STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Tribuna Italiana dell’8 novembre l’editoriale del direttore Marco Basti
Prima di tutto sapere di che cosa si parla
BUENOS AIRES - Il polverone che si è scatenato l’ultimo
fine di settimana in Italia, protagonisti politici e media italiani, sul cosiddetto
“caso Pallaro”, porta a ribadire ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, come
gli italiani all’estero siamo degli sconosciuti che serviamo solo come scusa
per chi vuole utilizzarci per fare polemica di cabotaggio, nella politica italiana.
Qui a fianco c’è una precisa ricostruzione dei fatti, fatta dall’Agenzia Aise.
A leggerla si rimane sbalorditi davanti a tanta leggerezza, se non vogliamo
parlare di malafede.
A scatenare le ire dell’opposizione, il presunto “emendamento
Pallaro, che il relatore della Finanziaria avrebbe presentato durante la riunione della Commissione Bilancio
che doveva approvare il testo da inviare all’Aula della Camera. La lettura fatta
da alcuni membri dell’opposizione è stata che Pallaro aveva detto (tra l’altro
anche alla Tribuna Italiana del 4 ottobre) che i 14 milioni che
Quindi c’era una cifra arcinota, i 14 milioni annui per
gli anni 2007, 2008 e 2009. Una cifra che buona parte dei parlamentari eletti
all’estero e - come ricorda il Vice ministro Danieli - anche la maggioranza
dei consiglieri CGIE, ha considerato
insufficiente.
Ma i commenti su questa cifra e gli stessi 14 milioni
erano noti già da un mese. Come è possibile che la grande stampa nazionale non
se ne sia accorta? Come è possibile che quotidiani e telegiornali e siti web
italiani abbiano ripetuto in decine di servizi da venerdì sera, la storia dell’
“emendamento Pallaro”?
Evidentemente la questione importa solo in prospettiva
locale, di polemica locale. Che i 14 milioni fossero pochi o molti importava
poco.
E’ possibile credere che tanta gente esperta non sia
stata capace di identificare nei 14 milioni del presunto emendamento i 14 milioni
annunciati da Danieli? E’ possibile che abbiano gridato allo scandalo per 14
milioni per una politica in favore di 3,5 milioni di italiani all’estero in
una manovra di 40 miliardi?
Ma in fondo, sia per i media che per i politici, che
i fondi fossero 14, 5 o 50 milioni, che fossero per gli italiani all’estero
o per gli immigrati (in favore della loro
integrazione sono previsti fondi per 50 milioni annui per i prossimi tre anni),
anche questo contava poco. Contava invece gridare allo scandalo per un presunto
voto di scambio, cioè un emendamento presumibilmente per comprare il voto del
sen. Pallaro, in favore della Finanziaria.
Potremmo discutere ancora sulla vicenda, per cercare
di capire chi è stato dietro a questa manovra, chi si è voluto colpire e con
quale obiettivo.
In fondo però, il “caso” dimostra quanto sono necessari
i nostri parlamentari e quanto lavoro hanno ancora davanti, per far conoscere
all’Italia e specialmente a quella parte di essa nella quale ci sono i politici
e i media e che ha una grande influenza sulla società italiana, la realtà degli
italiani all’estero che, al di là dei pochi o molti milioni, meritano, almeno,
un minimo di rispetto.
Il servizio dell’Aise sottolinea inoltre che “dalle prime
pagine di tutti i giornali e le tv nazionali, ma non dalla stampa specializzata,
si è gridato quasi allo scandalo”. Quando i colleghi parlano di stampa specializzata,
parlano di agenzie come l’Aise, rivolte specialmente ai media italiani all’estero
e agli stessi giornali - carta stampata, radio, tv, web sites - della collettività,
buona parte dei quali, non sono scivolati nell’episodio. Un episodio che dovrebbe
servire, se ce ne fosse bisogno, perché i nostri parlamentari capiscano l’importanza
della nostra stampa e l’appoggino. Magari chiedendo qualche emendamento in Finanziaria
in suo favore. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)
marcobasti@tribunaitaliana.com.ar