PARLAMENTO
Senato: presentato dal gruppo dell’Ulivo
un disegno di legge sull’immigrazione
Fra le novità i visti d’ingresso per ricerca
di lavoro, le regolarizzazioni caso per caso degli immigrati e i permessi di
soggiorno premio per gli stranieri meritevoli
ROMA - Regole d’ingresso, soggiorno, emersione dall’irregolarità
e integrazione. Sono questi i punti salienti del disegno di legge sull’immigrazione
presentato al Senato dal gruppo parlamentare dell’Ulivo. La normativa proposta
è stata illustrata alla stampa, a Palazzo Carpegna, dal capogruppo dell’Ulivo
Anna Finocchiaro e dal primo firmatario del disegno di legge Mario Livi Bacci.
Sono previsti criteri più agili per la programmazione triennale dei flussi d’ingresso
- le quote saranno stabilite con decreti del Presidente del Consiglio dall’iter
abbreviato - e una nuova regolamentazione dei permessi di soggiorno che avranno
in primo luogo maggiore durata. Il limite massimo del soggiorno, indicato nel
testo, sarebbe infatti di due anni per i lavoratori a tempo determinato, di
nove mesi per i stagionali e di tre anni per quelli a tempo indeterminato. A
differenza dell’attuale normativa i permessi di soggiorno manterrebbero inoltre
la loro efficacia, in attesa dell’espletamento della pratica di rinnovo, anche
dopo la data di scadenza.
Fra le novità del progetto normativo anche il rilascio
di visti d’ingresso per ricerca di lavoro - previsto il versamento di una garanzia
monetaria che sarà restituita all’immigrato nel caso di assunzione o di ritorno
alla terra d’origine – e di varie tipologie di permessi premiali che potrebbero
essere attribuiti a immigrati protagonisti di azioni di alto livello sociale
o che consentano di individuare i mandanti dell’immigrazione clandestina. Potrebbe
essere premiato con un permesso di soggiorno anche il lavoratore straniero in
nero che dia un rilevante contributo all’accertamento dei reati di sfruttamento
di manodopera. Una disposizione, quest’ultima, che non riguarderebbe i datori
di lavoro di tipo familiare.
Finalizzato all’emersione degli irregolari anche il nuovo
meccanismo della regolarizzazione "ad personam" che prevede la concessione,
in maniera discrezionale, del permesso di soggiorno agli immigrati che da più
di cinque anni conducono in Italia una vita pienamente integrata. Un metodo,
già sperimentato nei Paesi anglosassoni, che consente di selezionare i singoli
casi umani e che rappresenta una valvola di sfogo nei confronti delle grandi
sanatorie di massa che periodicamente si ripetono nel nostro Paese. Al di fuori
degli ingressi per motivi di lavoro stabiliti dalle quote, è inoltre prevista
l’ammissione di stranieri extracomunitari portatori di particolari contributi
di conoscenza scientifica e tecnologica.
Tra i punti di forza del disegno di legge troviamo anche
la reintroduzione della figura dello "sponsor" che ha il compito di
garantire la ricerca di lavoro subordinato da parte dello straniero. Questa
volta però, a differenza della fattispecie prevista dalla legge Turco- Napolitano,
il garante non sarebbe un semplice privato, ma un sindacato o un’associazione
registrata, in grado cioè di stipulare con lo Stato specifiche convenzioni.
Intese che definirebbero il numero degli stranieri da sponsorizzare, le garanzie
offerte dall’associazione alle Istituzioni e i servizi forniti agli immigrati.
Prevista infine la ricostituzione sia della Commissione per le politiche di
integrazione e per la lotta alla discriminazione - la struttura sarebbe istituita
presso il Ministero della solidarietà sociale - sia del Fondo nazionale per
l’inserimento e l’integrazione degli immigrati che verrebbe allocato alla Presidenza
del Consiglio. Uno strumento finanziario che potrebbe contare sulle risorse
derivanti da stanziamenti pubblici, da contributi pensionistici non riscossi
dagli stranieri e da specifici versamenti effettuati dei datori di lavoro degli
immigrati. Nel fondo confluirebbero anche le ammende comminate ai datori di
lavoro con dipendenti stranieri privi di permesso di soggiorno e i contributi
dai lavoratori autonomi immigrati.
Nel
corso della conferenza stampa, cui ha preso parte anche il senatore Tiziano
Treu, Presidente della Commissione Lavoro e previdenza sociale di Palazzo Madama,
il capogruppo dell’Ulivo al Senato Anna Finocchiaro ha evidenziato come questo
disegno di legge cerchi di superare la paura e l’accettazione passiva dell’immigrazione,
attraverso un approccio illuministico alla materia che, senza dimenticare il
quadro europeo, parte dalla constatazione dei dati a disposizione e prende atto
dell’importanza degli stranieri rispetto alle manchevolezze del welfare italiano
e alle esigenze del nostro mercato del lavoro. Una proposta di legge, quella
dell’Ulivo, che guarda senza timore al fenomeno migratorio e tenta di gestirlo
attraverso soluzioni flessibili e idonee politiche d’integrazione che tengano
conto dei legittimi interessi degli immigrati e della società italiana. "Questo
disegno di legge - ha spiegato Anna Finocchiaro - non smentisce il testo unico
sull’immigrazione Turco- Napolitano, ma lo attualizza e lo colloca in una società
italiana che è nel frattempo mutata. Siamo di fronte ad un meccanismo virtuoso
- ha aggiunto la capogruppo dell’Ulivo ricordando gli sforzi compiuti nel testo
per unire la concessione dei permessi di soggiorno alla promozione della legalità
- che invece di affidarsi alla repressione nei confronti dell’immigrato ne fa
una risorsa per la costruzione di un sistema legale nel quale governare l’immigrazione.
Se vogliamo l’osservanza della legalità - ha concluso
Il senatore Massimo Livi Bacci ha dal canto suo evidenziato come ormai l’immigrazione rappresenti un fenomeno strutturale della società italiana. Una realtà, vitale per la crescita del nostro Paese, che ci accompagnerà nei prossimi decenni e che andrà affrontata con politiche di lungo periodo. Ha poi ricordato come questo disegno di legge, che non entra nel delicato campo del controllo delle frontiere, delle espulsioni, dei ricongiungimenti familiari e della cittadinanza, cerchi di intaccare il meccanismo che alimenta la bolla dell’irregolarità, attraverso una diversificazione dei canali di ingresso per gli stranieri che permetta anche l’incontro diretto fra gli immigrati in cerca di occupazione e il datore di lavoro. Un orientamento, volto ad evitare le consuete ed indiscriminate sanatorie di massa degli immigrati, che viene rafforzato dalla creazione di permessi di soggiorno premiali e dalla innovativa regolarizzazione caso per caso che verrà affidata alla discrezionalità del questore e del prefetto. "Un paese che ha il suo futuro segnato dall’immigrazione - ha affermato Livi Bacci ricordando l’importanza del Fondo per l’inserimento dei migranti - deve manovrare la leva dell’integrazione in tutti i modi possibili. Le maggiori opzioni di ingresso legale degli immigrati - ha concluso il senatore - ci consentiranno inoltre di seguire il percorso dello straniero in Italia e al fuori dei confini nazionali".(Goffredo Morgia- Inform)