POLI INTERNAZIONALI
A Castelnuovo la sede del SOMI, polo di alta
formazione contro rischi nucleari, biologici e chimici
In
Abruzzo un Centro mondiale per le grandi emergenze sanitarie
L’AQUILA – E’ operativo dal 28 ottobre in
Abruzzo, a Castelnuovo di San Pio delle Camere – suggestivo borgo nei pressi
dell’Aquila - un centro mondiale di alta formazione per le grandi emergenze
nucleari biologiche chimiche e radiologiche, per interventi in casi di catastrofi,
attacchi terroristici, disastri industriali e ambientali.
Sarà finanziato dall’Onu, dall’Unione Europea
e dai governi nazionali. Si tratta del SOMI (Special operation medical Institute),
il primo polo internazionale per le grandi emergenze sanitarie non convenzionali,
il cui compito è quello di preparare con corsi d’alta formazione il personale
operativo con codici di comportamento e protocolli sanitari uniformi in tutto
il mondo. Dunque una struttura di ricerca scientifica nel settore, in grado
di dare risposte efficaci in ogni angolo della terra. Un gruppo di scienziati
e ricercatori costituisce il primo nucleo del Centro, che impiegherà a regime
una settantina di esperti e formatori, destinato gradualmente a crescere man
mano che verranno stipulati accordi con singoli governi e grandi strutture.
La prima intesa il SOMI l’ha sottoscritta con il Frdp (Fire rescue development
program), programma diretto da Robert Triozzi, comandante dei Vigili del Fuoco
dell’Onu, nato a New York ma di origini abruzzesi, per un progetto di sviluppo
del soccorso antincendio. Alla firma dell’accordo era presente anche il comandante
dei Vigili del Fuoco di New York (FDNY), Daniel Nigro.
Alla direzione del SOMI un’equipe di ricercatori
e scienziati delle università di Padova e Trieste: Luciano Ridolfi alla direzione
generale, Giorgio Stanta responsabile della ricerca, Renzo Barbazza e Giuseppe
Furlan al Comitato scientifico, Armando Indrio al dipartimento operativo. Autorità
politiche ed istituzionali, rappresentanze diplomatiche, alti gradi delle Forze
Armate e dell’ordine, dirigenti della Protezione civile hanno preso parte alla
cerimonia inaugurale del Centro. Molto soddisfatto Giovannino Costantini,
Sindaco di San Pio delle Camere, il quale ha chiarito le ragioni dell’insediamento
d’una struttura internazionale così rilevante in un piccolo paese, piuttosto
che in una grande città. La scelta è stata mirata in un’area centrale e strategica
dell’Italia, con poca popolazione e dunque con bassissimo rischio di attacchi
nucleari, chimici e biologici, con un ottimale situazione ambientale e climatica
anche per la ricerca nel settore. In effetti, il contesto è veramente superbo,
nell’altipiano dove si coltiva il crocus, lo zafferano da mille anni migliore
del mondo. L’acrocoro è coronato da montagne boscose, antichi borghi e castelli
di splendide architetture. L’aria è pulita, l’inquinamento praticamente inesistente,
il clima eccellente. Castelnuovo è uno di questi borghi, nei pressi dell’area
archeologica della città vestina di Peltuinum, sull’antica Claudia Nova, la
via consolare che dalla città sabina di Amitenum - patria di Caio Crispo Sallustio,
il più grande storico di Roma, come affermò Marziale, “primus romana Crispus
in historia” – si snodava lungo l’altipiano, prima di congiungersi con
Il Centro è dunque una struttura polifunzionale:
formazione specialistica di protezione civile per le grandi emergenze, ricerca
applicata al settore, consulenza scientifica in casi di rilevanti calamità,
siano naturali, incidentali o procurate con azioni di terrorismo mediante agenti
o armi non convenzionali, ad alto rischio per le popolazioni civili. La sua
peculiarità scientifica e la rilevanza internazionale risiedono nell’applicazione
di protocolli sanitari e di codici di comportamento standard, validi pressoché
in ogni angolo del pianeta, per rendere al massimo efficienti i soccorsi internazionali
secondo procedure uniformi. Un indirizzo che da anni l’Onu perorava per dare
risposte più incisive, tempestive ed efficaci alle possibili emergenze in caso
di disastri, occasionali o procurati, il cui rischio negli ultimi anni è andato
sempre più crescendo con la minaccia terroristica. “Con il SOMI questa preoccupazione
delle Nazioni Unite ha trovato una sintesi ed una risposta operativa altamente
qualificata” ha affermato il portavoce del Centro Giampiero Berti de Marinis,
per cinque lustri amministratore della città capoluogo e già vice Presidente
della regione Abruzzo, infaticabile promotore del progetto di costituzione della
struttura. IL SOMI opera come Azienda speciale sanitaria, convenzionata con
l’ospedale di Avezzano per gli spazi di ricovero e trattamento in caso di emergenze
sanitarie. Enorme interesse ha destato la nascita di questo Centro d’eccellenza.
Molti i contatti di Governi nazionali, interessati alla formazione di
personale qualificato in grandi rischi e protezione civile, specie degli
Stati situati in aree sensibili del globo. E’ davvero singolare come un piccolo
grazioso borgo dell’Appennino abruzzese possa diventare, da un giorno all’altro,
una specie di ombelico del mondo grazie ad un Centro scientifico di rilevanza
internazionale sui rischi e sulle emergenze sanitarie che mai vorremmo l’umanità
debba sperimentare. (Goffredo Palmerini* /Inform)
*componente del CRAM - Consiglio Regionale
Abruzzesi nel Mondo