della Regione Lazio Beppe
Mariani che ha evidenziato come questa iniziativa virtuosa sia basata sul confronto,
la solidarietà e la reciproca responsabilità sociale di tutti gli attori delle
migrazioni.
Dal canto suo Antonietta Grosso, Presidente della Commissione
politiche sociali della Regione Lazio, si è impegnata a discutere al più presto
questa proposta di legge che si va ad affiancare a quella già elaborata dalla
Giunta regionale. "Lo scopo - ha spiegato
Fra gli altri interventi ricordiamo, oltre quello di
Claudio Graziano dell’Arci che ha ricordato come il testo di legge resti aperto
alle modifiche proposte dalle associazioni dei migranti, le parole di Elsa Montori
dell’Associazione Senza Confine che ha auspicato per la proposta di legge regionale
un iter trasparente e pubblico capace di coinvolgere anche in senso critico
i cittadini. (Goffredo Morgia - Inform)