INFORM - N. 222 - 27 novembre 2006


IMMIGRAZIONE

Al Consiglio regionale del Lazio una proposta di legge per i diritti dei cittadini migranti

Fra le novità l’Assemblea dei cittadini migranti e la Conferenza regionale sull’immigrazione. Previsto il potenziamento della Consulta e dell’Osservatorio contro il razzismo

 

ROMA- Al fine di promuovere un’attiva partecipazione degli immigrati, basata su pari opportunità, alla vita sociale, civile e politica del Lazio numerosi membri del Consiglio regionale hanno sottoscritto una proposta di legge per la promozione dei diritti e la piena uguaglianza dei cittadini migranti. Dalla bozza normativa, che intende tutelare anche l’identità linguistica e culturale degli stranieri, viene in primo luogo istituito un programma triennale per la definizione degli interventi in favore degli immigrati. Prevista inoltre la creazione dell’Assemblea regionale permanente dei cittadini migranti che sarà aperta ai contributi di tutti gli immigrati ed avrà il compito di presentare alla Giunta regionale del Lazio un rapporto annuale sulla situazione degli stranieri sul territorio. Fra le novità anche il rinnovo della Consulta regionale per l’immigrazione, l’organismo consultivo che ha il compito di portare alle sedi istituzionali le istanze dei cittadini migranti, che dovrà essere composta in prevalenza da immigrati ed avrà una quota del 30% riservata alle donne straniere.

Proposta inoltre la riforma dell’Osservatorio contro il razzismo che viene suddiviso in due organismi separati volti rispettivamente alla definizione delle linee programmatiche e alla stesura del rapporto annuale sulla discriminazione. A completare il quadro degli organi di garanzia l’istituzione della Conferenza regionale sull’immigrazione che contribuirà alla stesura ed alla realizzazione del programma triennale per i migranti. Tra gli altri punti di forza della proposta, oltre alla creazione dell’elenco regionale dei mediatori culturali, anche la garanzia agli immigrati di un trattamento paritario, rispetto ai cittadini italiani, nel settore sanitario, nei servizi all’infanzia, nella formazione professionale e per quando concerne l’inserimento lavorativo. Stabilito infine il monitoraggio, da parte della Regione, dei Centri di permanenza temporanea e di quelli volti all’identificazione dei chiedenti asilo.

"La proposta di legge di cui io sono prima firmataria- ha spiegato Anna Evelina Pizzo (Prc) dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio -, si è sviluppata in maniera partecipata nell’ambito del Consiglio ed è stata elaborata insieme al Tavolo dei migranti. Un gruppo di lavoro, istituito dalla finanziaria regionale dello scorso anno, che raccoglie i rappresentanti delle principali associazioni degli immigrati della nostra regione. Con questa proposta abbiamo avuto l’ambizione di disegnare una legge quadro nella quale vengono messi a tema tutti i diritti negati ai migranti ". La Pizzo ha inoltre sottolineato come questo testo, che potrebbe rappresentare un valido esempio anche per l’imminente elaborazione della nuova legge nazionale sull’immigrazione, abbia il valore aggiunto di non filtrare i diritti attraverso un occhio istituzionale, ma di costruirli dal basso insieme ai protagonisti delle migrazioni.

Stefano Galieni, responsabile regionale per l’immigrazione del Prc, ha evidenziato come la proposta di legge rappresenti il punto di partenza per la definizione nel Lazio di una nuova politica dell’immigrazione. Secondo Galieni gli aspetti salienti della proposta vanno ricercati nel nuovo diritto di parola dato agli immigrati, nella maggiore autonomia dalle istituzioni dell’Osservatorio contro il razzismo e nella scossa organizzativa prevista per la Consulta. "Questa legge guarda al futuro - ha concluso Galieni - perché vuole parlare di pieni diritti di cittadinanza e di voto"

Della valenza intrinseca di una legge costruita dal basso ha parlato anche Presidente della Commissione lavoro della Regione Lazio Beppe Mariani che ha evidenziato come questa iniziativa virtuosa sia basata sul confronto, la solidarietà e la reciproca responsabilità sociale di tutti gli attori delle migrazioni.

Dal canto suo Antonietta Grosso, Presidente della Commissione politiche sociali della Regione Lazio, si è impegnata a discutere al più presto questa proposta di legge che si va ad affiancare a quella già elaborata dalla Giunta regionale. "Lo scopo - ha spiegato la Grosso - sarà quello di arrivare al più presto ad un testo normativo unificato che si mantenga in linea con le indicazioni giunte dal Tavolo dei migranti". Un giudizio positivo sul testo è stato formulato anche da Alfredo Zolla della Cgil di Roma e Lazio che ha ricordato come questa proposta, oltre ad introdurre l’innovativo coordinamento fra gli assessorati regionali che si occupano di immigrazione, rappresenti un importante momento di confronto fra associazioni, istituzioni regionali e altri enti. "In questo ambito - ha precisato Zolla - abbiamo la necessità di arrivare al più presto, per evitare lo sviluppo di una democrazia zoppa, al diritto di voto amministrativo per gli immigrati".

Fra gli altri interventi ricordiamo, oltre quello di Claudio Graziano dell’Arci che ha ricordato come il testo di legge resti aperto alle modifiche proposte dalle associazioni dei migranti, le parole di Elsa Montori dell’Associazione Senza Confine che ha auspicato per la proposta di legge regionale un iter trasparente e pubblico capace di coinvolgere anche in senso critico i cittadini. (Goffredo Morgia - Inform)


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