ASSOCIAZIONI
Convegno
“La domiciliarità come obiettivo - Anziani ed assistenti familiari in Roma e
nel Lazio”
Rino Giuliani (Istituto F. Santi): “In
materia di assistenza sociale e di diritti delle persone si può far molto. E
da subito”
ROMA - “Un progetto
d’inclusione sociale presuppone un quadro normativo nazionale e regionale che
lo sostenga” . Lo ha ricordato Rino Giuliani, Vice presidente dell’Istituto
Fernando Santi, ai lavori del Convegno tenutosi al Cnel nei giorni scorsi
su “La domiciliarità come obiettivo - Anziani ed assistenti familiari
in Roma e nel Lazio”. L’incontro è stato promosso all’Istituto Fernando Santi
e dall’Arciconfraternita del SS. Sacramento e di S. Trifone, con il patrocinio
della Presidenza della Regione Lazio e dell’Assessorato alle politiche sociali
del Comune di Roma.
A conclusione del suo intervento, incentrato su “Istituzioni
e organizzazioni non lucrative tra diritti esigibili degli anziani e ricerca
d’inclusione sociale delle donne immigrate”, Giuliani ha fatto osservare che
in attesa del quadro normativo nazionale “guardando alla nostra regione, in
specie dopo la modifica del titolo V della Costituzione, vorremmo che una normativa
organica rimediasse alla inadeguatezza
delle quattro leggi regionali oggi in vigore (n° 38/1976, n° 48/1986, n° 17/1990
e n° 8/1992)”. “Vediamo in questi giorni – ha aggiunto -
che la maggioranza del governo regionale ha presentato due iniziative
di legge sullo stesso tema; forse se ne poteva presentare una sola”.
Per Giuliani “in
materia di assistenza sociale e anche di diritti delle persone si può far molto
e da subito separando la condizione giuridica dal diritto ad accedere ad alcuni
servizi essenziali, specialmente per le fasce più deboli, le donne immigrate
lavoratrici, ma pensiamo alla specificità del lavoro delle “badanti”, non poche
irregolari, alla stregua di quanto già prevede
“
La sollecitazione del vice presidente dell’Istituto Santi
: “si definiscano degli standard, regionali di accoglienza ed integrazione,
che possano servire anche come benchmarks di riferimento degli standard nazionali
e si sviluppino politiche attive del lavoro di vera tutela e garanzia per tutti nel momento
dell’avviamento al lavoro e del cambiamento di lavoro, Ciò potrà contribuire
peraltro in maniera sensibile anche all’emersione del lavoro nero”.
Giuliani ha ricordato infine che “il lavoro iniziato
con il Progetto “Insieme si può” voluto dal Comune di Roma ha avuto il merito
di porre all’attenzione della città il problema della qualificazione, del sostegno
economico della cura degli anziani e della inclusione sociale delle assistenti
familiari ma ha anche evidenziato problemi nuovi ed esigenze ulteriori alla
cui soluzione speriamo di contribuire con il confronto odierno. Lo dovevamo
– ha concluso - alle tante donne dalle quali per quasi due anni tanto abbiamo
appreso e che ci hanno aiutato a migliorare”.
(Inform)