STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Intervista di “Gente d’Italia” all’on. Sal Ferrigno (FI)
ROMA - Salvatore Ferrigno, deputato di Forza Italia,
dopo le ultime elezioni politiche di aprile 2006, è stato eletto al Parlamento
Italiano per la circoscrizione Estero Nord e Centro America. Lo abbiamo incontrato
a Roma.
Onorevole Ferrigno,
cosa ha fatto da quando è stato eletto fino ad oggi? Quali sono stati i suoi
impegni e gli obiettivi raggiunti?
Nei primi
15 giorni del mio mandato ho presentato il primo progetto di legge che riguarda
la riacquisizione delle cittadinanza italiana, che credo sia la prima cosa che
interessa ai nostri italiani all'estero che hanno illegittimamente perso la
cittadinanza italiana avendone acquistato una straniera. Era doveroso presentare
questo progetto di legge, che è tuttora in discussione in commissione e spero
venga approvato prima possibile. Ho presentato inoltre diverse interrogazioni
parlamentari: l'ultima è quella che riguarda l'affermazione del sottosegretario
agli esteri Bobo Craxi che ha dichiarato che i parlamentari all'estero non valgono
un c.... Questo significa che non solo gli italiani all'estero sono sempre stati
ritenuti di serie B, ma che anche i parlamentari italo-stranieri sono considerati
di serie B.
Presto presenterò
altri due disegni di legge: uno sulla defiscalizzazione di chi vuole portare
in Italia propri capitali, depositarli in banca ed investirli; lo stesso progetto
riguarda anche la possibilità di esonerare i redditi inferiori a 5mila euro
dal fare la dichiarazione dei redditi. Un altro progetto di legge importantissimo
è l'iscrizione di tutti gli italiani residenti all'estero all'anagrafe sanitaria:
ognuno di noi, con questa legge, avrebbe diritto ad avere un dottore quando
rientra in Italia, ad essere iscritto all'anagrafe sanitaria, senza
la necessità di dover trasferire la propria residenza.
In futuro,
stiamo anche pensando ad una legge che permetta ai figli di italiani residenti
all'estero di potersi iscrivere alle scuole elementari e medie italiane, in
Italia, usando internet per seguire le lezioni: non potendo costruire scuole
italiane in tutto il mondo, usiamo la tecnologia.
Inoltre,
durante questi mesi ho svolto tutte le mansioni che mi competono all'interno
del Parlamento, trascurando anche un po' la mia famiglia che risiede all'estero.
Quanto tempo
dedica al suo elettorato?
Al mio elettorato
non posso, purtroppo, dedicare molto tempo; come non lo può fare nessuno degli
eletti all'estero, eccetto forse quelli eletti nella circoscrizione Europa,
che hanno la possibilità di andare e tornare da casa in un'ora di volo. Noi
dal martedì al venerdì dobbiamo, per le funzioni che svolgiamo, rimanere in
Aula: ricordiamo che sono tutti i cittadini italiani a pagare i nostri stipendi,
quindi dobbiamo occuparci anche di questioni nazionali. Siccome non abbiamo
avuto finora la possibilità di essere giustificati per le nostre assenze, non
abbiamo potuto dedicare molto tempo ai nostri elettori che risiedono nei luoghi
da cui proveniamo, per quanto mi riguarda il Nord America. Comunque, nonostante
ciò, ho già visitato la comunità di Boston, New York, Philadelphia, New Jersey
e molto presto - appena potrò, probabilmente in queste vacanze di Natale, l'unico
periodo in cui posso assentarmi - andrò a trovare i nostri connazionali in altre
città della circoscrizione.
Dopo la frase
offensiva del sottosegretario Craxi diretta ai parlamentari italo-stranieri,
non vi sentite presi in giro? Non gridate "giustizia"?
Questa è
la conferma di quanto ancora ci sia da lavorare in Parlamento per affermare
il nostro ruolo. Noi non siamo parlamentari di serie B - oggi siamo trattati
come tali - ma siamo parlamentari a tutti gli effetti. Dobbiamo avere lo stesso
rispetto e la stessa dignità politica dei nostri colleghi eletti in Italia.
Il fatto che un sottosegretario di questo governo possa dire che i parlamentari
all'estero non valgono assolutamente nulla, dimostra quale sia l'affetto
di questa maggioranza verso gli italiani nel mondo. Ricordiamoci tutte le cose
belle che ha fatto il governo Prodi: ci ha tolto il ministero degli italiani
nel mondo, ci ha preso in giro con un sottosegretario agli esteri con delega
agli italiani nel mondo ma che non ho ancora capito quali funzioni svolga; ci
hanno detto che c'erano 14milioni in più in questa finanziaria da dedicare agli
italiani residenti all'estero e poi si è scoperto che questi soldi andranno
tutti in Argentina, e serviranno magari per pagare il volo di Pallaro... La
realtà è invece che oltre il 14% delle risorse destinate al ministero degli
Esteri e quindi dedicate ai nostri connazionali, verranno a mancare: saranno
chiusi oltre 20 consolati in giro per il mondo ed i nostri connazionali non
avranno più quei servizi di cui potevano godere prima. Non solo: per la prima
volta dovranno presentare la dichiarazione dei redditi, ed io mi chiedo
dove troverà - chi vive lontano dalle grandi città - il commercialista che lo
aiuti a presentare il 740. E' chiaro che c'è menefreghismo verso gli italiani
all'estero, e tutto questo ci deve fare riflettere.
