COOPERAZIONE
TRA CHIESE
Come
le emigrazioni modificano il mosaico delle religioni
La diversità cristiana a Ginevra
GINEVRA - Esistono a Ginevra 60 comunità evangeliche
e pentecostali, gruppi in espansione che stanno modificando il paesaggio religioso
della città, come del resto lo sta facendo la presenza massiccia di cattolici
di lingua straniera, nella totalità emigrati.
I Consigli pastorali delle Chiese cattolica, cattolica-cristiana
e protestante di Ginevra, nel loro incontro biannuale, hanno cercato di scoprire
questa realtà. E il punto di partenza potrebbe essere questo semplice esempio:
se i cristiani del mondo fossero 100, 39 sarebbero evangelici, pentecostali-carismatici.
Il pastore Jacques Matthey, membro del Consiglio ecumenico delle Chiese, ha
subito puntualizzato: non è il fatto di essere maggioranza quello che stabilisce
chi ha ragione; qui si tratta di prendere coscienza
di una presenza, di rivedere certi pregiudizi e concludere, per esempio,
che non tutti gli evangelici sono fondamentalisti.
Gli evangelici
Gli evangelici, sia quelli nati dopo
In breve potremmo dire che si distinguono dai riformati
tradizionali e dai luterani per una visione del mondo, della società civile
e di altre religioni che li spinge a una rottura più che all’integrazione. Ma
senza generalizzare, perchè questi movimenti assumono fisionomie diverse nelle
varie parti del mondo. Non esistono tanti elementi in comune tra un fondamentalista
conservatore che crede nella creazione del mondo in sei giorni e un evangelico
moderato di una Chiesa protestante classica.
Veniamo ai pentecostali, prendendo subito nota di queste
cifre: si contano 38 categorie maggiori, sotto 11.000 denominazioni diverse,
riunite in 8.000 gruppi e 7.000 lingue.
Sono realtà che obbligano a una riflessione
non superficiale. Gli elementi su cui insistono sono questi: battesimo nello
Spirito Santo, grazia di Dio vissuta come esperienza che trasforma tutta la
persona,e si manifesta attraverso il “parlare in lingue”, la giustificazione
attraverso la fede in Cristo salvatore, santificatore e guaritore, e da qui
l’importanza data alla guarigione fisica dalle malattie con l’imposizione
delle mani.
Nato all’inizio del 20° secolo negli Stati Uniti, il
movimento pentecostale si è diffuso rapidamente
in tutto il mondo. Viene considerato “la chiesa dei poveri” e conta oggi circa
500 milioni di aderenti, due terzi dei quali vivono nei Paesi del Sud. Agli
inizi degli anni Sessanta é iniziato un movimento carismatico anche all’interno
della Chiesa cattolica. Il Vaticano II ha cercato di includere e non di escludere
queste comunità. C’è poi un’onda di neo-pentecostali e neo-carismatici, che
fanno riferimento a dei leader più o meno eccentrici, mentre altri flirtano
con sincretismo e magia, specialmente in Africa e America latina.
Ginevra
Pare che le chiese tradizionali non abbiano ancora preso
coscienza di queste nuove realtà, mentre
E va sottolineata la
ricchezza di espressione spirituale e insieme la povertà di queste comunità,
che si radunano nelle cantine e nei garages. E Lukas Vischer pone una domanda:
“Non abbiamo forse perso la capacità di entrare in relazione con una popolazione
che manca di mezzi intellettuali, ma ha spesso il cuore aperto allo Spirito
Santo?”.
Emigrati
E ci si è soffermati anche su un altro aspetto: “la folla
dei credenti venuti da altrove”. E’ un vero microcosmo che porta a questa constatazione:
la metà e più dei cattolici del Cantone di Gienvra è costituita da stranieri.
E qui porta la sua testimonianza P. Vilson Zanini, responsabile della comunità
di lingua spagnola , e quindi “bien placé pour en parler”. Questo religioso
scalabriniano viene dal Brasile, un paese da un punto di vista religioso estremamente
contrastato, ove si affiancano e spesso si compenetrano il cattolicesimo, il
pentecostalismo e le tradizioni sorte dagli schiavi africani.
Si tratta, qui a Ginevra, di una ricchezza e di una sfida: “Si deve trovare
– dice P. Vilson - una nuova maniera di vivere insieme, di imparare
a evangelizzare assieme, essere esempio per
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