INFORM - N. 209 - 8 novembre 2006


PARLAMENTO

Senato: presentato dal gruppo dell’Ulivo un disegno di legge sull’immigrazione

Fra le novità i visti d’ingresso per ricerca di lavoro, le regolarizzazioni caso per caso degli immigrati e i permessi di soggiorno premio per gli stranieri meritevoli

 

ROMA - Regole d’ingresso, soggiorno, emersione dall’irregolarità e integrazione. Sono questi i punti salienti del disegno di legge sull’immigrazione presentato al Senato dal gruppo parlamentare dell’Ulivo. La normativa proposta è stata illustrata alla stampa, a Palazzo Carpegna, dal capogruppo dell’Ulivo Anna Finocchiaro e dal primo firmatario del disegno di legge Mario Livi Bacci. Sono previsti criteri più agili per la programmazione triennale dei flussi d’ingresso - le quote saranno stabilite con decreti del Presidente del Consiglio dall’iter abbreviato - e una nuova regolamentazione dei permessi di soggiorno che avranno in primo luogo maggiore durata. Il limite massimo del soggiorno, indicato nel testo, sarebbe infatti di due anni per i lavoratori a tempo determinato, di nove mesi per i stagionali e di tre anni per quelli a tempo indeterminato. A differenza dell’attuale normativa i permessi di soggiorno manterrebbero inoltre la loro efficacia, in attesa dell’espletamento della pratica di rinnovo, anche dopo la data di scadenza.

Fra le novità del progetto normativo anche il rilascio di visti d’ingresso per ricerca di lavoro - previsto il versamento di una garanzia monetaria che sarà restituita all’immigrato nel caso di assunzione o di ritorno alla terra d’origine – e di varie tipologie di permessi premiali che potrebbero essere attribuiti a immigrati protagonisti di azioni di alto livello sociale o che consentano di individuare i mandanti dell’immigrazione clandestina. Potrebbe essere premiato con un permesso di soggiorno anche il lavoratore straniero in nero che dia un rilevante contributo all’accertamento dei reati di sfruttamento di manodopera. Una disposizione, quest’ultima, che non riguarderebbe i datori di lavoro di tipo familiare.

Finalizzato all’emersione degli irregolari anche il nuovo meccanismo della regolarizzazione "ad personam" che prevede la concessione, in maniera discrezionale, del permesso di soggiorno agli immigrati che da più di cinque anni conducono in Italia una vita pienamente integrata. Un metodo, già sperimentato nei Paesi anglosassoni, che consente di selezionare i singoli casi umani e che rappresenta una valvola di sfogo nei confronti delle grandi sanatorie di massa che periodicamente si ripetono nel nostro Paese. Al di fuori degli ingressi per motivi di lavoro stabiliti dalle quote, è inoltre prevista l’ammissione di stranieri extracomunitari portatori di particolari contributi di conoscenza scientifica e tecnologica.

Tra i punti di forza del disegno di legge troviamo anche la reintroduzione della figura dello "sponsor" che ha il compito di garantire la ricerca di lavoro subordinato da parte dello straniero. Questa volta però, a differenza della fattispecie prevista dalla legge Turco- Napolitano, il garante non sarebbe un semplice privato, ma un sindacato o un’associazione registrata, in grado cioè di stipulare con lo Stato specifiche convenzioni. Intese che definirebbero il numero degli stranieri da sponsorizzare, le garanzie offerte dall’associazione alle Istituzioni e i servizi forniti agli immigrati. Prevista infine la ricostituzione sia della Commissione per le politiche di integrazione e per la lotta alla discriminazione - la struttura sarebbe istituita presso il Ministero della solidarietà sociale - sia del Fondo nazionale per l’inserimento e l’integrazione degli immigrati che verrebbe allocato alla Presidenza del Consiglio. Uno strumento finanziario che potrebbe contare sulle risorse derivanti da stanziamenti pubblici, da contributi pensionistici non riscossi dagli stranieri e da specifici versamenti effettuati dei datori di lavoro degli immigrati. Nel fondo confluirebbero anche le ammende comminate ai datori di lavoro con dipendenti stranieri privi di permesso di soggiorno e i contributi dai lavoratori autonomi immigrati.

Nel corso della conferenza stampa, cui ha preso parte anche il senatore Tiziano Treu, Presidente della Commissione Lavoro e previdenza sociale di Palazzo Madama, il capogruppo dell’Ulivo al Senato Anna Finocchiaro ha evidenziato come questo disegno di legge cerchi di superare la paura e l’accettazione passiva dell’immigrazione, attraverso un approccio illuministico alla materia che, senza dimenticare il quadro europeo, parte dalla constatazione dei dati a disposizione e prende atto dell’importanza degli stranieri rispetto alle manchevolezze del welfare italiano e alle esigenze del nostro mercato del lavoro. Una proposta di legge, quella dell’Ulivo, che guarda senza timore al fenomeno migratorio e tenta di gestirlo attraverso soluzioni flessibili e idonee politiche d’integrazione che tengano conto dei legittimi interessi degli immigrati e della società italiana. "Questo disegno di legge - ha spiegato Anna Finocchiaro - non smentisce il testo unico sull’immigrazione Turco- Napolitano, ma lo attualizza e lo colloca in una società italiana che è nel frattempo mutata. Siamo di fronte ad un meccanismo virtuoso - ha aggiunto la capogruppo dell’Ulivo ricordando gli sforzi compiuti nel testo per unire la concessione dei permessi di soggiorno alla promozione della legalità - che invece di affidarsi alla repressione nei confronti dell’immigrato ne fa una risorsa per la costruzione di un sistema legale nel quale governare l’immigrazione. Se vogliamo l’osservanza della legalità - ha concluso la Finocchiaro ricordando l’orientamento del Governo a realizzare un nuovo testo unico sulla materia - dobbiamo far conoscere e rendere rintracciabili il sistema delle norme che regolamentano l’immigrazione".

Il senatore Massimo Livi Bacci ha dal canto suo evidenziato come ormai l’immigrazione rappresenti un fenomeno strutturale della società italiana. Una realtà, vitale per la crescita del nostro Paese, che ci accompagnerà nei prossimi decenni e che andrà affrontata con politiche di lungo periodo. Ha poi ricordato come questo disegno di legge, che non entra nel delicato campo del controllo delle frontiere, delle espulsioni, dei ricongiungimenti familiari e della cittadinanza, cerchi di intaccare il meccanismo che alimenta la bolla dell’irregolarità, attraverso una diversificazione dei canali di ingresso per gli stranieri che permetta anche l’incontro diretto fra gli immigrati in cerca di occupazione e il datore di lavoro. Un orientamento, volto ad evitare le consuete ed indiscriminate sanatorie di massa degli immigrati, che viene rafforzato dalla creazione di permessi di soggiorno premiali e dalla innovativa regolarizzazione caso per caso che verrà affidata alla discrezionalità del questore e del prefetto. "Un paese che ha il suo futuro segnato dall’immigrazione - ha affermato Livi Bacci ricordando l’importanza del Fondo per l’inserimento dei migranti - deve manovrare la leva dell’integrazione in tutti i modi possibili. Le maggiori opzioni di ingresso legale degli immigrati - ha concluso il senatore - ci consentiranno inoltre di seguire il percorso dello straniero in Italia e al fuori dei confini nazionali".(Goffredo Morgia- Inform)


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