Gonella, direttore
de "L'Ora di Ottawa" ha scritto che i parlamentari eletti all'estero
si sono limitati ad abbassare la testa davanti alle affermazioni di Craxi. Li
ha accusati di essere lì solo a scaldare le poltrone, di non avere dignità
politica. Cosa ne pensa?
Credo che
tutte le parole che vengono usate per attaccarci siano gratuite. Le posso dire
ufficialmente che sono stato l'unico parlamentare a presentare un'interrogazione
a risposta scritta, al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Affari Esteri,
nella quale si chiedono spiegazioni e chiarimenti a Bobo Craxi riguardo le sue
frasi offensive nei riguardi dei parlamentari italo-stranieri, e si ritiene
opportuno ricevere da parte del sottosegretario delle scuse. Qualcuno eletto
all'estero che lavora, c'è: mi fa piacere anche che ci siano queste iniziative
editoriali e nel campo dell'informazione che portano a conoscenza delle nostre
comunità ciò che stiamo facendo, e ciò che non stiamo facendo. E' vero che molti
parlamentari non stanno facendo nulla: specialmente al Senato, dove gli
eletti dell'Unione avevano detto che avrebbero fatto gli interessi dei nostri
connazionali. Come quando a qualcuno è stato chiesto se avrebbe votato
o meno a favore di una finanziaria che depenalizzasse gli italiani oltreconfine,
e quel qualcuno ha risposto dicendo che lui avrebbe seguito le direttive
del partito. Quindi, ha mentito agli elettori dicendo che avrebbe fatto i loro
interessi. In effetti, sta facendo solamente gli interessi del partito.
Finanziamenti
alla stampa italiana all'estero: molti editori fanno fatica ad andare avanti,
lo fanno perché spinti da grande entusiasmo e da enorme passione. Crede che
il governo aiuterà chi fa informazione, stampata e on-line?
Credo che
aiuterà soltanto chi fa, essenzialmente, una informazione "di clientela",
cioè vicina ad certo filone politico. Per ciò che ho visto fino ad oggi, questi
soldi vanno veramente per l'informazione che è al servizio di certi orientamenti
politici: mi riferisco, lo voglio dire chiaramente, al centrosinistra. Chi vuole
fare un tipo di informazione diversa, trova grandissime difficoltà.
Avrà sicuramente
seguito la "proposta Cicala": è d'accordo, oppure no? La questione
del Cgie sì-Cgie no, non era stata definitivamente chiusa?
Le rispondo
con una domanda: quando un cittadino si presenta in un consolato, e lo trova
aperto tre giorni alla settimana - invece che cinque - per mancanza di soldi,
o non riesce a ricevere un servizio, le sembra opportuno che si vada in giro
per il mondo a fare delle conferenze? Magari bellissime, ma in questo momento
del tutto inutili, visto che mancano davvero i servizi essenziali. Per cui credo
che il Cgie avrebbe motivo di esistere qualora non venissero a mancare i servizi
essenziali ai cittadini. Ci sono delle priorità, quindi io dico: Cgie sì, ma
dopo che si è risposto alle necessità reali dei connazionali. Al nostro italiano
all'estero, che si vada a fare conferenza in Australia o in Africa per la fuga
dei cervelli o altre sciocchezze simili, non interessa nulla.
Cittadinanza
e immigrazione: bastano 5 anni per avere la cittadinanza? Insomma, per diventare
italiani?
Questa è
l'ennesima beffa verso noi italiani residenti all'estero. Quando noi stessi
siamo trattati come extracomunitari, mentre gli extracomunitari che sbarcano
clandestinamente in Italia possono accedere alla cittadinanza, noi ancora stiamo
a discutere se cittadini italiani e figli di italiani possono o no acquisire
la cittadinanza. Credo che siamo arrivati al limite della civiltà, e questo
veramente mi fa molta rabbia. A parte questo, mi fa rabbia il fatto che
sia passata alla Camera una legge sull'asilo politico, per cui chiunque faccia
domanda per asilo politico come extracomunitario, finché il giudice responsabile
non prende una decisione stabilendo se quella persona ne ha diritto o no, l'extracomunitario
può normalmente girare in Italia, legalmente, con regolare permesso di soggiorno.
