CONVEGNI
Il 24 novembre a Roma, promosso dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
L’identità
italiana nell’epoca della globalizzazione.. L’esperienza e il modello degli
Italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia
ROMA – Si
svolgerà a Roma il 24 novembre con inizio alle ore 16.30, presso il Centro Congressi
“Roma Eventi” di Via Arco d’Alibert 5, il convegno di studi “L’identità italiana
nell’epoca della globalizzazione. L’esperienza e il modello degli Italiani dell’Istria,
di Fiume e della Dalmazia”, che precede il XVIII Congresso nazionale dell’Associazione
Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (v. Inform n.216 http://www.mclink.it/com/inform/art/06n21613.htm
).
“Quali sono e quali sono state dunque le
caratteristiche di tolleranza e di capacità di
convivenza delle popolazioni italiane autoctone in Istria, Quarnero e
Dalmazia? Tre esempi – spiegano dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e
Dalmazia, www.anvgd.it, - possono
essere sufficientemente indicativi: l’esempio di Fiume, dove la componente italiana
andò aumentando dalla metà dell’Ottocento fino alla Prima guerra mondiale, per
l’assimilazione degli immigrati esterni alla
popolazione maggioritaria istro-veneta, similmente
a quanto avviene a Trieste. L’esempio di Spalato, dove il processo fu inverso
e nello stesso periodo la maggioranza italiana deperì rapidamente fino a ridursi
a minoranza sempre più ristretta già nel 1920 e, dopo un primo esodo collettivo,
nel 1940. Infine l’esempio di Zara, dove la situazione viene bloccata per la
scelta politica della classe dirigente italiana (prima autonomista, poi irredentista)
che rifiutò i collegamenti terrestri e lo sviluppo industriale, con la conseguente
immigrazione dall’hinterland croato e serbo, conservando in ogni caso, fino
al 1945, la fisionomia italiana. L’Istria, dove la situazione rimase complessivamente
più stabile per l’alta concentrazione di italiani nelle città e anche nelle
campagne, e le minori variazioni migratorie, fatta eccezione per Pola divenuta
alla fine dell’Ottocento base navale della Marina austriaca. Lo scontro definitivo
tra ideologie nazionaliste impostate sul concetto dello Stato-nazione e l’impatto
tra due opposti totalitarismi, quello fascista e quello comunista, determinava,
a metà del Novecento – ricorda l’Associazione - la progressiva cessazione di
ogni convivenza e le tragedie delle Foibe e dell’Esodo. L’incontro di studio, il 24 novembre alla vigilia
del XVIII Congresso nazionale dell’Associazione, pone alcuni quesiti fondamentali
– sottolinea - per la comprensione degli
accadimenti storici susseguitisi nell’Adriatico orientale in epoca moderna e
contemporanea. E fino a dove una comunità nazionale riesce a difendere la fisionomia
di fondo della società civile, le sue leggi i suoi costumi, assimilando o integrando
gli immigrati? Esiste cioè una “massa critica” oltre la quale il processo di
assimilazione o integrazione diventa insostenibile?”(Inform)