COOPERAZIONE
Farnesina:
al via il Forum su cooperazione pace e solidarietà
Primo incontro sugli obiettivi del millennio
e lotta alla povertà
Sentinelli: "La finanziaria ha operato
dei tagli sulla cooperazione inaccettabili. Spero che la diminuzione dei fondi
sia corretta "
ROMA - A sei anni dal Vertice in cui 189 capi di Stato
e di governo si impegnarono davanti al mondo a creare, entro il 2015, un pianeta
più giusto, equo e sostenibile, il problema della sottoalimentazione non ha
invertito il suo cammino e oggi nel mondo vi sono oltre 250 milioni di persone
malnutrite. Quali strategie di aiuto allo sviluppo andranno adottate per fronteggiare
questo problema? Alla Farnesina si è svolto intanto il primo incontro, dal titolo
"Obiettivi del millennio e lotta alla povertà", del Forum sulla cooperazione
per la pace e la solidarietà. Un evento che prevede altri tre appuntamenti:
il 28 novembre, il 6 e il 12 dicembre.
L’incontro sulla povertà, presente il direttore generale
del Mae per Cooperazione allo sviluppo Alain Economides, si è aperto con l’intervento
della vice ministra Patrizia Sentinelli che ha spiegato come il Forum si prefigga
di dare voce ai protagonisti della cooperazione privata e decentrata, Ong, associazioni,
reti, comuni e regioni. "C’è bisogno - ha spiegato
Solo una forte mobilitazione dell’opinione pubblica e
di tutta società civile può portare la comunità internazionale a raggiungere
gli obiettivi prefissati nella lotta alla fame nel mondo: lo ha ricordato Marina
Ponti, responsabile della campagna Onu per il Millenium Camping, che ha chiesto
ai Paesi donatori un maggiore impegno
finanziario per l’aiuto allo sviluppo, insieme ad una nuova strategia di cooperazione
che non imponga modelli dall’alto ma favorisca la riuscita delle iniziative
per la crescita sociale ed economica già elaborate in loco. Un modo diverso
di portare aiuto, non legato ai singoli interessi geopolitici dei Paesi donatori
ma basato sul coordinamento sovranazionale dei progetti, che dovrebbe essere
supportato, soprattutto nel settore agricolo, da una riforma delle regole del
commercio internazionale che dia il giusto spazio ai prodotti delle nazioni
più povere.
Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia,
ha rilevato come, in un mondo dove le risorse naturali vengono sfruttate al
di là della loro capacità di rinnovo e la biodiversità appare in declino, la
salute dell’umanità sia inscindibile da quella del pianeta terra. Una valutazione,
quest’ultima, che appare caratterizzante anche per la cooperazione allo sviluppo.
Dal canto suo il giornalista Jean Leonard Touadi ha segnalato la necessità,
in un contesto internazionale dominato dalla lotta al terrorismo, di riposizionare
la povertà, che non è solo una tematica umanitaria, come questione geopolitica
centrale. Touadi ha ricordato come nel mondo di oggi, dominato dalla globalizzazione,
i poveri si stiano riorganizzando in nuclei di resistenza ed innovazione. Gruppi
che vogliono avere accesso alle risorse naturali del territorio e non accettano
passivamente le regole imposte dagli organismi internazionali. Una realtà in
fermento culturale e sociale dove i poveri vogliono essere protagonisti dello
sviluppo.
Savino Pezzotta, presidente della Fondazione per il Sud,
dopo aver elogiato la metodologia di ascolto e di approfondimento dei problemi
messa in atto dal Forum sulla cooperazione, si è detto d’accordo sulla necessità
di far diventare la povertà una questione politica del mondo. "Per quanto
riguarda il dibattito sulla cooperazione nella finanziaria - ha detto Pezzotta
- ho qualche preoccupazione, ma spero che non vi sia una decurtazione dei fondi,
anche perché non possiamo guardare in una sola direzione. Vedo infatti dello
squilibrio nella relazione fra quanto spendiamo in armamenti e forza armate
e le risorse impegnate per la cooperazione. Io capisco la necessità di tutelare
il ruolo internazionale del nostro Paese, ma credo che l’Italia debba qualificarsi
nel mondo per le sue azioni di sviluppo e cooperazione".
Fare sistema fra le varie istituzioni italiane che si
occupano di sviluppo è stata la "ricetta" di Gian Tommaso Scarascia
Mugnozza, presidente dell’Accademia nazionale delle scienze, mentre Massimiliano
Rocco del ministero dell’Ambiente ha auspicato, sui temi della cooperazione,
la creazione di una piattaforma interministeriale. Un coordinamento di più alto
livello, che ponga in sinergia le iniziative per lo sviluppo dell’Africa delle
istituzioni multilaterali, è stato chiesto da Alberto Michelini che ha inoltre
sottolineato la necessità di puntare, per lo sviluppo di questo continente,
sulla formazione delle nuove generazioni. (Goffredo Morgia -Inform)