ESTERI
Il Ministro Massimo D'Alema in Cina
Prima di partire per Pechino, visita in
Afghanistan: proposta da D’Alema una Conferenza internazionale. Il Ministro
ha incontrato i militari italiani e ha inaugurato la nuova sede dell’Ambasciata
italiana
ROMA – Inizia oggi la visita in Cina del Vice Presidente
del Consiglio e Ministro degli Esteri Massimo D’Alema. Prima di arrivare a Pechino,
D’Alema è stato in Afghanistan dove ha incontrato a Kabul il Presidente Hamid
Karzai e il Ministro degli Esteri Rangin Dadfar Spanta. D'Alema ha proposto
una Conferenza internazionale che abbia l'obiettivo di coordinare meglio e rilanciare
l'azione internazionale nel Paese. Il Ministro D’Alema
ha incontrato poi il contingente militare italiano e ha presenziato
alla cerimonia di inaugurazione della nuova Sede dell'Ambasciata d'Italia a
Kabul.
Per quanto riguarda la visita in Cina essa - si ricorda dalla Farnesina - si colloca in un
momento cruciale della politica interna e internazionale della Cina e in una
fase di forte rilancio delle relazioni bilaterali tra l’Italia e
Nelle ultime settimane Pechino è stata protagonista di
un’intensa attività diplomatica che corrisponde al suo crescente peso geopolitico
e all’immagine di pacifica ascesa che vuole accreditare di sé. Contribuisce
alla missione di pace in Libano, induce
Sul piano interno, il recente plenum del Comitato centrale
è stato dedicato alla costruzione di una società armoniosa. Lo slogan, lanciato
dal Presidente Hu nel 2004, assurge così a dottrina in vista della sessione
dell’Assemblea del Popolo il prossimo marzo e soprattutto del XVII Congresso
(autunno 2007). La sfida – sottolinea
Sul piano bilaterale – prosegue la nota - la recente missione del Presidente del Consiglio
Romano Prodi ha aperto molte opportunità, in particolare nella ricerca di un
rafforzamento della collaborazione sui quattro “pilastri” della partnership
italo-cinese (economia, cultura, sanità, ambiente). Sul piano politico, la visita
sarà inoltre l’occasione per uno scambio di opinioni sulle prospettive delle
relazioni bilaterali e sulle grandi tematiche di attualità internazionale, oltre
che per ottenere conferma, anche al massimo livello, della sintonia della posizione
cinese con quella italiana in materia di riforma del Consiglio di Sicurezza.
Obiettivo prioritario della politica italiana nei confronti della Cina è quello
di assicurare continuità e regolarità di contatti ad alto livello e convergenza
di vedute con un Paese che svolge un ruolo importante in sede multilaterale,
in particolare ONU e WTO, oltre che negli organismi regionali della propria
area.
Il Ministro D’Alema chiuderà con il collega Li Zhaoxing
i lavori del Comitato Comitato Governativo Italia-Cina, meccanismo di indirizzo,
coordinamento e verifica dei rapporti bilaterali in ogni settore di cooperazione
bilaterale, istituito in occasione della visita in Italia del Primo Ministro
cinese Wen Jiabao nel maggio 2004. Quest’organismo serve in particolare all’Italia
per dare contenuti concreti al partnerariato, coordinare l’azione delle varie
amministrazioni, coagulare gli interessi economici in modo che le tante nostre
piccole e medie imprese facciano sistema.
Sul piano commerciale – si osserva dal Ministero degli
Esteri - il deficit corrente determina nel nostro Paese, anche a causa della
peculiare struttura produttiva italiana e nei settori maggiormente esposti alla
concorrenza cinese (tessile, calzaturiero, moda), una diffusa percezione della
Cina come minaccia al nostro sistema. Tra le possibili soluzioni a medio termine
per un reale superamento di tali problemi la via da seguire in maniera prioritaria
appare essere quella di una maggiore integrazione economica. Per questo, una
politica economica ispirata ad una sempre maggiore correttezza commerciale potrà
favorire in maniera crescente l'interscambio e, ancor più, la costituzione di
joint venture italo-cinesi. La crescente delocalizzazione delle imprese italiane
ne è una concreta testimonianza, confermata dalle numerose richieste di deposito
di brevetti italiani in Cina. Sul piano economico l’aspettativa cinese è quella
di avviare cooperazioni in materia di piccole e medie imprese, modello di sviluppo
industriale in cui l’Italia è detentrice di un prezioso know how. Il nostro
paese si accredita pertanto presso
Di importanza centrale permane per l’Italia il rispetto
della proprietà intellettuale e alla lotta alla contraffazione. Il tema della
lotta alle contraffazioni in Cina riveste infatti per l'Italia un'eccezionale
importanza per i riflessi negativi sulle numerose industrie italiane. In tale
contesto il nostro Paese sottolinea l’interesse reciproco a combattere il fenomeno:
dell'Italia, per tutelare alcune attività particolarmente rilevanti per l'impiego
della mano d'opera e per la tutela dei marchi nazionali, e della Cina, per consolidare
la propria credibilità sul piano internazionale ed un domani vedersi riconoscere
quello status (come lo status di economia di mercato in ambito WTO) che è indispensabile
per rafforzare i propri interessi. In tale contesto, importanti progressi sono
stati conseguiti in tema di proprietà intellettuale, dove negli ultimi anni
sono stati firmati diversi accordi multilaterali in modo da assicurare la tutela
dei brevetti e dei marchi.
La visita – sottolinea