STAMPA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO
L’on. Massimo Romagnoli (FI) su “L’Italiano” del 31
ottobre
Finanziaria?
Una disgrazia che si abbatte sui deputati dell’Unione eletti all’estero
ROMA - Non so se proverò una certa compassione quando vedrò all’opera i deputati
dell’Unione eletti nella Ripartizione
estero andare in cerca di voti nella prossima e sempre più vicina tornata elettorale. Non so di quali effimeri
stratagemmi psicologici e congegni tecnologici
si serviranno per adescare i nostri stanchi connazionali, ma ancor di più loro vecchi
amici elettori.
Elettori che hanno veramente capito e, meno
male, subito, della natura paranormale
di Prodi e dei suoi compagni Ministri che stanno levando le
briciole anche alle infaticabili formiche. Ricordo, a chi ha il piacere
di leggere queste poche righe, come l’Unione abbia concepito la campagna elettorale all’estero sulla disinformazione
e sulla mera contraffazione della realtà.
Nutrirsi, come un affamato caduto sull’ isola dei famosi, della disinformazione
dei nostri connazionali è stata l’arma vincente del centrosinistra che, in corso
d’opera, ovvero mentre i consolati spedivano
i plichi elettorali agli aventi diritto, provvedeva a spedire milioni e milioni
di fac-simile di voto pieni zeppi di
ogni immaginabile cialtroneria contro Berlusconi.
Brochure, volantini, convegni, cene, buffet,
primarie con tassa di un euro, ogni buona
scusa o menzogna (vedete un po’ voi come definirla) per promettere che con il
centrosinistra al governo sarebbero terminate angherie e ingiustizie contro gli italiani all’estero.
Parole sante, avvenimenti e personaggi
realmente esistiti, non frutto dell’ immaginazione, trasformati in ricorrenti
incubi dei miei sciagurati colleghi dell’Unione
eletti all’estero.
Li vedo in grave difficoltà già da parecchi giorni, stanchi, esausti, quasi
tramortiti. Lo stato psicofisico degli
eletti dell’Unione all’estero è veramente allarmante.
E meno male che ci sono io che li aiuto.
Tanti sono i richiami che ho rivolto al governo e che sono stati accolti come
raccomandazione. Come sono tanti e sicuramente
troppi i provvedimenti disastrosi e
discriminanti nei confronti dei nostri connazionali che subiranno le
scelleratezze di un governo che sta di nuovo mettendo le mani in tasca
a tutti. Nessuno escluso. Ma ancor di più disagi li arrecheranno a noi, da sempre considerati cittadini di serie C.
Saremo esclusi dalla “no tax area”, ci
saranno chiusi solo in Europa una ventina di consolati.
Le nostre uniche strutture di sostegno sociale,
culturale ed economico chiuderanno i
battenti perché Prodi e D’Alema le ritengono assolutamente inutili. Un governo che degli
italiani all’estero ne può fare a meno. E sicuramente per sempre. Si sognino
i signori delle sinistre che possano
rivincere le elezioni grazie al nostro voto.
Lascio a voi la volontà di esprimere ogni
mio inqualificabile aggettivo nei confronti
di questi senza patente al volante di questo Paese. Stanno guidando il nostro paese, come un conducente
di un automobile guida sotto l’effetto di sostanze inebrianti. Il governo
sbanda, il governo è agli sgoccioli.
E l’ultima goccia, quella decisiva, quella delle lacrime di coccodrillo, la verseranno
su un piatto d’argento a tutto il nostro
Paese, proprio i deputati e i senatori eletti all’ estero. Non so quale di quale
coraggio dovranno essere investiti per potersi
ripresentare al giudizio dei loro concittadini.
Non so con
quale coraggio ci spiegheranno che le promesse delle campagna elettorale siano state mantenute. Sei mesi di
prese per i fondelli.
Sono bastati neanche sei mesi di questa incredibile
legislatura per smascherare un malgoverno
e tante bugie, come questa che ho il piacere di ricordare grazie a un comunicato dell’Ansa
del 24 marzo 2006, che riporta le promettenti parole dell’allora candidato
Presidente del Consiglio Romano Prodi:
“Torno a ribadire per chi non ha ancora capito, e soprattutto per chi non ha voglia di capire,
che noi non alzeremo le tasse, noi le
abbasseremo”. Sei mesi per rinnegare e sbeffeggiare i deputati e senatori che grazie alla loro elezione
hanno permesso a questi signori di andare
al governo.
La dimostrazione di un’infinita gratitudine e di un’eccellente accoglienza e
stima è arrivata pochi giorni fa come
una fulminante alopecia per i determinanti colleghi eletti all’estero che sono
stati prontamente battezzati da un compagno
di governo, un sedicente sottosegretario Vip, che ha esplicitamente detto che non contano un c…. (on. Massimo Romagnoli-L’Italiano)
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