STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Tribuna Italiana” del 15 novembre l’editoriale del direttore Marco Basti
Ignoranza, noncuranza, scarsa considerazione
BUENOS AIRES - Nella roulette Finanziaria, alla quale
quest’anno hanno partecipato tanti giocatori, si continua a vincere e a perdere.
In queste ore dovrebbe esserci un chiarimento per sapere se gli italiani all’estero
riusciremo a ottenere i 14 milioni in più richiesti dal senatore Luigi Pallaro
per avviare una politica in favore degli italiani all’estero che segni una svolta
rispetto al passato. Come nella roulette, può succedere che si riesca a vincere,
si può uscire alla pari (cioè, mantenendo sostanzialmente invariati i fondi
destinati agli italiani all’estero negli
ultimi anni) oppure si può uscire con le osse rotte, se, addirittura, vengono
ridotti anche quei fondi assegnati negli anni precedenti, che nel
2006 sono stati 16 milioni di euro.
Le polemiche di questi ultimi giorni sulle richieste
del Senatore, ma anche le ironie, le prese in giro quando non direttamente gli
attacchi di una parte della stampa italiana - di cui l’articolo di “Libero” sostenendo che gli inutili parlamentari
italiani costano al Paese 500 euro l’ora, è solo il più sgradevole esempio -
vanno lette sostanzialmente in chiave di politica interna italiana. C’è una
maggioranza che - secondo molti osservatori - fa acqua da tutte le parti. C’è
un’opposizione che può nascondere le sue divisioni attaccando il governo. C’è
una lotta sfrenata di lobby di ogni tipo che cercano di influire sulla Finanziaria.
Una lotta che ha portato il presidente del Consiglio Romano Prodi a dire che
gli italiani sono impazziti.
In quella situazione si pone la discussione sui fondi
per una politica per gli italiani all’estero. In tale contesto, in tale roulette,
abbiamo subito una improvvisa sconfitta, che ci ha lasciati, almeno per questo
mese, in bancarotta: l’esclusione dalla no tax area e le conseguenti detrazioni
sulle pensioni degli italiani residenti all’estero.
La reale misura della scarsa attenzione della politica
italiana nei nostri confronti, l’abbiamo avuta all’inizio di questo mese, quando
i pensionati italiani residenti all’estero e, specificamente gli anziani italiani
residenti nei Paesi dell’America meridionale, specialmente i nostri nonni e
genitori residenti in Argentina, sono andati in banca a riscuotere il mese di
novembre. Senza preavviso, senza anestesia (come si dice in Argentina), senza
la minima considerazione, hanno subito una detrazione del 70% su quanto percepiscono
di pensione. Frutto dell’esclusione dai benefici della no tax area, approvata
all’inizio di agosto, ai pensionati all’estero è stato riscosso retroattivamente
quanto dovevano pagare di imposta ai redditi nei primi undici mesi dell’anno.
Vero è che grazie alle proteste e agli interventi di
parlamentari eletti all'estero, del CGIE
e dei Patronati, il governo ha rimediato approvando un decreto legge entrato
in vigore agli inizi di ottobre, con il quale si fa marcia indietro su questa
decisione e si decide la restituzione con il pagamento di dicembre di quanto
è stato prelevato a novembre.
Ma chi si fa responsabile dei vari casi di anziani colpiti
da malore alla banca e ricoverati in ospedale, a causa della notizia ricevuta
al bancone? Chi si fa carico del disagio provocato da una detrazione selvaggia,
contro persone che vivono solo grazie a quei pochi soldi che ricevono di pensione?
Che forse non hanno potuto comprarsi le medicine, o pagare l’affitto o le tasse
o magari hanno dovuto ridurre anche le spese giornaliere per mangiare? Chi pagherà
multe, penalità e perdite di tempo causate da questa decisione? Naturalmente
nessuno.
La decisione di tassare le pensioni rappresenta una nuova
beffa agli italiani all’estero, che, fatta nei confronti di anziani che hanno
queste pensioni come unico mezzo di sussistenza o quasi, diventa una crudele
burla. Si dirà che non c’è stata l’intenzione di beffare nessuno e meno che
meno gli anziani pensionati italiani all’estero. Ma proprio la noncuranza con
cui è stata presa la decisione, dimostra in quale scarsa considerazione hanno
in Italia gli italiani all’estero. Dimostra quanto è grande l’ignoranza sulla
nostra realtà. Dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che per l’Italia
politica (e in essa sono coinvolti non solo i protagonisti diretti della politica,
ma anche i media, e in genere l’establishment) siamo solo una scusa in più per
litigare e non dei soggetti importanti per l’Italia, per
i quali va impostata una politica utile per il Paese e per noi.
Un’ultima nota. L’INPS, in questo caso non colpevole
e i Patronati, che si sono impegnati per ottenere il ritorno alla situazione
precedente, hanno avuto l’accortezza di comunicare l’avvenuto ripristino della
no tax area per i pensionati italiani all’estero. Sarebbe stata opportuna anche
una comunicazione prima, ampia e diffusa - anche attraverso i giornali della
collettività - su quello che stava per accadere, in modo da limitare l’amarezza
di tanti anziani che solo una volta in banca, hanno saputo che avrebbero riscosso
il 70% in meno e solo più tardi, quelli che sono riusciti a saperlo, hanno avuto
notizia della restituzione di quanto era stato trattenuto.
Un amichevole rilievo, specialmente ai Patronati, anche
perché non è chiaro se la situazione appena superata potrà ripetersi l’anno
venturo. Quando si concluderà il lungo, tortuoso, imprevedibile iter della Finanziaria,
si vedrà. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)
marcobasti@tribunaitaliana.com.ar