INFORM - N. 217 - 20 novembre 2006


CONVEGNI

Il 24 novembre a Roma, promosso dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

L’identità italiana nell’epoca della globalizzazione.. L’esperienza e il modello degli Italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia

 

ROMA –  Si svolgerà a Roma il 24 novembre con inizio alle ore 16.30, presso il Centro Congressi “Roma Eventi” di Via Arco d’Alibert 5, il convegno di studi “L’identità italiana nell’epoca della globalizzazione. L’esperienza e il modello degli Italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia”, che precede il XVIII Congresso nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (v. Inform n.216 http://www.mclink.it/com/inform/art/06n21613.htm ).

“Quali sono e quali sono state dunque le caratteristiche di tolleranza e di capacità di  convivenza delle popolazioni italiane autoctone in Istria, Quarnero e Dalmazia? Tre esempi – spiegano dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, www.anvgd.it, - possono essere sufficientemente indicativi: l’esempio di Fiume, dove la componente italiana andò aumentando dalla metà dell’Ottocento fino alla Prima guerra mondiale, per l’assimilazione degli immigrati esterni alla

popolazione maggioritaria istro-veneta, similmente a quanto avviene a Trieste. L’esempio di Spalato, dove il processo fu inverso e nello stesso periodo la maggioranza italiana deperì rapidamente fino a ridursi a minoranza sempre più ristretta già nel 1920 e, dopo un primo esodo collettivo, nel 1940. Infine l’esempio di Zara, dove la situazione viene bloccata per la scelta politica della classe dirigente italiana (prima autonomista, poi irredentista) che rifiutò i collegamenti terrestri e lo sviluppo industriale, con la conseguente immigrazione dall’hinterland croato e serbo, conservando in ogni caso, fino al 1945, la fisionomia italiana. L’Istria, dove la situazione rimase complessivamente più stabile per l’alta concentrazione di italiani nelle città e anche nelle campagne, e le minori variazioni migratorie, fatta eccezione per Pola divenuta alla fine dell’Ottocento base navale della Marina austriaca. Lo scontro definitivo tra ideologie nazionaliste impostate sul concetto dello Stato-nazione e l’impatto tra due opposti totalitarismi, quello fascista e quello comunista, determinava, a metà del Novecento – ricorda l’Associazione - la progressiva cessazione di ogni convivenza e le tragedie delle Foibe e dell’Esodo.  L’incontro di studio, il 24 novembre alla vigilia del XVIII Congresso nazionale dell’Associazione, pone alcuni quesiti fondamentali – sottolinea -  per la comprensione degli accadimenti storici susseguitisi nell’Adriatico orientale in epoca moderna e contemporanea. E fino a dove una comunità nazionale riesce a difendere la fisionomia di fondo della società civile, le sue leggi i suoi costumi, assimilando o integrando gli immigrati? Esiste cioè una “massa critica” oltre la quale il processo di assimilazione o integrazione diventa insostenibile?”(Inform)


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