STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“America Oggi” del 9 novembre
Pelosi, una donna italo-americana guida
E subito mette George W. Bush in riga:
ha chiesto e ottenuto la testa di Donald Rumsfeld
NEW YORK. - Nonna Nancy Pelosi ha messo George W. Bush
in riga: ha chiesto e ottenuto la testa di Donald Rumsfeld come primo atto del
suo nuovo mandato da leader della Camera. “Dopo il voto occorre un cambio di
direzione da parte del presidente. E un cambio di leadership al Pentagono è
qualcosa che non hanno chiesto solo i democratici, che viene anche dalle stesse
gerarchie militari”, ha detto Nancy, da gennaio la nuova presidente (Speaker)
della Camera, nel primo incontro con la stampa dopo il ribaltone del voto di
Midterm.
Pelosi aveva parlato con Bush ieri mattina di buon’ora.
Il presidente si era congratulato con lei e aveva promesso un rapporto bipartisan
con la nuova maggioranza del Congresso. Poche ore più tardi la testa di Rumsfeld
veniva data in pasto ai vincitori e ai giornalisti.
Prima donna e prima italo-americana ad occupare la terza
carica dello stato a “due battiti di cuore dalla presidenza” (lo Speaker è secondo
nella linea di successione dopo il vice-presidente), Nancy Pelosi ieri ha fatto
storia.
Politica nell’aria
fin dalla nascita - Madre di cinque
figli, nonna di altrettanti nipoti con un sesto in dirittura d’arrivo, Nancy
ha respirato politica fin dalla nascita nella Little Italy di Baltimora, la
città del Maryland che suo padre Tommy D’Alesandro, ligure di origine, aveva
rappresentato alla Camera per cinque mandati e di cui era stato sindaco. Ma
oltre a Tommy D’Alesandro, era stata Annunciata (Nancy), la madre di origini
napoletane e una femminista ante-litteram che aveva abbandonato gli studi di
legge per fare la mamma, a esercitare una profonda influenza sulle scelte di
vita della figlia.
Nancy Pelosi aveva cominciato a far politica da adolescente.
A 13 anni, forse anche prima, distribuiva volantini fuori dai seggi. “La nostra
vita girava attorno al patriottismo, la fede, la famiglia, il partito democratico,
forse non esattamente in questo ordine”, ha detto la nuova Madam Speaker un
cui fratello si chiama Franklin D. Roosevelt D’Alessandro, nato nel 1933, nel
giorno in cui Roosevelt divenne presidente.
Un altro fratello, Tommy Terzo, è stato sindaco di Baltimora
negli anni Sessanta. Una famiglia italo-americana cattolica e unita è quella
in cui cresce la donna che ieri ha dato filo da torcere a Bush: “Mio padre era
all’antica, pensava che i figli dovessero stare a casa”, ha raccontato Nancy.
Quando con il marito Paul e i cinque figli (nati a raffica,
uno dietro l’altro in sei anni) la futura Speaker si trasferì in California
“per lui fu come fossimo andati in Australia”.
Alla Camera
dal 1967 - Nancy vinse il primo seggio
nel 1967, suo padre venne al giuramento. Tommy D’Alesandro morì l’anno dopo
lasciando alla figlia l’eredità del suo metodo di lavoro: “Chiunque possiede
il territorio vince”. Una lezione che si è rivelata di fondamentale importanza
nella vittoria di ieri.
Erano 12 anni che i repubblicani controllavano l’agenda
della Camera e Nancy, che per quasi vent’anni ha rappresentato da deputata il
bastione liberal di San Francisco, potrebbe essere una rivoluzione, al punto
che i rivali repubblicani, per spaventare un elettorato ancora incerto, avevano
messo in giro spot che la raffigurano in pantaloni di pelle nera e frustino.
In realtà la nuova Speaker ama i tailleur di Armani (che le acquista il marito
miliardario) e le borse di Hermes. E se ideologicamente è una progressista intransigente,
Nancy Pelosi è anche una maestra della mediazione.
Il suo nuovo mandato
a Washington segna un successo per le donne, salite di un gradino verso la stanza
dei bottoni:. E’ stato un successo anche per gli italo-americani,: mai prima
d’ora un discendente di emigrati dalla penisola era arrivato così vicino alla
presidenza: “Siamo tutti orgogliosi per lei”, ha commentato Kenneth Ciongoli,
il presidente della Niaf,