INFORM - N. 213 - 14 novembre 2006


ITALIANI ALL’ESTERO

No tax area e pensioni: Le affermazioni di Pietro Schirru dall’Australia e i chiarimenti di Marco Fedi

 

ROMA – Dalle colonne della “Fiamma” di Sydney e, da questa settimana, anche del “Globo” di Melbourne, Pietro Schirru interviene con la sua rubrica “Italiani brava gente” su no tax area e pensioni, partendo dalla nota di Marco Fedi, eletto all’estero nella lista dell’Unione, pubblicata anche sul n. 212 di Inform (www.mclink.it/com/inform/art/06n21212.htm).

 

Che ci dice l'On. Marco Fedi? – si chiede Schirru - Inizia con l'assicurare i pensionati che l'INPS a partire da dicembre rimborserà l'IRPEF che è stata trattenuta. Badate bene alla casuale della trattenuta. L'On. Marco Fedi afferma che si tratta di una trattenuta IRPEF (Imposta sul Redito delle Persone Fisiche) che, tanto per chiarire significa redditi da lavoro o equipollenti come le pensioni. Niente altro. Né più né meno.

 La storia di questo incidente di percorso – prosegue Schirru - ce lo ricorda nella sua nota l'On. Marco Fedi, che riporta testualmente "Dopo l'approvazione, senza emendamenti del Decreto Bersani, era stata eliminata la no tax area". Tutto questo, lo ricordo io, avvenne nello scorso agosto e nessuno dei parlamentari eletti all'estero si è opposto a quella decisione (lo ha detto Marco Fedi quando riporta nella sua nota quel "senza emendamenti" che fa riflettere sulla funzione dei nostri diciotto parlamentari eletti da noi all'estero. Roba dell'altro mondo. Che facevano? Dormivano? o, come scriveva Giusti, tanti anni fa "erano in tutt'altra faccende impegnati"? Comunque, l'INPS senza neanche pensarci un attimo inserisce nel computer le paurose, incredibili detrazioni soprattutto a carico dei pochi fortunati (così si credevano) perché titolari di pensioni autonome grazie a contribuzioni superiori ai quindici anni previsti dalla normativa previdenziale italiana. Ma i nostri parlamentari alla fine si sono mossi e hanno presentato un ordine del giorno per impegnare il governo a trovare una soluzione (squisito eufemismo che non significa un cavolo), con il quale hanno chiesto al governo a ripristinare la no tax area per il 2006. Felicemente, ci dice Marco Fedi, è tutto avvenuto puntualmente e a dicembre tutto il "maltolto”, deve essere rimborsato dall'INPS.

Allora, siamo a posto – scrive ancora Pietro Schirru -. Ma neanche per sogno. Come ci illustra Marco Fedi le detrazioni fiscali restano aperte ad iniziare dal 2007. E la cosa comincia veramente a rompere. Ma come si fa a parlare di trattenuta IRPEF quando l'esenzione di questa tassa è regolata da una Convenzione bilaterale tra Italia e Australia che detta una regola semplicissima, che le tasse per i residenti in Australia si pagano in questo Paese e non in Italia. Aggiungo che la Convenzione di Sicurezza Sociale tra Italia e Australia è entrata in vigore nel settembre del 1988 e che per almeno tredici anni per vedere applicata la Convenzione fiscale bastava compilare e controfirmare un modulo (attachmenet), con il quale si dichiarava il diritto all'esenzione. Solo sei/sette anni fa occorreva aggiungere un nuovo Modello (EP I/1) autenticato dalle autorità fiscali australiane. E' evidente che molti pensionati italiani non hanno fornito quella documentazione perché allora non era richiesta e, quindi, era l'INPS che in assenza di quella dichiarazione prima di applicare decurtazioni che non hanno nessuna legittimità doveva obbligatoriamente richiedere il completamento della documentazione. Ma, niente affatto. Che ce ne frega di questi rompicoglioni di pensionati. Diritti? Giustizia sociale? Legittimità? Ma neanche per sogno. Sono lontani e non possono fare nulla, soprattutto quando ci troviamo all'articolato "politichese" di Marco Fedi e alle eclatanti dichiarazioni del Senatore Nino Randazzo che la scorsa settimana in un'intervista trasmessa da Rete Italia ha esplicitamente dichiarato che i parlamentari all'estero per il 99% devono interessarsi dei problemi degli italiani in Italia. A noi all'estero che li abbiamo eletti ci resta un 1% che nei cinque anni di normale legislatura, considerando i tre giorni alla settimana di impegno parlamentare, ci riserva un centesimo dei tre giorni settimanali del loro lavoro al Parlamento e al Senato. Vogliamo metterlo in cifre? Ecco il risultato: 365 giorni dell'anno diviso per tre uguale 121 giorni dei quali 120,4 dedicati agli "affari" italiani e lo 0,6% per tutti i problemi dei residenti all'estero. Verrebbe voglia di dire, allora, meglio il Senatore Pallaro che farà anche della demagogia ma per lo meno quando rompa le scatole al Senato lo fa a nome e per conto di chi lo ha eletto nell'America Latina…. Sulla sua nota l'On. Marco Fedi non dice che succederà dal primo gennaio del 2007. Resterà in vigore questa inesplicabile tassa? Ridurrà gli assegni familiari? Si terrà conto di eventuali proprietà immobiliari degli italo-australiani residenti all'estero? Boh, il politichese non ci consente di capirci qualcosa. E allora? Aspettiamoci il peggio, cari amici pensionati.

Fin qui le affermazioni in tono polemico di Pietro Schirru, alle quali Marco Fedi fa seguito con i suoi “chiarimenti”.

 

Primo: sul decreto Bersani è stata posta la fiducia ed è per questa ragione che non è stato possibile emendarlo mentre è stato possibile far approvare un ordine del giorno che ha impegnato il Governo a fare ciò che ha fatto, cioè ripristinare la no tax area per il 2006 con il decreto fiscale approvato a fine ottobre.

Secondo: nella finanziaria 2007, alla no tax area, si sono sostituite le detrazioni fiscali.

Terzo: è evidente che – trattandosi di materia nuovissima – dobbiamo monitorare e seguire l’evoluzione della questione, anche dal punto di vista applicativo. Altrettanto evidente che – per i paesi con i quali sono in vigore convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni fiscali – si tratterà di capire che modulistica sarà necessaria. Infine sulla ritenuta IRPEF effettuata dall’INPS: abbiamo denunciato l’eccesso di zelo dell’INPS quando era a conoscenza che nel decreto fiscale il problema veniva superato. L’INPS comunque sostiene di aver effettuato la ritenuta solo per i pensionati per i quali non risulta trasmesso il modello 772 di esenzione fiscale. Se i patronati mi comunicano casi in cui invece l’INPS ha effettuato la ritenuta anche per pensionati che avevano regolarmente inviato il modello di esenzione fiscale provvederemo a denunciare questi fatti all’Istituto.

Mi pare che il sottoscritto “non dorma” – conclude Marco Fedi -. E’ tutto legittimo, fuorché muovere accuse ingiustificate e pretestuose a chi svolge bene il proprio lavoro. (Inform)


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