INTERVENTI
Ricardo Merlo: “Perché non ho votato la
finanziaria”
ROMA - A chi in questi giorni mi chiede perchè non ho
votato la finanziaria rispondo che non potevo sottoscrivere questo documento,
così come è stato varato dalla Camera, per una serie di buone ragioni, che vorrei brevemente
esporre.
Innanzitutto, credo che questa finanziaria non sia altro che un piano di aggiustamento strutturale: un tipico esercizio dei cosiddetti “ministri tecnici” di far quadrare i conti, con una manovra monetarista ortodossa che rischia di
compromettere l’ economia italiana.
Infatti, ciò che appare evidente, è che, da un lato, vi è un incontestabile
aumento della pressione fiscale, il cui effetto devastante sulle tasche dei cittadini
si potrà calcolare solo l’anno prossimo, quando gli enti locali saranno obbligati
ad aumentare le tasse o ad inserirne di nuove.
Le agitazioni
di questi giorni, di tutte le categorie
di lavoratori, degli enti locali e dei comuni cittadini lo confermano: questa situazione
lungi dal combattere l’evasione fiscale,
renderà molto più probabile l’incremento di un economia tutta in nero. Per inciso,
questo “esercizio tecnico”
sottovaluta l’aspetto psicologico e le aspettative dei soggetti economici
(consumatori e produttori) e non considera
che solo quando le tasse sono più basse i cittadini sono più propensi a pagarle.
A fronte di questo aumento di pressione fiscale, d’altro
canto, troviamo dei forti tagli
alle spese, anche quelle sociali e sanitarie, che ritengo molto dannosi come
principio oltre che profondamente
sbagliati. Quindi è impossibile che
ci si possa aspettare qualcosa di meglio per gli italiani all’ estero. Infatti, ricordiamoci sempre che quando si aumentano le tasse e si riducono le spese in mezzo c’è la gente che ne sopporta il peso. Saranno sempre i più deboli e la classe produttiva
a rimetterci.
Il fatto, poi, che la manovra sia sostenuta dal FMI mi rende ancora più perplesso,
alla luce della mia esperienza personale.In Sud America sono ben note le conseguenze
delle ricette del FMI: qui si rischia di far scivolare l’economia
italiana nel baratro della recessione.
Infine, vorrei fare
alcune considerazioni sul fatto che qualcuno continua ad insinuare che i parlamentari eletti all’estero si muovano in
un ottica politica solo di protezione
degli interessi dei residenti
fuori dai confini nazionali.
Ciò è profondamente
sbagliato. Personalmente, anche se sono stato eletto all’estero,
guardo all’Italia tutta nel suo complesso, per una semplice ragione:
non ci sono interessi contrapposti. Se va bene l’Italia
sicuramente andrà meglio anche agli italiani all’estero. Ritengo infatti che solo se
il piano economico è buono ci saranno vantaggi per tuti. Nutro dei
forti dubbi rispetto a quello che deriverà
da questa legge finanziaria, ecco perché non l’ho votata: questa è una finanziaria
che, secondo me, non permetterà il rilancio
del paese perché genera sfiducia, ansia e malcontento, che sono il presupposto
naturale per rallentare anziché crescere. Ci vogliono
persone con un profilo meno tecnico e più politico a
governare l’economia del Paese:i tecnici credono che l’economia sia fare bene
i conti, invece io credo che l’economia
debba essere fatta sempre in funzione
del benessere della gente. Non tutto è perduto però. Siamo solo a metà dell’iter legislativo. Speriamo di avere
buone notizie dal Senato. (Ricardo Merlo*-Inform)
* Eletto all’estero nella ripartizione dell’America Meridionale,
lista Associazioni Italiane Sud America (AISA), iscritto al Gruppo Misto della
Camera dei Deputati.