STAMPA
PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO
Intervista
a Ivano Marchi, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Lione , del “Messaggero
di sant'Antonio”
Europa, unione di valori
Nella regione Rhône-Alpes la musica barocca
italiana va per la maggiore, ma anche i corsi di lingua, i nostri scrittori,
la poesia, il cinema e i grandi eventi. Magari facendo rete con gli altri Istituti
LIONE - Situato in un contesto strategico dell’Europa,
l’Istituto Italiano di Cultura di Lione si inserisce, anche storicamente, nell’ambito
della massiccia emigrazione italiana nella regione Rhône-Alpes. La nostra collettività
si è integrata molto bene in Francia. E questo è avvenuto anche a Lione, città
al centro di un’area a forte concentrazione industriale, in particolare nel
settore tessile. Pugliesi, piemontesi, sardi, laziali, siciliani compongono
la maggioranza del mosaico regionale italiano.
Quest’area ha sempre avuto relazioni privilegiate con
l’Italia, anche sul piano culturale e artistico. Lo stile di molte case e palazzi,
il nome di certe vie, riecheggiano inequivocabilmente l’influenza italiana e
l’osmosi culturale che c’è sempre stata tra i due Paesi, in particolare con
il Piemonte per l’evidente contiguità geografica. Oggi la cultura è la punta
di diamante della nostra presenza in loco, come conferma Ivano Marchi, direttore
dell’Istituto Italiano di Cultura di Lione.
Quali sono le iniziative più importanti attuate
nell’ultimo anno dal suo Istituto?
L’aspetto più rilevante è la sua integrazione con le
istituzioni culturali locali, cioè il suo inserimento, la sua collaborazione
con le università, i teatri, la scuola normale e superiore, le istituzioni pubbliche,
ad esempio il Comune e anche gli Istituti Italiani di Cultura in Europa. Un’iniziativa
apprezzata è stata la collaborazione per l’organizzazione di una serie di concerti
– più di dieci – di musica barocca. Lo scorso anno abbiamo proposto l’origine
del Barocco a Roma, quest’anno a Venezia e l’anno venturo ci sarà il Barocco
a Napoli. Poi altre iniziative con l’Università. Accenno solo ai corsi di aggiornamento
per gli insegnanti, la partecipazione ad un incontro di poesia a Digione, la
collaborazione per un Festival Internazionale di musica d’Organo, e la partecipazione
alle Feste Consolari insieme al Comites e al Consolato generale. Un’iniziativa
che recentemente ha avuto una certa fortuna, è stata la presentazione dei testi
teatrali in francese di Dario Fo, molto popolare qui in Francia. Poi abbiamo
presentato il libro
Una delle attività principali di questo Istituto, anche
per l’impatto sulla società lionese, è l’organizzazione dei Corsi d’Italiano.
I nostri studenti di italiano sono adulti, studenti universitari, professori
in pensione, appassionati di Storia dell’arte.
C’è interesse
da parte di sponsor e aziende italiane alle iniziative culturali organizzate
nella regione Rhône-Alpes, anche come investimento per la promozione del made
in Italy?
Devo dire che a Lione opera un’efficiente Camera di Commercio
con la quale questo Istituto ha rapporti eccellenti. Come premessa va detto
che siccome
Gli enti locali
italiani, le Regioni e gli enti territoriali partecipano ai vostri progetti
culturali?
Da circa due o tre anni, le Regioni italiane hanno molto
potere e molto denaro. Tuttavia, almeno per quanto appare da questa sede, finora
hanno fatto più promesse che azioni. Va detto che molte Regioni hanno un Ufficio
di rappresentanza a Bruxelles, e siccome possono sostenere finanziariamente
delle iniziative per promuovere la loro immagine, lo fanno in particolare a
Parigi dove vi sono giornali di respiro nazionale, televisioni e operatori della
comunicazione. Bisogna aggiungere inoltre che, ad esempio,
Uno dei più
gravi problemi con cui gli Istituti Italiani di Cultura all’estero devono misurarsi,
è la ristrettezza del budget. Come lo fronteggiate? E riuscite a fare rete tra
Istituti Italiani di Cultura?
