INFORM - N. 214 - 15 novembre 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” del 15 novembre l’editoriale del direttore Marco Basti

Ignoranza, noncuranza, scarsa considerazione

 

BUENOS AIRES - Nella roulette Finanziaria, alla quale quest’anno hanno partecipato tanti giocatori, si continua a vincere e a perdere. In queste ore dovrebbe esserci un chiarimento per sapere se gli italiani all’estero riusciremo a ottenere i 14 milioni in più richiesti dal senatore Luigi Pallaro per avviare una politica in favore degli italiani all’estero che segni una svolta rispetto al passato. Come nella roulette, può succedere che si riesca a vincere, si può uscire alla pari (cioè, mantenendo sostanzialmente invariati i fondi destinati  agli italiani all’estero negli ultimi anni) oppure si può uscire con le osse rotte, se, addirittura, vengono ridotti anche quei  fondi assegnati negli anni precedenti, che nel 2006 sono stati 16 milioni di euro.

Le polemiche di questi ultimi giorni sulle richieste del Senatore, ma anche le ironie, le prese in giro quando non direttamente gli attacchi di una parte della stampa italiana - di cui l’articolo di  “Libero” sostenendo che gli inutili parlamentari italiani costano al Paese 500 euro l’ora, è solo il più sgradevole esempio - vanno lette sostanzialmente in chiave di politica interna italiana. C’è una maggioranza che - secondo molti osservatori - fa acqua da tutte le parti. C’è un’opposizione che può nascondere le sue divisioni attaccando il governo. C’è una lotta sfrenata di lobby di ogni tipo che cercano di influire sulla Finanziaria. Una lotta che ha portato il presidente del Consiglio Romano Prodi a dire che gli italiani sono impazziti.

In quella situazione si pone la discussione sui fondi per una politica per gli italiani all’estero. In tale contesto, in tale roulette, abbiamo subito una improvvisa sconfitta, che ci ha lasciati, almeno per questo mese, in bancarotta: l’esclusione dalla no tax area e le conseguenti detrazioni sulle pensioni degli italiani residenti all’estero.

La reale misura della scarsa attenzione della politica italiana nei nostri confronti, l’abbiamo avuta all’inizio di questo mese, quando i pensionati italiani residenti all’estero e, specificamente gli anziani italiani residenti nei Paesi dell’America meridionale, specialmente i nostri nonni e genitori residenti in Argentina, sono andati in banca a riscuotere il mese di novembre. Senza preavviso, senza anestesia (come si dice in Argentina), senza la minima considerazione, hanno subito una detrazione del 70% su quanto percepiscono di pensione. Frutto dell’esclusione dai benefici della no tax area, approvata all’inizio di agosto, ai pensionati all’estero è stato riscosso retroattivamente quanto dovevano pagare di imposta ai redditi nei primi undici mesi dell’anno.

Vero è che grazie alle proteste e agli interventi di parlamentari  eletti all'estero, del CGIE e dei Patronati, il governo ha rimediato approvando un decreto legge entrato in vigore agli inizi di ottobre, con il quale si fa marcia indietro su questa decisione e si decide la restituzione con il pagamento di dicembre di quanto è stato prelevato a novembre.

Ma chi si fa responsabile dei vari casi di anziani colpiti da malore alla banca e ricoverati in ospedale, a causa della notizia ricevuta al bancone? Chi si fa carico del disagio provocato da una detrazione selvaggia, contro persone che vivono solo grazie a quei pochi soldi che ricevono di pensione? Che forse non hanno potuto comprarsi le medicine, o pagare l’affitto o le tasse o magari hanno dovuto ridurre anche le spese giornaliere per mangiare? Chi pagherà multe, penalità e perdite di tempo causate da questa decisione? Naturalmente nessuno.

La decisione di tassare le pensioni rappresenta una nuova beffa agli italiani all’estero, che, fatta nei confronti di anziani che hanno queste pensioni come unico mezzo di sussistenza o quasi, diventa una crudele burla. Si dirà che non c’è stata l’intenzione di beffare nessuno e meno che meno gli anziani pensionati italiani all’estero. Ma proprio la noncuranza con cui è stata presa la decisione, dimostra in quale scarsa considerazione hanno in Italia gli italiani all’estero. Dimostra quanto è grande l’ignoranza sulla  nostra realtà. Dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che per l’Italia politica (e in essa sono coinvolti non solo i protagonisti diretti della politica, ma anche i media, e in genere l’establishment) siamo solo una scusa in più per litigare e  non dei soggetti importanti per l’Italia, per i quali va impostata una politica utile per il Paese e per noi.

Un’ultima nota. L’INPS, in questo caso non colpevole e i Patronati, che si sono impegnati per ottenere il ritorno alla situazione precedente, hanno avuto l’accortezza di comunicare l’avvenuto ripristino della no tax area per i pensionati italiani all’estero. Sarebbe stata opportuna anche una comunicazione prima, ampia e diffusa - anche attraverso i giornali della collettività - su quello che stava per accadere, in modo da limitare l’amarezza di tanti anziani che solo una volta in banca, hanno saputo che avrebbero riscosso il 70% in meno e solo più tardi, quelli che sono riusciti a saperlo, hanno avuto notizia della restituzione di quanto era stato trattenuto.

Un amichevole rilievo, specialmente ai Patronati, anche perché non è chiaro se la situazione appena superata potrà ripetersi l’anno venturo. Quando si concluderà il lungo, tortuoso, imprevedibile iter della Finanziaria, si vedrà. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)

marcobasti@tribunaitaliana.com.ar

 


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