DANZA
Dall’India a Londra i nuovi “mostri”
Akram Khan e Sylvie Guillem insieme trovano
un originale stile coreografico
che fonde Oriente e Occidente
ROMA
– Le vie della danza sono infinite, e infinite le combinazioni che possono innovarla
nella sua lingua. Ma nel combinarsi di due personalità eterogenee come Sylvie
Guillem e Akram Khan si è andati oltre: verso un ribaltamento sintattico dello
spettacolo danzato. Tutto partì da Khan. Londinese d’elezione ma con radici
nel Bangladesh, ha cercato l’innesto nel balletto contemporaneo occidentale
di una forma indiana tradizionale e antichissima,
il “kathak”, che fonde danza, musica, filosofia e racconto parlato. La sorte
benigna ha voluto che, a fusione già avanzata, trovasse una partner nella eterea
Guillem, vale a dire nella maggiore “étoile” di oggi nell’arte di Tersicore.
La quale, sempre alla ricerca di nuove esperienze stilistiche dopo avere attraversato
diversi territori della danza, ha sposato in pieno la causa di Akram con raffinata
versatilità.
Il
senso di questo riuscito matrimonio artistico è la forza dello spettacolo “Sacred
Monstrers”, approdato, dopo l’esordio di Londra, al Teatro Olimpico in prima
nazionale e sotto due bandiere, il Romaeuropa Festival e l’Accademia Filarmonica
Romana. Non inganni il titolo: in quella versione inglese del più latino “mostri
sacri” non c’è autocompiacimento e neppure ironia, bensì la coazione a comportarsi
sempre da icone del palcoscenico, da artisti perfetti ma anche angosciati per
lo sforzo. Resta la fascinazione che emana da quel combinarsi
coreografico di musica, gesto, parola, dove le risonanze di rituali indiani
e le evoluzioni del kathak abbracciano gli elementi di sublime danza “modern”,
portati soprattutto dalla Guillem. Gli eleganti assolo dei “mostri” portano
la firma di coreografi separati, e nei “pas de deux” creati da Khan si assiste
a movimenti spettacolari di sofisticata e poderosa flessuosità, intervallati
da gustosi monologhi e dialoghi su personali e capricciose storie di formazione.
(Toni Colotta–Inform)