LETTERA
DALL’AMERICA
In U.S.A. prime avvisaglie di una “sindrome
italiana”
Il brusco risveglio degli Americani dopo
le elezioni di metà mandato
HOUSTON, Texas – Gli Americani hanno voluto la bicicletta
ed adesso pedalano. Dopo la conclusione più che favorevole per i Democratici
delle elezioni di metà mandato, in America stanno cominciando già a manifestarsi
chiari segni di nervosismo e perfino d’autentica preoccupazione per alcune ricadute
dell’influenza dei Democratici nella conduzione del paese.
All’Est, nello Stato del Vermont, la branca secolare-progressista
dei Democratici che si propone di dare nuovi connotati al paese ha fatto in
modo che si lasciasse correre a proposito d’adulti colpevoli d’avere abusato
sessualmente dei bambini ed un giudice lodato dal partito di maggioranza, Edward
Cashman, ha decretato una pena di soli sessanta giorni di prigione per un pedofilo.
All’Ovest il Comitato per la pubblica istruzione di San
Francisco ha chiuso i corsi scolastici di preparazione militare ROTC della città
lasciandone privi più di mille e seicento iscritti i quali, in molti casi, ricevevano
beneficio personale per situazioni di tipo familiare ed occupazionale e perché
già indirizzati, per propria scelta, verso la carriera militare.
Queste notizie riportate e commentate dai media, naturalmente,
sono state fonte di preoccupazione per gli Americani specialmente negli stati
conservatori della “cintura della Bibbia” dove indubbiamente si crede ancora
con convinzione in quei valori religiosi e civici riassunti nel trittico “Dio,
onore e Nazione” che sono fondamentali
anche per gente che non s’arruola necessariamente nei Marines e che, in ogni
caso, non è al seguito di Nancy Pelosi e dei suoi compagni di cordata.
Si può dunque dire, senza paura d’esagerare, che in America
si sta manifestando adesso una sorta di “sindrome italiana”. Un chiaro parallelismo
tra le preoccupazioni vissute dagli Italiani a seguito della conquista del governo
da parte della sinistra e la presa di coscienza e la conseguente disillusione
che non contribuiscono certamente a facilitare la soluzione di problemi pressanti
e gravissimi quale quello della partecipazione americana al conflitto iracheno
che si sperava, invece, fosse presto ottenibile ed a portata di mano dopo la
vittoria Democratica alle ultime elezioni.
Nessuno possiede la bacchetta magica. Questa è la morale
che purtroppo, si ricava, su entrambi i versanti dell’Atlantico, e le difficoltà
presentate dai tempi nei quali ci troviamo evidenziano sempre più come è un’illusione
destinata a naufragare il concetto che il passaggio dall’altra parte della barricata
serva a risolvere i grandi problemi che ci sovrastano con la stessa facilità
di come la nebbia si dissolve al sole.
Al contrario molti, tanto nel Bel Paese che negli U.S.A., aprendo bene gli occhi e guardando attentamente stanno cominciando ad accorgersi che il sistema migliore per far morire il malato e sotterrarlo è quello di provare incautamente a cambiargli il medico. (Ro Pucci-Inform)