PROMOZIONE
Iniziativa
delle Regioni Marche, Lazio ed Umbria in Nord America
Commenti positivi
degli operatori umbri
PERUGIA – Non è chiaro se per scrivere i sette romanzi
de “Le Cronache di Narnia” (da cui è stato tratto il film della Disney) lo scrittore
Clive Lewis si sia ispirato agli scenari delle Mourne Mountains della Contea
di Down in Irlanda, o se si sia rifatto direttamente a Narni, dove soggiornò,
e il cui nome latino è proprio “Narnia”, tanto più che il simbolo di Narni è
un grifone, e vi si trovano anche la statua di un grosso leone ed un’antica
pietra sacrificale, non è chiaro. Certo è che la ghiotta associazione non è
sfuggita ai “tour operators” canadesi e americani, contattati da Debora
Fra gli operatori turistici che hanno partecipato la
settimana scorsa alla iniziativa promozionale in Nord America delle Regioni
Marche, Lazio ed Umbria, l’umore che si capta fra gli operatori umbri in merito
al valore dell’iniziativa, agli incontri ed ai contatti avuti è generalmente
positivo. C’è apprezzamento per la formula del “work shop”, il contatto “faccia
a faccia” con gli operatori canadesi e americani. E c’è, oltre al metodo di
lavoro, apprezzamento per le prestigiose “locations” scelte per gli incontri,
dalla “St. Lawrence Hall” di Toronto alla grande Sala da ballo dello storico
Hilton di Chicago), fino al “top” raggiunto a New York, dove è stata scelta
per il “work shop” e, a seguire, per la cena di gala offerta dalla Regione Marche,
la “Rainbow Room”, al 65esimo piano del numero 30 del Rockfeller Center. La
“sala dell’arcobaleno”, dalla quale si gode la vista aerea del Nord, Sud ed
Est di Manhattan, che fu inaugurata nel 1934 proprio nel pieno della grande
depressione da John Rockfeller, per testimoniare la sua fede nella città di
New York e nella ripresa dell’economia americana: una sala, che da sempre riassume
lo stile e il sofisticato “glamour” della “Grande Mela”.
Qui, sullo sfondo della sagoma, illuminata di giallo
e di rosso, dell’Empire State Building, i rappresentanti delle tre regioni hanno
presentato alla stampa americana un compendio dell’offerta turistica di Marche,
Lazio ed Umbria, pacchetti differenziati secondo le peculiarità di ciascuno,
ma unificati da un’ottica di promozione integrata, che ha consentito di presentarsi
all’esigente mercato americano come un blocco coeso, “un bel pezzo d’Italia,
da costa a costa - è stato detto -, una Italia Centrale che vale la pena di
visitare”. Città d’arte, mari, colline, terme, agriturismo, archeologia e cultura,
musica, enogastronomia, shopping, spettacoli e mostre, corsi di cucina, soggiorni
in ville e appartamenti di pregio: è stata questa la tipologia delle richieste
che, per tutta la giornata del “work shop” newyorkese, sono state rivolte dai
numerosi “tour operators” americani agli operatori italiani.
“Per noi si è trattato di una iniziativa positiva, qualcosa
di cui, comunque, non si può fare a meno – dice, fra gli operatori umbri, Francesco
Pammelati, direttore del “Relais
“In generale, abbiamo registrato molto interesse per
le destinazioni alternativi ai ‘tours’ classici – dice Federico Bianconi della
“Bianconi Ospitalità” di Norcia: c’è una gran voglia, per esempio, di scuole
di cucina, individuali o per piccoli gruppi, e per la degustazione dei prodotti
tipici. Il ‘target’ è elevato, la richiesta, per l’80 per cento, è per le ‘quattro
stelle’. Per spiegare l’Umbria, abbiamo dovuto fare un gran lavoro. Perché,
rispetto a mete più famose e consolidate, noi dobbiamo spiegare tutto: chi siamo,
la regione, l’ambiente, dov’è, che cos’è”.
La richiesta di alberghi di lusso è confermata da Chiara
Forcignanò di “Umbria Export”, un consorzio che associa una quarantina di hotel
a 5 stelle e country houses, “a conferma – sottolinea – della buona capacità
di spesa del turista americano medio. La ‘location’ newyorkese si è inserita
perfettamente in questo contesto”.
“Abbiamo presentato per Gubbio una formula originale
– dice Fernando Scattini, amministratore del “Centro Servizi Santo Spirito”
(attraverso il quale il Comune di Gubbio,
“Sono contento dell’umore dei nostri operatori – dice
Luigi Rèpace, Amministratore Unico dell’Agenzia di Promozione Turistica e capo
della delegazione umbra –; ho premuto perché i ‘workshops’ si tenessero senza
soluzione di continuità per tutto l’arco della giornata, in modo da favorire
il massimo numero di contatti, così come è puntualmente avvenuto. Il fatto è
che dove c’è il lavoro, poi i risultati si vedono”.
“I tour operators americani sono venuti in massa - spiega Francesco Casertano dell’Agenzia di
Promozione Turistica del Lazio – un segno che il turismo ‘made in Italy’ tira,
e tira il nostro slogan ‘Rome’s Heartland Lazio’”. E come lo slogan laziale,
hanno tirato lo slogan delle Marche (“L’Italia in una Regione”), che nel corso
della serata di gala a New York ha presentato una sfilata di moda, dedicata
a gioielli e scarpe, e quello classico dell’Umbria “Cuore verde d’Italia”.
“E’ la prima volta che si svolge una iniziativa di questo genere, dove tre regioni si presentano insieme – sottolinea Riccardo Strano, direttore per il Nordamerica dell’Enit, l’Ente Nazionale per il Turismo che ha coordinato l’iniziativa -; è stato senz’altro più faticoso, ma confido nel fatto che i risultati si vedranno, e molto presto, perché la formula è giusta, e perché in questo modo si offre una immagina coordinata ed unitaria dell’Italia, secondo il nostro slogan che suona: ‘Gli Usa e il Canada, la domanda turistica più ricca del mondo, l’Italia, la mèta più attraente”. (Umbria Notizie/Inform)