INFORM - N. 205 - 2 novembre 2006


CULTURA

Letteratura australiana contemporanea: Thomas Keneally

 

ROMA - I suoi romanzi tradotti soprattutto in francese ci arrivano, sorprendenti e ricercati da una viva curiosità europea che sta investendo l’Australia. Sono i pensieri e i sentimenti di Thomas Keneally, australiano di terza generazione di immigrati dell’Europa come è la media della popolazione australiana.

La Federazione Australiana è nata molto dopo gli Stati Uniti. I suoi fondatori non furono i Padri Pellegrini ed i puritani quaccheri ma i discendenti dei “convicts”, i condannati delle colonie penali inglesi della prima metà dell’800. Ma il tasso di omicidi in Australia è oggi dell’1,6 per mille, negli Stati Uniti dell’8,3 per mille.

La corso all’oro a metà dell’800 nelle regione aurifere, la favolosa rendita dell’allevamento ovino, la fame e la sete di lavoro in tutti gli altri bisogni di un’economia che si installa incessantemente, le offerte a tutto spiano di capitali di investimento da tutto il mondo capitalistico del “gold-exchange” e le ondate di immigrati dall’Europa al seguito, sono la storia recente e contemporanea dell’Australia. La quale con la Nuova Zelanda è rimasta fedelissima alla Madrepatria e si è battuta a fianco di essa nelle sue guerre mondiali. Ne sanno qualcosa i nostri reduci sopravvissuti di El Alamein e di Tobruk e della Tunisia. Le divisioni australiane e neozelandesi proseguirono e risalirono lungo tutta la nostra penisola.

Australia e Nuova Zelanda sono e si sentono ora nel mirino del terrorismo, soprattutto dell’estremismo islamico della vicina Indonesia.  E sono un continente semivuoto sotto la Cina e l’Indonesia sovraffollate. La reattività delle loro opinioni pubbliche, della loro stampa, della loro letteratura non esita a manifestarlo. A suo modo anche Tom Keneally. Intervistato da Raphaelle Pérolle durante un suo recente lungo soggiorno a Parigi ha dichiarato: “Mi sento europeo di temperamento; ciò non toglie che sono nato a Kempsey, una piccola città della  Nuova Galles del Sud dove esistono due riserve di aborigeni, una comunità non anglofoba di greci e mediorientali, un’altra di irlandesi e naturalmente i britannici.”

Ora, la Nuova Galles del Sud, provincia-Stato della Federazione, deve il suo nome al forte flusso di gente emigrata dal Galles celtico soggiogato un tempo dalla vecchia Inghilterra prima  che questa perdesse il suo nome germanico per adottare quello nuovo, ufficiale, definitivo, comprensivo di tutta l’isola di Albione, di Regno Unito di Gran Bretagna. Le due guerre mondiali combattute contro la Germania hanno fatto perdere agli inglesi quel legame di affinità e solidarietà con i tedeschi che era stato il costante filo conduttore della politica nord-europea, da Alcuino monaco anglosassone alla Corte di Carlo Magno alla Riforma protestante ed alle guerre napoleoniche (Waterloo, la vittoria finale anglo-prussiana sull’imperatore).

Si rileva per inciso che le due Galles, la europea e l’australiana, sono state presenti a Lorient, al grande “Rassemblement” interceltico che si tiene ogni estate nella Bretagna francese.

Segnaliamo, nelle edizioni francesi, le ultime opere di Thomas Keneally: “Il canto di Jimmie Blacksmith” Ed. Penguin, il destino che rimane incomprensibile di un meticcio che paga e ama pagare il suo forte desiderio di superare le bizzarrie tra comunità diverse; “Storia dei convicts”, i primi passi dell’Australia sulle gambe e sul cuore dei “bagnards” delle colonie penali; “Donna di un mare interiore”, Editions de l’Aube, un romanzo che cerca di capire l’essenza delle due Australie, l’una delle città dove c’è tutto uno stare e vivere europei, l’altra dell’interno, delle terre, vuota e frustante, delle lontananze infinite. (Alberto Marinelli-Inform)


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