INFORM - N. 213 - 14 novembre 2006


COMMEMORAZIONI

Ricordati nel cimitero austro ungarico di Bondo (Trento) i caduti di tutte le guerre

Panizza: “La storia diventi maestra di vita ascoltata nelle scuole e tra i giovani”

 

TRENTO – Il cimitero monumentale austro-ungarico di Bondo (Trento) ha vissuto una intensa giornata di commemorazione di tutti i caduti, in particolare quelli della Prima guerra mondiale. Un omaggio alle vittime degli opposti eserciti voluto dalla Compagnia Schützen della Val Rendena al quale si sono associate tutte le compagnie del Trentino, alcune altoatesine, del sud e del nord del Tirolo. Presenti alla cerimonia anche rappresentanti dell’Andreas Hofer Bund ed una folta delegazione di Kaiserjäger e Kaiserschützen del Tirolo austriaco.

Alla commemorazione – alla quale ha dato il proprio patrocinio la Regione Trentino Alto Adige - al cimitero militare austro ungarico di Bondo sono intervenuti i sindaci delle Giudicarie e rappresentanti del mondo politico, tra i quali anche l’assessore all’artigianato e cooperazione Franco Panizza. Intervenendo di fronte alle lapidi dei caduti italiani e austriaci salutate da una salva di spari della Compagnia Schützen della Val Rendena, Panizza ha sottolineato l’importanza del monumento ai caduti, del quale si è recentemente celebrato il novantesimo anniversario di costruzione, ribadendo la necessità di allacciare, attraverso manifestazioni come quella di Bondo, vincoli sempre più stretti tra popoli, come quello italiano e austriaco, che hanno avuto una storia comune.

“Anche la presenza di numerose delegazioni austriache – ha tra l’altro detto Panizza – conferma oggi il felice rapporto che si è instaurato: così come qualche settimana fa abbiamo reso onore al sacrificio dei sondati trentini in Galizia, oggi nel segno della reciprocità e dell’amicizia che ci lega, ricordiamo i soldati austriaci che su questi monti hanno perso la vita in guerra”. “Se è vero che la storia è maestra di vita – ha concluso l’assessore – è anche vero che, purtroppo, essa è poco ascoltata; è dunque un nostro impegno quello di far sì che la storia diventi appunto una maestra ascoltata specialmente nelle scuole e tra i giovani, per fare in modo che le guerre siano sempre più un doloroso ricordo del passato e non una tragica realtà del presente. Un obiettivo che ci deve accomunare tutti nella costruzione di un’Europa veramente unita nel segno della pace”. (c.z./Inform)

 


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