Cosa che non può accadere per noi italiani all'estero che vogliamo rientrare
in Italia. Questo deve farci pensare, e dobbiamo domandarci se in Parlamento
si stanno facendo gli interessi degli italiani o degli stranieri. Alla sua domanda,
quindi, rispondo che secondo me non è corretto: non siamo gli Stati Uniti d'America,
noi siamo l'Italia. Dieci anni di aspettativa per acquistare la cittadinanza
credo che siano il minimo requisito che si possa chiedere a chi viene in Italia
e vuole essere cittadino italiano.
Giudichi l'operato
del viceministro degli Italiani nel Mondo, Franco Danieli, da quando è stato
nominato ad oggi.
Conosco
Danieli e non voglio descriverlo come una cattiva persona: mi sono dispiaciuto
però, che durante la sua visita negli Stati Uniti, come si è letto in tutti
i giornali, sia andato a fare campagna elettorale per il senatore dell'Ulivo
Turano , perché una telefonata all'altro parlamentare eletto - che sarebbe il
sottoscritto - non l'ha assolutamente fatta. Vuol dire che anche lui è consapevole
del fatto che questo governo durerà ancora poco e quindi è già in campagna elettorale.
Per quanto riguarda le sue promesse ai connazionali oppure i 14 milioni di euro
che sarebbero destinati agli italiani nel mondo, io non so veramente se credere
a queste chiacchiere oppure no, ma vorrei sapere dove, come e quando questi
soldi sono stati stanziati, dove finiranno e in che cosa saranno spesi. Se poi
andiamo a scoprire che questi soldi sono serviti per comprare il volo di Pallaro
in Sud America, e assicurare il suo voto in questa Finanziaria per evitare la
caduta del governo,questo per me è oggettivamente scandaloso. Quindi su Danieli
ho le mie riserve. In ogni caso, avrei preferito che viceministro degli esteri
fosse uno degli eletti all'estero, ovviamente non di centrodestra perché non
abbiamo vinto le elezioni , ma di centrosinistra. Il centrosinistra evidentemente
non ha invece ritenuto che i propri eletti all'estero - quelli che gli hanno
dato la maggioranza per poter governare - fossero sufficientemente capaci.
Prodi durerà
5 anni?
Assolutamente
no. Non perché non lo vogliamo noi, ma perché all'interno del centrosinistra
ci sono grandi crepe per cui questo governo non arriverà mai alla fine della
legislatura. Nascerà un governo di grandi intese, un governo che potrà permettere
di arrivare almeno a due anni e 6 mesi di legislatura, permettendo ai parlamentari
di avere il diritto alla pensione. Questa è una cosa fisiologica: purtroppo,
io che vengo dagli Stati Uniti, mi sono accorto che oggi in Italia si mettono
al primo posto i propri interessi e gli interessi del partito, poi quelli
dei connazionali.
Quali sono i
suoi programmi per il futuro? Cosa si aspetta di ottenere dal governo
per gli italiani all'estero?
Da questo
governo Prodi non mi aspetto più di tanto visto quello che è stato fatto finora.
Quello che mi auguro che succeda in futuro, è che si capisca finalmente chi,
fra gli eletti all'estero, ha davvero a cuore gli interessi dei connazionali,
e chi invece si è voluto candidare solo per aumentare il proprio prestigio personale.
Francamente, devo confessare questo: la mia famiglia risiede negli Stati Uniti.
Volevo portarla in Italia ma ho avuto delle difficoltà - per esempio, mia figlia
non l'hanno voluta registrare a scuola perché non era residente in Italia, come
non l'hanno voluta registrare, per lo stesso motivo, all'anagrafe sanitaria
italiana - e quindi sono io che vado a trovarli a Philadelphia e li vedo una
volta ogni 15 giorni. Credo che questo possa bastare per dimostrare il mio impegno
in parlamento verso gli italiani all'estero.
Lanci un messaggio
ai suoi elettori: qualcosa di nuovo, che non ha mai detto prima.
Molto presto,
sperando nell'aiuto dei miei elettori perché non è qualcosa che possa fare da
solo, voglio chiedere a tutti, magari attraverso una petizione popolare, se
sono soddisfatti del lavoro dei parlamentari all'estero, se sono soddisfatti
dell'immagine dell'Italia, e di tutto ciò che riguarda l'italianità. Portare
queste questioni sulla scrivania di Prodi e di D'Alema, e fare capire loro cosa
chiediamo e cosa vogliamo. Pensiamo per esempio che se gli italiani residenti
negli Usa decidessero per un mese di non comprare alcun prodotto italiano, provocherebbero
un collasso economico non indifferente: non abbiamo mai pensato di farlo e probabilmente
non lo faremo mai, ma con questo vogliamo sottolineare che oltre ad essere rispettati
come cittadini italiani, dobbiamo essere rispettati anche come i migliori clienti
ed i principali consumatori di prodotti italiani, ed i migliori esportatori
dell'immagine dell'Italia nel mondo. (Ricky Filosa* - Gente d'Italia/Inform)
*Direttore di Italia chiama
Italia www.italiachiamaitalia.com