2 NOVEMBRE
Le Forze Armate commemorano i loro Caduti
Il
Ministro Parisi: “L’abnegazione, il coraggio, talvolta l’eroismo, accomunano
il soldati italiani di ieri e di oggi”
ROMA – “Le Forze Armate, come un’unica grande
famiglia, commemorano oggi tutti i loro Caduti: le centinaia di migliaia di
vite perdute nel corso degli immani conflitti della prima metà del secolo scorso,
sui campi di battaglia, nei campi di prigionia, su letti di dolore a seguito
delle ferite e delle malattie contratte in guerra, e, assieme ad essi, i tanti
che dal dopoguerra ad oggi sono caduti nell’assolvimento del loro dovere, spesso
in Patria, talvolta in terre lontane. Nomi e volti che vorremmo
ricordare uno per uno”. Così il Ministro della Difesa Arturo Parisi nel
messaggio in occasione della commemorazione di tutti i militari caduti nell’adempimento
del loro dovere. Oggi 2 novembre il Ministro della Difesa ha preso parte a una
cerimonia solenne al Cimitero monumentale del Verano a Roma. la funzione è stata,
dall’Ordinario Militare per l’Italia, Monsignor Vincenzo PELVI, alla presenza
delle più alte cariche militari.
Nel corso della cerimonia sono stati commemorati
i militari caduti in guerra e nel dopoguerra, in Patria e all’estero, e con
essi anche tutti quelli che hanno perduto la vita nelle varie missioni internazionali
per la pace.
Parisi nel suo messaggio ricorda “i 21 nostri
Caduti in Congo, fra il settembre del ‘60 e il novembre del ‘61, la cui morte
ci avvertì che servire il Paese, in tempo di pace e al servizio della pace,
non sarebbe stato meno rischioso che servirlo in guerra. I nostri Caduti a Mogadiscio,
quel 2 luglio del 1993. Gli elicotteristi,
colpiti in volo sulla ex Iugoslavia il 7 gennaio del ‘92. Gli Aviatori, anch’essi
abbattuti nel corso di una missione umanitaria in Iugoslavia, il 3 settembre
dello stesso anno”. E poi “il Libano, con i nostri Caduti del 22 marzo del 1983
e del 6 agosto del 1997; i Caduti in Mozambico nel 1993; e ancora le perdite
nei Balcani, Bosnia, Kosovo, Albania,
Macedonia. I tanti Caduti della missione “Ibis” in Somalia, della “Antica Babilonia”
in Iraq, come quelli del nostro contingente in Afghanistan”.
“Come dimenticare poi –prosegue il messaggio
- le immagini della strage di Nasiriyah,
in quel 12 novembre di tre anni fa, così come gli altri Caduti che hanno bagnato
di sangue italiano la terra irachena? E non si è ancora spenta la commozione
più profonda per gli Alpini caduti nei pressi di Kabul, lo scorso settembre”.
“Sono 106 i nostri morti in missioni all’estero,
da quella prima missione in Congo, nel 1960. Centinaia i Caduti in Italia, per
cause di servizio – ricorda il Ministro della Difesa - E ben oltre mille sono
i Caduti dell’Arma dei Carabinieri, che hanno perduto la vita nell’adempimento
del loro dovere in Patria”.
“Di ognuno vorremmo richiamare il nome per
rievocare il volto. Ecco perché – sottolinea Parisi- questa del 2 novembre non può essere una commemorazione
rituale. Quella militare, infatti, non è una professione qualsiasi. Ai militari
si insegna ad amare
“Per questo – ribadisce il Ministro - è giusto
celebrare i nostri Caduti tutti assieme, i Caduti di ieri e quelli di oggi,
nel giorno tradizionalmente dedicato al ricordo dei defunti. In questo giorno
vogliamo rendere onore a chi si è sacrificato per il bene degli altri, a chi
ha donato la vita perché altri potessero vivere”.
“Con questi nostri soldati abbiamo un debito
immenso – conclude il Ministro Parisi - Il nostro primo dovere è quello di ricordarli,
perché un popolo che dimentica i suoi Caduti non ha diritto ad un avvenire”.
(Inform)