STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Tribuna Italiana” del 22 novembre 2006 l’editoriale del direttore Marco Basti
In definitiva quanti sono i milioni?
BUENOS AIRES - Infine domenica scorsa
Durante queste settimane ci sono state vivaci polemiche
sul reale ammontare di tali fondi, a partire, come ha ricordato il Vice ministro
Franco Danieli in una intervista all’agenzia AISE (dichiarazioni che possono
essere lette qui a fianco) dal suo annuncio all’assemblea del CGIE, all’inizio
di ottobre a Roma. Allora il sen. Danieli annunciò che: “Nel corso dell’iter
parlamentare per l’approvazione della legge finanziaria sono stati stanziati
14 milioni di euro per gli italiani all’estero”.
Dopo alcune settimane e di fronte all’emendamento proposto
dal relatore della Finanziaria nella Camera on. Ventura, nel senso di assegnare
14 milioni di euro agli italiani all’estero, scoppiò la polemica. Le forze dell’opposizione
gridarono allo scandalo per il presunto voto di scambio, per ottenere, al Senato,
l’appoggio del sen. Pallaro che, secondo quanto dicevano, aveva chiesto tale
somma in favore degli italiani all’estero, per approvare la manovra. In una
intervista alla nostra TRIBUNA ITALIANA, ma anche in altre dichiarazioni, il
sen. Pallaro chiariva che i 14 milioni che legittimamente chiedeva erano per
assicurare, tra l’altro un piano di assistenza sanitaria ai connazionali che
versano in condizioni di estrema povertà in Argentina e in altri Paesi dell’America
meridionale. Pallaro ricordava che per quest’anno 2006 erano stati stanziati
16 milioni di euro e che lui chiedeva che venisse confermata tale somma e che
fossero aggiunti altri 14 milioni di euro: “I sedici milioni dell’ultimo esercizio
non si toccano - aveva spiegato Pallaro nell’intervista - e in più ci vogliono
altri 14 milioni. Questi sono quelli che ci consentiranno di concretare i programmi,
i progetti di cui abbiamo parlato”.
Come abbiamo detto sopra, ci vuole un esperto per districarsi
fra i numeri e i capitoli della Finanziaria ma, come dice la classica battuta,
la matematica non è un’opinione. E a quanto pare, secondo quanto hanno spiegato
il Vice ministro Danieli, l’ex ministro Tremaglia, l’on. Merlo, le cui dichiarazioni
pubblichiamo in questa stessa edizione,
Ieri è iniziato al Senato lo studio della manovra. Il
relatore sen. Morgando ha detto “che non sarà approvata a scatola chiusa”.
E’ logico che sia così. Anche il Senato ha da dire la
sua. Anche i senatori devono studiarla, dibatterla e approvarla, magari con
qualche emendamento. Anche i nostri senatori eletti all’estero hanno qualcosa
da dire.
A Palazzo Madama sarà più alta la posta in gioco per
il governo, per via della maggioranza risicata che ha. Una maggioranza alla
quale il sen. Pallaro ha dato il suo voto, per consentire la governabilità.
Ma il suo voto non è assicurato. Come si è chiesto Pallaro in varie occasioni,
perché dovrebbe dare il suo voto a una Finanziaria nella quale non c’è
niente di nuovo per gli italiani all’estero?
Che per forza si voglia far pagare agli italiani all’estero
il dissesto dei conti italiani, non sembra giusto. Come ha detto lo stesso sen.
Pallaro in una intervista a Salvatore Viglia (leggi qui a fianco), “Non sono
mica gli italiani all’estero che hanno provocato il deficit di bilancio che
c’è in Italia”.
Proprio per questo ci auguriamo che il sen. Pallaro,
e gli altri senatori eletti all’estero, riescano a convincere il governo, la
maggioranza e l’opposizione, che non sono i pochi milioni in più necessari specialmente
per i connazionali più bisognosi, quelli che servono per rimettere a posto i
conti dell'Italia (Marco Basti-Tribuna
Italiana/Inform)
marcobasti@tribunaitaliana.com.ar