INFORM - N. 221 - 24 novembre 2006


LETTERA DALL’AMERICA

In U.S.A. prime avvisaglie di una “sindrome italiana”

Il brusco risveglio degli Americani dopo le elezioni di metà mandato

 

HOUSTON, Texas – Gli Americani hanno voluto la bicicletta ed adesso pedalano. Dopo la conclusione più che favorevole per i Democratici delle elezioni di metà mandato, in America stanno cominciando già a manifestarsi chiari segni di nervosismo e perfino d’autentica preoccupazione per alcune ricadute dell’influenza dei Democratici nella conduzione del paese.

All’Est, nello Stato del Vermont, la branca secolare-progressista dei Democratici che si propone di dare nuovi connotati al paese ha fatto in modo che si lasciasse correre a proposito d’adulti colpevoli d’avere abusato sessualmente dei bambini ed un giudice lodato dal partito di maggioranza, Edward Cashman, ha decretato una pena di soli sessanta giorni di prigione per un pedofilo.

All’Ovest il Comitato per la pubblica istruzione di San Francisco ha chiuso i corsi scolastici di preparazione militare ROTC della città lasciandone privi più di mille e seicento iscritti i quali, in molti casi, ricevevano beneficio personale per situazioni di tipo familiare ed occupazionale e perché già indirizzati, per propria scelta, verso la carriera militare.

Queste notizie riportate e commentate dai media, naturalmente, sono state fonte di preoccupazione per gli Americani specialmente negli stati conservatori della “cintura della Bibbia” dove indubbiamente si crede ancora con convinzione in quei valori religiosi e civici riassunti nel trittico “Dio, onore  e Nazione” che sono fondamentali anche per gente che non s’arruola necessariamente nei Marines e che, in ogni caso, non è al seguito di Nancy Pelosi e dei suoi compagni di cordata.

Si può dunque dire, senza paura d’esagerare, che in America si sta manifestando adesso una sorta di “sindrome italiana”. Un chiaro parallelismo tra le preoccupazioni vissute dagli Italiani a seguito della conquista del governo da parte della sinistra e la presa di coscienza e la conseguente disillusione che non contribuiscono certamente a facilitare la soluzione di problemi pressanti e gravissimi quale quello della partecipazione americana al conflitto iracheno che si sperava, invece, fosse presto ottenibile ed a portata di mano dopo la vittoria Democratica alle ultime elezioni.

Nessuno possiede la bacchetta magica. Questa è la morale che purtroppo, si ricava, su entrambi i versanti dell’Atlantico, e le difficoltà presentate dai tempi nei quali ci troviamo evidenziano sempre più come è un’illusione destinata a naufragare il concetto che il passaggio dall’altra parte della barricata serva a risolvere i grandi problemi che ci sovrastano con la stessa facilità di come la nebbia si dissolve al sole.

Al contrario molti, tanto nel Bel Paese che negli U.S.A., aprendo bene gli occhi e guardando attentamente stanno cominciando ad accorgersi che il sistema migliore per far morire il malato e sotterrarlo è quello di provare incautamente a cambiargli il medico. (Ro Pucci-Inform)


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