INFORM - N. 218 - 21 novembre 2006


ASSOCIAZIONI

L’AIRL giudica positiva la presenza a Tripoli di D’Alema per la Conferenza su migrazione e sviluppo

 

ROMA - I rimpatriati dalla Libia hanno accolto positivamente l’impegno italiano nell’ambito della prima conferenza ministeriale sulla migrazione e lo sviluppo tra l’Unione Europea e i Paesi del continente africano, che si svolgerà a Tripoli il 22 e 23 novembre.

“Siamo soddisfatti della concretezza con cui il nostro Paese affronta un tema importante come quello dell’emigrazione, proprio noi che, dopo aver lasciato l’Italia, abbiamo vissuto con l’espulsione il dolore di dover abbandonare un Paese che amavamo almeno quanto il nostro” - commenta Giovanna Ortu, Presidente dell’AIRL – “Ci sentiamo vicini a tutti quegli immigrati che affrontano un viaggio pericoloso nella speranza di un lavoro e che si ritrovano, purtroppo, a vivere lontani da casa, in condizioni precarie e di inevitabile sfruttamento. Aiutarli a vivere nel loro Paese, decorosamente e al riparo da conflitti etnici, costituisce la vera prospettiva di sviluppo.

L’allargamento della conferenza all’Unione Europea e a tutti i Paesi africani ci fa ben sperare in una svolta che porti a incentivare la partnership tra le nazioni coinvolte, a tutto vantaggio dei migranti; siamo fiduciosi che l’Italia, rappresentata ai massimi livelli dal Ministro degli Esteri Massimo D’Alema, possa far valere la sua tradizione di accoglienza e responsabilità su questa delicata materia”.

Conclude Giovanna Ortu: “Un po’ egoisticamente ci auguriamo che il Ministro trovi l’occasione a margine della conferenza, dato che si svolge a Tripoli, di discutere con il leader libico Gheddafi anche delle questioni che riguardano noi rimpatriati; questioni non secondarie, visto che sono parte integrante della politica libica in tema di emigrazione clandestina e legate alla ormai annosa questione dei risarcimenti per i presunti danni del colonialismo italiano in quel Paese. Un tema, vogliamo ricordarlo, assai caro al colonnello Gheddafi, come dimostrano le recentissime dichiarazioni riguardo la presenza di Caschi Blu dell'Onu nella regione sudanese del Darfur che equivarrebbe, secondo le sue parole, ad un ritorno al colonialismo.” (Inform)


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