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“L'Italiano” una intervista al Senatore Luigi Pallaro
Pallaro non ha nulla di cui vergognarsi
“Pretendo che i 14 milioni promessi dal
governo siano in più e non ci siano tagli nella Finanziaria per riguarda gli
italiani all’estero”
Non è facile ottenere la comunicazione con il cellulare
del senatore Pallaro. Sto per rinunciare quando finalmente sento la sua voce.
Mi spiega che si trova nell’impervia provincia argentina di Salta, dove è in
visita alle sue 30.000 vacche.
Gli racconto del trambusto causato dal cosiddetto “emendamento
Pallaro”. Risata di gusto. “Ma davvero?” non la finisce di domandarmi incredulo
e mi spiega quello che in realtà so già, ma che gli intelligentoni della politica
non si sono neppure scomodati a verificare.
“Qualcuno molto importante un giorno mi convoca per informarmi
che in Finanziaria ci saranno 14 milioni in più per le comunità italiane nel
mondo . Bene, penso io. Poi qualcun altro mi dice che, a fronte di questa somma,
ci sono tagli più o meno dello stesso importo ai capitoli che riguardano gli
italiani all’estero.
Così, quando Alessandra Longo di Repubblica mi chiama
per chiedermi se voterò a favore della finanziaria, rispondo che lo farò a patto
che questi famosi 14 milioni ci siano e siano in più, non come compensazione
di tagli che non devono esserci proprio. Vada a rileggersi l’intervista: ho
detto proprio così”
Parla con la sua tipica inflessione veneta, ma sembra
voler dire, in puro napoletano: Ccà nisciuno è fesso. Vuole essere sicuro che
non stanno tentando di prenderlo per i fondelli. 14 milioni sono stati promessi
e 14 milioni hanno da essere.
“Non vedo cosa ci sia di strano, di orribile. Ho semplicemente
fatto il mio dovere, che è quello di cercare di ottenere il massimo possibile
per gli italiani nel mondo. Io mi sono presenato agli elettori con una lista
indipendente ed ho palesato chiaramente le mie posizioni. Non ho problemi di
schieramento. Il mio voto è libero e va a chi mi convince”
Ha ragione Luigi Pallaro. Può essere simpatico o antipatico.
Può piacere o meno che voti in un modo o nell’altro. Però nessuno può accusarlo
di incoerenza o di ipocrisia.
Ha sempre dichiarato che per lui non era importante questo
o quello schieramento, ma ottenere cose concrete per i suoi elettori.
Qualcuno ha gridato al “voto di scambio”, ma non risulta
che Pallaro abbia chiesto qualcosa per sé. Chiede con vigore fondi per
consolati, assistenza sanitaria, investimenti.
Il famoso emendamento numero 128.026, oggetto di tanta
bagarre in V Commissione alla Camera, parla di “14 milioni di euro per le politiche
generali concernenti le collettività italiane all’estero, la loro integrazione,
l’informazione, l’aggiornamento e la promozione culturale, la valorizzazione
del ruolo degli imprenditori italiani all’estero, il coordinamento per il rafforzamento
e la razionalizzazione della rete consolare”. Obiettivi sacrosanti. L’emendamento
è di Danieli, ma se fosse stato di Pallaro il senatore italo-argentino non avrebbe
avuto di certo nulla di cui vergognarsi.
Pensate ad un senatore degli autonomisti trentini al
quale un ministro avesse promesso benefici per la sua regione per una decina
di milioni. Se lui, nel corso di un’intervista, avesse dichiarato: “Se questi
milioni non ci saranno, non voterò a favore” forse qualcuno avrebbe urlato di
indignazione? No, vero? E allora perché ancora una volta questo strisciante
razzismo nei confronti degli italiani nel mondo e dei loro rappresentanti?
Gli chiedo se ha provato a mettersi d’accordo con gli
altri senatori eletti nella circoscrizione estera. “Io sono io- mi risponde-
e devo rispondere solo alla mia coscienza ed ai miei elettori. Gli altri sono
stati eletti nelle liste dei partiti e difficilmente possono sottrarsi alla
disciplina di partito.
Vorrei fargli qualche altra domanda, ma “Adesso ritorno
alla mie vacche” taglia corto il Cincinnati Pallaro. Quasi a dire: “Loro sì
che mi danno soddisfazioni. Altre che questi politicanti romani..” (Luigi Todini-
- www.litaliano.it )
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