EVENTI
Cala il sipario su “Terra Madre” e sul Salone
del Gusto di Torino
D’Alema:”L'Italia
vuole aprire i suoi mercati a
nche
ai prodotti di qualità che vengono dal terzo mondo”
TORINO - E' calato il sipario su "Terra
madre", l'assemblea delle Comunità del cibo. Nel salutare le migliaia di
delegati in partenza, la presidente della Regione, Mercedes Bresso, dall'enorme
palco montato all'Oval ha sostenuto che "Terra Madre sta diventando progressivamente
una realtà sempre più importante per il mondo, e pochi potranno ignorare l'esistenza
di questa rete, una rete materiale che si è consolidata".
"A Torino - ha aggiunto Bresso - è esplosa
la consapevolezza che esiste un dovere sociale nei confronti di chi ha conservato
i prodotti e i saperi tradizionali. I produttori hanno ripreso consapevolezza
che il loro lavoro è ben fatto. Tra due anni Terra Madre sarà ancora più bella".
Alla cerimonia è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema,
il quale ha sostenuto che "se il negoziato Doha Round sull'agricoltura
si arenasse per l'egoismo dei Paesi più ricchi, ci sarebbe un grave rischio
per l'equilibrio mondiale. L'Italia vuole aprire i suoi mercati anche ai prodotti
di qualità che vengono dal terzo mondo, siamo contrari a un protezionismo che
sarebbe dannoso innanzitutto per i consumatori".
"Il nostro Paese - ha ricordato D'Alema
- si è battuto per la riforma della Politica agricola comune, che prima accoppiava
i contributi alla quantità del prodotto senza guardare alla qualità. Invece,
via via il sistema degli aiuti europei si orienterà verso la difesa del paesaggio
agricolo, premiando i contadini che lavorano in montagna, tutelando l'assetto
idrogeologico e difendendo produzioni tradizionali. Dobbiamo smantellare, insomma,
il sistema dei sussidi, puntare sulla qualità. Buono, pulito e giusto è uno
slogan valido per costruire un ordine mondiale diverso e orientare la politica
di un grande Paese come l'Italia".
"Siamo molto soddisfatti per il successo
di pubblico che hanno riscontrato Salone del Gusto e Terra madre. Le due manifestazioni
spingono alla riflessione, alla conoscenza di luoghi e culture diverse",
ha detto poi Mercedes Bresso, durante la conferenza stampa conclusiva sul Salone
del Gusto 2006.
Bresso ha poi precisato che "non si
tratta solo di un evento mangereccio, e neanche del mercato della convenienza,
ma di una rassegna per trovare prodotti rari e di qualità difficilmente reperibili
altrove. Quindi, se alcuni sono più cari di quanto ci si aspetta, bisogna considerare
che si non si tratta di un prezzo di mercato ma di un prezzo equo, dietro al
quale ci sono tutti gli sforzi economici che i piccoli produttori, che vengono
da Paesi poveri del mondo, devono affrontare per potere presenziare al Salone".
Per abbassarli auspica l'intervento degli enti pubblici, italiani e stranieri:
"E' necessario il loro sostegno economico ai produttori, altrimenti è normale
che il prezzo alla vendita aumenti, trattandosi di piccole aziende che, per
la maggior parte, vengono da molto lontano, portando ridotte quantità di cibi".
Novità in vista per il 2008. “Nelle prossimi
edizioni - ha annunciato Bresso - allargheremo gli spazi, vista la densità di
visitatori di quest'anno, allestiremo un padiglione in più che collegherà Lingotto
e Oval, intensificheremo i rapporti fra istituzioni e produttori, per facilitarli
sempre più la partecipazione. Si potrebbe anche pensare, per il futuro, a una
suddivisione dei prodotti effettuata seguendo il criterio della georeferenziazione,
piuttosto che quello della suddivisione merceologica".
Carlo Petrini, presidente di Slow Food internazionale,
ha dal canto suo evidenziato che "tra Salone e Terra Madre c'è stata una
bella sintonia. Non si è creata quella dualità che era possibile tra un'operazione
etica, come è la rete mondiale dei produttori di tutto il mondo, e l'altra di
interesse gastronomico. Ci sono stati anche punti di contatto, per esempio un
convegno con 600 spettatori sull'agricoltura sostenibile e la dignità umana".
Si lavora, infine, per mitigare l'impatto
ambientale dei tanti rifiuti lasciati in eredità del Salone. "Il Politecnico
di Torino - hanno annunciato Bresso e Petrini - sta mettendo a punto un progetto
che sarà sperimentato nel