INFORM - N. 219 - 22 novembre 2006


ITALIANI ALL’ESTERO

Una nota del Coordinamento autonomo dei Ds in Svizzera

Riduzione dell’indennità di servizio all’estero dei diplomatici: critiche all’intervento dell’on. Narducci in sede di dibattito sulla Finanziaria

 

ZURIGO - L’on. Franco Narducci, deputato de l’Ulivo eletto in Europa, intervenendo alla Camera nel dibattito sulla legge finanziaria, ha giustamente richiamato la necessità di garantire le risorse per il “sistema Italia” nel mondo, attraverso la promozione della lingua e della cultura. Il leitmotiv dell’intervento è stato il richiamo al governo affinché investa in questo settore, dotando le nostre collettività di servizi moderni e funzionali.

Per la verità su molti temi il parlamentare è rimasto generico, senza entrare nel merito degli effetti negativi che i tagli previsti nei capitoli di spesa del MAE, se non corretti nel prosieguo dell’iter parlamentare, produrranno sulla rete dei servizi consolari e scolastici e sulle diverse categorie di personale che vi opera.

Su un solo punto il suo intervento è stato esplicito e concreto. Si tratta della riduzione dell’Indennità di Servizio all’Estero dei “diplomatici” (ISE), sulla quale egli ha espresso in modo circostanziato e netto la propria critica, individuando un nesso, a nostro avviso improprio, tra il taglio delle sostanziose indennità dei diplomatici e la minore efficienza delle strutture consolari.

A tale proposito l’on. Narducci ha dichiarato: “L’attuale manovra di finanza pubblica preoccupa per le decisioni adottate per la riduzione dell’ISE, l’indennità all’estero dei diplomatici, fatta senza procedere ad una segmentazione della sua entità …”

Noi non siamo d’accordo. A differenza di Narducci avremmo considerato il taglio dell’ISE ai Consoli e agli Ambasciatori come un contributo di categorie privilegiate al risanamento dei conti pubblici, del resto del tutto in linea con le scelte di equità che ispirano l’insieme della manovra finanziaria.

Del resto lo stesso Ministro degli Esteri D’Alema aveva definito “anomali” tali trattamenti. La “preoccupazione” per la riduzione di compensi che superano le decine di migliaia di Euro al mese meriterebbe qualche spiegazione da parte del parlamentare. Ai suoi elettori ed in particolare alle operaie e agli operai di cui Franco Narducci, da sindacalista in Svizzera, difendeva i ben più magri salari. In fondo egli deve a questi e non ai diplomatici la sua elezione.    

Alla luce dell’allarme sull’indennità ai diplomatici lanciato dall’on. Narducci, e in qualche modo ripreso successivamente anche in un intervento dell’on. Fedi (Ulivo), sorge una domanda politica: si tratta di una posizione che i parlamentari hanno preso a titolo individuale o è rappresentativa del gruppo de l’Ulivo (Ds e Margherita)?  Sarebbe poi utile conoscere a questo proposito anche il giudizio de l’Unione, se non altro perché i parlamentari del centrosinistra eletti all’estero sono stati candidati in una lista unica de l’Unione …(Coordinamento autonomo dei DS in Svizzera- La Pagina/Inform)


Vai a: