EVENTI
Giornata delle Marche: dall’emigrazione
all’internazionalizzazione
ANCONA - Il tema del lavoro è stato scelto quest'anno
per celebrare
Ma
I tempi sono cambiati in fretta per una regione che ha
avuto un forte slancio sia nell'artigianato che nell'industria. Oggi le Marche
sono “un luogo che produce” e che attira forza lavoro. Le Marche sono diventate
regione di immigrazione capovolgendo la tendenza di 50 anni fa. Il processo
di industrializzazione ha creato un modello produttivo che in pochi anni ha
elevato la tradizionale laboriosità dell'indole marchigiana a ricchezza. Ricchezza
di idee e di progetti, capacità di metterli in pratica, capacità di espandere
la propria attività. Passando a regione dove il lavoro è l'eccellenza e dove
si riesce a vivere bene. Questa è anche la regione dove gli immigrati si integrano
meglio.Oggi i marchigiani possono scegliere il lavoro, come in tutte le società
più ricche. Il problema diventa infatti trovare la strada giusta per le proprie
ambizioni. Si guarda cioè più alla qualità dell'occupazione piuttosto che, come
una volta, a garantire la quantità del lavoro. Questo fa sì che la domanda dei
giovani, diplomati o laureati, non verta più verso la manovalanza, lasciata
agli immigrati, bensì verso occupazioni di alto livello intellettuale. Alcuni
trovano opportunità migliori fuori regione. E' il problema della fuga dei cervelli,
che nelle Marche è molto ridotta grazie alle Università che hanno curato l'opportuna
integrazione fra atenei e imprese. Restano, in una situazione di disoccupazione
comunque bassa, (l'occupazione marchigiana ha un tasso percentuale molto superiore
alla media italiana), l'operaio generico e le donne ad elevata scolarizzazione.
Intanto però, il mercato del lavoro sta mutando ancora,
grazie all'evoluzione del manifatturiero. E' in atto un forte processo di internazionalizzazione
delle imprese che sta selezionando alla base le aziende: chi è “piccolo” e non
riesce ad investire né a mettersi in rete, non avendo un'impresa ben capitalizzata
non regge la concorrenza internazionale e l'apertura delle frontiere. Le piccole
e medie imprese del modello marchigiano si stanno organizzando per aggredire
nuovi e più lontani mercati di interesse. Stanno andando forte distretti specializzati
come meccanica, nautica, elettrodomestico. Avanzano innovazione, diversificazione
di prodotto e dinamismo aziendale. Al contempo si è potenziato il terziario,
i servizi in genere, il turismo, l'Ict, l'informatica.
I nostri più grandi promotori e alleati a livello internazionale
sono le associazioni di emigranti all'estero. Mentre