RASSEGNA STAMPA
Su “Liberazione” articolo del Vice Ministro
degli Esteri Patrizia Sentinelli
Italia, fai di più: a Gaza servono truppe Onu
ROMA - Trecentocinquanta
volte basta. 350 come le vittime delle ultime settimane in Palestina. La strage
di Beit Hanun è solo l'apice di una politica militare che Israele sta portando
avanti da settimane nei confronti della popolazione civile palestinese. La situazione
politica ed umanitaria è arrivata ad un punto di non ritorno. La comunità internazionale
non può più aspettare. L'Italia, che si è impegnata da protagonista per la risoluzione
della crisi libanese e per arrivare ad una pace duratura in Medio Oriente, può
e deve farlo anche per Gaza che, come ribadito anche dal ministro D'Alema, è
il vero cuore del conflitto in tutta l'area.
Questo è
necessario per garantire la sicurezza di lsraele e per l'esistenza stessa dello
Stato di Palestina. In questi mesi il governo è intervenuto con fondi della
cooperazione per aiuti umanitari per beni di prima necessità e medicinali. Ma
questo non basta. Deve tornare protagonista la politica con l'obiettivo, per
cui da anni si batte il movimento pacifista, di due popoli e due stati. Se invece
continuasse a prevalere la politica di guerra permanente e di aggressione, qualsiasi
intervento di tipo umanitario sarebbe vano. La reazione di Hamas ma anche di
Fatah è stata affidata a parole che, se da un lato hanno un carico di violenza
inaccettabile - e auspichiamo possano essere cancellate dal vocabolario dell'umanità
- dall'altro si accordano alla perfezione con gli strumenti di morte fatti risuonare
dal governo israeliano. Questo è il risultato della triste spirale guerra-terrorismo.
Il governo, con
Bene, la
situazione non ci permette di aspettare oltre. Il rischio che la missione in
Libano fallisca non per quello che la forza di interposizione sta facendo a
Beirut ma per quello che la comunità internazionale non riesce a fare in Cisgiordania,
è alto.
"Scioccante".
Così il Commissario europeo alle relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner ha
definito l'uccisione di 19 palestinesi, tra cui donne e bambini, da parte delle
forze armate israeliane a Beit Hanun. Ebbene, la notizia che giovani militanti
palestinesi hanno sparato colpi d'arma da fuoco e scagliato sassi contro l'ufficio
dell'Unione europea a Gaza ci indica come le parole segnino ormai il passo.
C'è dunque
bisogno di una decisa iniziativa politica per puntare con forza a tre obiettivi
quanto mai urgenti: la convocazione del consiglio di sicurezza con la condanna
formale dell'aggressione israeliana e la richiesta di fine degli attacchi; l'invio
di truppe di interposizione Onu a Gaza; la convocazione di una conferenza di
pace per il Medio Oriente. Queste parole d'ordine avranno maggiore forza grazie
alla nuova mobilitazione del movimento per la pace programmata per il 18 novembre
a Milano.
Dobbiamo
riuscirci. Per
*Vice Ministro
degli Affari Esteri
Infor