INFORM - N. 210 - 9 novembre 2006


STAMPA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

Intervista a Fabrizio Di Gianni, console onorario d’Italia a Lovanio, del “Messaggero di sant'Antonio”

Il fascino discreto delle Fiandre

Il Brabante Fiammingo attira le imprese italiane. Qui operano con successo anche medici e avvocati. E la meritocrazia premia i giovani

 

LOVANIO - Il Consolato onorario di Lovanio è stato aperto nel 2004 destando subito notevole curiosità sia nella comunità belgo-fiamminga interessata all’Italia che tra i nostri connazionali. Questo anche nell’ottica di un rafforzamento dei rapporti culturali. Lovanio vanta un’Università molto antica e prestigiosa che rappresenta il cuore pulsante della città medioevale. Più che mai strategica si rivela perciò l’esistenza di una nostra rappresentanza diplomatica in loco.

 Quali sono le caratteristiche della presenza italiana in questa parte del Belgio?

Quella del Brabante Fiammingo – dove vivono approssimativamente circa 4 mila italiani e cittadini d’origine italiana – è un’area altamente residenziale, ma con la presenza di importanti gruppi industriali come Stella Artois che è il primo produttore mondiale di birra, oltre a una serie di prestigiose aziende del settore informatico. Nella regione vivono anche persone che lavorano a Bruxelles. La comunità italiana di Lovanio vanta molte presenze, in particolare nel settore scientifico – che ruota attorno all’Università di Lovanio –, e in quello della ristorazione; sono numerosi, infatti, i ristoranti italiani.

Quali sono i principali enti italiani che interagiscono con la società belga?

I principali interlocutori sono le Regioni: le più attive sono il Veneto, la Sicilia e la Toscana. La loro attività gravita prevalentemente attorno a Bruxelles e ad Anversa. A livello di iniziative culturali, vi sono dei progetti che interessano la Regione Lombardia, in particolare con una mostra presso il Museo di Lovanio che riguarda una serie di modelli e progetti di edifici e palazzi storici, e che fa capo alla Facoltà di Architettura dell’Università di Milano. Questo Consolato intrattiene rapporti continui anche con le sedi delle varie Regioni a Bruxelles. L’obiettivo è quello di portare a Lovanio mostre ed eventi che partano da Bruxelles, per consentire anche alla vivace collettività locale di conoscere queste realtà regionali, e di beneficiarne.

Qual è la fisionomia delle persone che si rivolgono a questo Consolato? E le loro richieste?

Sono italiani o discendenti di italiani. Spesso, però, vi sono anche belgi che ci consultano per avere informazioni, magari di carattere turistico-culturale. Oppure sono cittadini di Paesi extraeuropei che chiedono informazioni per ottenere il visto o di carattere amministrativo. La tipologia dei servizi è molto variegata: si va dall’iscrizione all’Aire al rinnovo del passaporto, alle informazioni per cittadini che si sono trasferiti in Belgio, alle modifiche di patenti, e all’autenticazione di documenti. C’è, in generale, un’ampia informazione sulle attività culturali che si svolgono in Belgio o in Italia e che coinvolgono i due Paesi.

Che cosa attira di più del made in Italy nel Brabante Fiammingo?

Sicuramente la gastronomia e la moda italiane sono due tipologie che hanno notevole successo, ma vi è un interesse per tutte le sfaccettature del made in Italy: cultura, concerti, opere d’arte, mostre, esibizioni, ecc.

In quest’area c’è interesse per la lingua e la cultura italiana?

Sì, ed è anche abbastanza spiccato. Noi con le nostre risorse, seppure limitate, cerchiamo di farci parte attiva di questo processo perché crediamo che sia importante promuovere la conoscenza della nostra lingua. Abbiamo instaurato una serie di incontri culturali, abbiamo creato una biblioteca presso il Consolato con testi italiani grazie anche a donazioni che abbiamo ricevuto, e ci siamo adoperati per risolvere i problemi sorti per la diffusione del segnale di Rai Uno nelle zone del Brabante Fiammingo.

Quale business cercano le imprese e le Camere di Commercio italiane nel mercato del Brabante Fiammingo. Quali sono i settori strategici?

Ricevo spesso richieste di informazioni per progetti di attività che gli italiani vorrebbero lanciare o rafforzare nei settori più disparati. Quello che facciamo è promuovere i contatti con le aziende locali. Cerchiamo potenziali partner commerciali in Belgio sia nel settore della distribuzione che nella produzione, interessati ad instaurare un dialogo con le aziende italiane.

Quali Regioni ed entità, anche imprenditoriali, vede più attive in quest’area?

Sicuramente la Regione del Veneto che si è resa promotrice di una serie di importanti iniziative culturali. Il settore informatico e quello della distribuzione trovano una certa rispondenza e interesse tra gli operatori commerciali.

Parliamo di anziani e pensionati italiani che in Europa costituiscono una parte preponderante della nostra presenza.

Il Brabante Fiammingo è una zona altamente residenziale: ci sono famiglie sparse nel territorio, e quindi è difficile avere un contatto con la fascia della popolazione più anziana. I nostri contatti avvengono spesso con giovani che ruotano attorno all’Università: studenti, ricercatori, assistenti; oppure con persone che sono attive nel settore della ristorazione o della realtà industriale di Lovanio. Sostanzialmente le problematiche del mondo della terza età sono simili a quelle di chi vive in altre realtà del Belgio.

I giovani che arrivano qui per studiare hanno anche l’opportunità di lavorare, di fare ricerca? Ci sono condizioni migliori o peggiori rispetto all’Italia?

È un ambito leggermente più aperto rispetto a quello italiano. Nel settore universitario ho visto inserirsi con successo i nostri connazionali. Vi sono addirittura dei medici italiani che vengono a operare in Belgio perché le condizioni sia di accesso alla professione che di retribuzione sono di gran lunga migliori rispetto a quelle in Italia. Vi è, per esempio, un gruppo di chirurghi plastici che una volta al mese, e per una settimana, effettua interventi chirurgici. Anche nel settore dell’oculistica ho conosciuto numerosi medici che vantano brillanti risultati. Analogamente avviene anche nel settore giuridico. Quindi mi sembra un sistema abbastanza meritocratico e con barriere d’ingresso di gran lunga inferiori a quelle italiane. (Alessandro Bettero-“Messaggero di sant'Antonio - edizione italiana per l'estero” di novembre/Inform)


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