INFORM - N. 214 - 15 novembre 2006


STAMPA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

Da “L’Italiano”

Cercansi giovani disperatamente

ROMA - Sulle agenzie di stampa che si occupano di emigrazione ed italiani nel mondo, si legge che i Comites dei diversi paesi stanno cercando, ognuno nel proprio territorio di riferimento, giovani da far partecipare alla prossima Assemblea Plenaria del Cgie, che si terrà nella Sala Conferenze Internazionali della Farnesina, a Roma. Ventidue coraggiosi provenienti da tutto il globo rappresenteranno in quell'occasione - più unica che rara - le migliaia di giovani residenti oltre i confini dello Stivale. La stampa, finora, non ha dato abbastanza spazio alla notizia, e di questo si lamentano in molti.

 I Comites provano ad avvicinare i giovani attraverso degli annunci del tipo "giovani cercansi", allo stesso modo in cui un ristorante cercherebbe un cameriere, un salone di bellezza una parrucchiera. I Comitati per gli Italiani all'Estero non sono preparati: persino le associazioni sono costrette a guardarsi intorno e a individuare al di fuori dei propri confini ragazzi o ragazze che, secondo le associazioni stesse, potrebbero essere degni di rappresentare i loro coetanei davanti un'istituzione così importante per gli italiani all'estero come lo è il Consiglio Generale. Questo dimostra che il problema della partecipazione dei giovani esiste: come possono esserci giovani fra i consiglieri Cgie, se ne mancano addirittura alla base, a livello di Comites ed Associazioni? Allo stesso modo: come pensano gli adulti, i "grandi",  di attirare l'attenzione dei ventenni e dei trentenni se continuano ad usare un linguaggio politico e comunicativo vecchio di 60 anni? Non c'è speranza.

Senza contare che, fra i giovani provenienti dai quattro punti cardinali, non ci sarà nessuno a rappresentare la Repubblica Dominicana - che a me sta molto a cuore - né i Caraibi. Come al solito, è come se i 30mila italiani residenti solo nell'Isola di Santo Domingo non esistessero. Come se non si dovesse parlare di un Paese che comunque ospita, durante il corso dell'anno, più di 130mila nostri connazionali, che vanno e vengono dalla splendida isola caraibica; come se il Centro America fosse stato cancellato dalle mappe geografiche dei politici romani. Peccato.

Ho appreso con particolare piacere che l’Associazione Centro Calabrese Buenos Aires ha individuato in Alessandro Cario, responsabile della Cario Editori, la persona più adatta a rappresentare i giovani dell’Argentina alla prossima assemblea plenaria del CGIE. Alessandro Cario scrive su L'Eco d'Italia, il giornale di famiglia presente in quasi tutta l'America Latina: non lo conosco personalmente, ma è un collega che seguo in tutto ciò che scrive, che stimo ed apprezzo. Talvolta abbiamo avuto opinioni divergenti, ma lui ha saputo esporre le sue sempre con coraggio ed estrema chiarezza. Ce ne fossero di giovani come lui.

Auspichiamo quindi che l'invito dell'Associazione Calabrese di Buenos Aires venga raccolto dal Comites locale, perché Cario saprebbe, a nostro modo di vedere le cose, esporre davanti al Cgie argomenti interessanti con  precisi ragionamenti. Ci farà piacere incontrarlo alla Farnesina, e stringergli la mano.

Allo stesso modo ci sentiamo di ringraziare l'On. Gino Bucchino - che si è dimesso due giorni fa dal Cgie - per aver scritto una lettera al Segretario Narducci, in cui si legge "l’annullamento dell’Assemblea Continentale di area anglofona che doveva tenersi a Melbourne, di fatto crea una disponibilità di cassa per il CGIE che potrebbe essere opportunamente utilizzata per allargare la partecipazione numerica dei giovani”. Grazie On. Bucchino.

Un appello a tutti i giovani residenti all'estero: comunicatevi con i Comites e con le associazioni locali. Hanno bisogno di voi, e questa potrebbe essere una grande occasione per fare del bene a tutti i nostri connazionali e a tutti i nostri coetanei che vivono lontano dalla propria terra d'origine. (Ricky Filosa - L'Italiano)

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