Per quanto ci concerne, e parlo al plurale, le relazioni
sono eccellenti fra gli Istituti Italiani di Cultura in Francia. Diciamo pure
che
Che rapporti
esistono tra di voi e il Comites di Lione, e quali iniziative avete realizzato
insieme?
I rapporti con il Comites e con il presidente Campanella
sono eccellenti. Vado a tutte le loro riunioni. Ci sono le feste consolari che
vengono organizzate dal Consolato generale e con il Comites. Inoltre organizziamo
un paio di iniziative l’anno esclusivamente per la nostra comunità. Ovviamente
abbiamo anche attività specificamente culturali che non riguardano solo la comunità
italiana. Inoltre, dal punto di vista operativo, non c’è iniziativa del Comites
che non ci veda partecipare. Personalmente vorrei ringraziare il Comites di
Lione perché ci ha sempre manifestato stima e affetto.
Lei ha accennato
alla musica, ma ci sono anche la letteratura e l’arte nell’apprezzamento della
Francia per l’Italia. Quali sono gli autori, i filoni, i temi più amati?
L’opera è sempre molto apprezzata, e questo in tutto
il mondo. A Lione c’è un teatro dell’Opera con un ottimo cartellone; c’è un
teatro di prosa in tipico stile italiano, restaurato di recente; ci sono molti
teatri di prosa; due festival di musica barocca; e poi le Università che svolgono
un’attività teatrale intensa. Noi collaboriamo con l’École Normale Supérieure.
E abbiamo anche
Per quanto riguarda il resto, si può promuovere quello
che non è promosso: non abbiamo bisogno di sostenere Umberto Eco o Luciano Pavarotti
perché sono conosciuti in tutto il mondo, o l’architetto Renzo Piano che ha
progettato un intero quartiere a Lione. Si possono promuovere, invece, quelle
persone che hanno talento ma non sono ancora conosciute. È evidente che i grandi
nomi della letteratura italiana contemporanea sono tradotti e presentati al
grande pubblico francese. Ricordo che
E per quanto riguarda il cinema?
Per ragioni di vicinanza e di mercato, il cinema italiano
è molto presente in Francia e questo giustifica la politica culturale dei nostri
Istituti. Noi presentiamo meno film che altrove perché i film italiani sono
già circuitati nelle sale. In Francia ci sono due festival di cinema italiano:
quello di Villerupt e quello di Annecy. Il nuovo cinema italiano ottiene molti
consensi ma è ancora un cinema in fase di evoluzione. Io credo che ci sia ancora
un grande interesse per gli autori classici –
Quali iniziative
avete in cantiere per il 2007?
Innanzitutto una serie di iniziative per celebrare il
commediografo veneziano Carlo Goldoni, in probabile collaborazione con il Teatro
Stabile del Veneto. Poi, una serie di concerti di musica barocca. Proseguirà
la collaborazione con l’École Normale Supérieure di Lione per l’organizzazione
di corsi d’aggiornamento per i docenti; e poi la collaborazione con il Comune
di Lione e con gli Istituti di Cultura Spagnolo, Tedesco, l’Alliance Française,
e i Consolati di Portogallo, Polonia, Slovenia e l’Ambasciata di Romania per
presentare ancora una volta la manifestazione «Primavera dei poeti». Il nostro
obiettivo è quello di far vedere che le frontiere nazionali sono, culturalmente
parlando, un po’ obsolete. Non è più possibile definire le produzioni culturali
come esclusivamente francesi, italiane o tedesche. Nella storia culturale europea
ci sono sempre state delle reciproche osmosi. Quindi credo che si possa fare
l’Unione europea innanzitutto sulla base di un’unione di valori, mantenendo
ognuno la sua soggettività. (Alessandro
Bettero-“Messaggero di sant'Antonio - edizione italiana per l'estero”
di novembre /Inform)