INFORM - N. 203 - 30 ottobre 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Gazzetta del Sud Africa”

I premi annuali della Camera di Commercio italo-sudafricana di Johannesburg

 

JOHANNESBURG  - Dino Fragale, Giorgio Gorelli, Giuseppe Dilello, Sebastiano Iorio e Stefano Lavarone sono i dirigenti d’azienda italiani i cui nomi sono stati scritti quest’anno nell’albo d’onore dell’imprenditoria italiana in Sud Africa dalla Camera di Commercio italo-sudafricana di Johannesburg. In quello che sicuramente è per gli operatori economici italiani il più importante appuntamento annuale, i premi sono stati consegnati ai vincitori nel salone dell’Hilton di Sandton, presenti il ministro sudafricano dei trasporti Jeff Radebe, l’ambasciatore d’Italia Alessandro Cevese e una folla di trecentocinquanta personalità dell’industria, del commercio e della cultura. Impeccabile padrone di casa il presidente della camera di commercio italo-sudafricana Gianni Ravazzotti, che ha consegnato i premi. Istituito per la prima volta quest’anno, il Premio Speciale del Presidente Onorario è stato consegnato dallo stesso ambasciatore Alessandro Cevese. Un premio speciale alla carriera è stato attribuito alla signora Domitilla Rota Hyams per una vita interamente spesa ad alleviare le sofferenze dei bisognosi e in particolare quelle dei bambini gravemente svantaggiati e delle loro famiglie. Si può forse dire che l’azienda del cavalier Domitilla non ha mai prodotto niente altro che amore per il prossimo, calcando non le orme dei grandi imprenditori, bensì quelle più piccole ma infinitamente più profonde di Madre Teresa di Calcutta.

La giuria che ogni anno ha il compito di selezionare fra i candidati l’imprenditore che si è maggiormente distinto, ha attribuito il titolo di “Business Person of the Year” per il 2006 a Dean Fragale, titolare della Girlock e da decenni uno degli uomini di punta dell’imprenditoria italiana in Sud Africa.

Il Premio Speciale del Presidente Onorario è andato all’amministratore delegato della Fiat Auto Sud Africa, Giorgio Gorelli. Nel consegnargli la targa l’ambasciatore Cevese ha dato lettura della seguente motivazione:

“In segno di apprezzamento per il ruolo appassionato e creativo che ha svolto, fin dal suo arrivo in Sud Africa, nel promuovere lo “Stile Italiano” (Italian Style), e sostenendo allo stesso tempo la comunità italo-sudafricana e impegnandola in molteplici e diverse iniziative.

“In segno di riconoscimento per la sua costante attenzione alle responsabilità sociali delle aziende, che ha dato vita a importanti iniziative a beneficio dei settori meno privilegiati della società del Sud Africa.

“E, per ultimo, ma non meno importante, quale doveroso riconoscimento al successo del suo lavoro diretto a ristabilire il prestigio e il successo dei marchi Fiat e Alfa Romeo sul mercato locale”.

Il premio all’Impresa dell’Anno è poi andato a Giuseppe Dilello della Duferco Steel Processing, mentre Sebastiano Iorio della Cargo Embassy e Stefano Lavarone della Great African Seating sono stati votati a pari merito vincitori del premio per il giovane imprenditore dell’anno.

La solennità dell’evento è stata ripetutamente sottolineata nei discorsi dei numerosi oratori che si sono alternati ai microfoni: il presidente Gianni Ravazzotti, Maurizio Mariano della HIP Alliance, il ministro Jeff Radebe, Gerard Giuricich e l’ambasciatore Cevese. I discorsi di Giuricich e della signora Lucy Slaviero, figlia della fondatrice di Little Eden, hanno commosso i presenti e quindi facilitato il successo della lotteria di beneficenza realizzata nel corso della serata. Il premio in palio, una maglia della nazionale italiana di calcio che ha vinto la Coppa del Mondo, firmata da tutti i giocatori, è stata vinta da Alberto Bollo, il quale l’ha generosamente rimessa a disposizione perché fosse venduta all’asta. Se l’è infine aggiudicata la signora Angela Sacco con un’offerta di 125.000 rand, che è andata ad aggiungersi ai 100.000 rand già donati dal marito Desmond Sacco. Il totale raccolto nella serata ha così raggiunto il traguardo del mezzo milione di rand, donato dalla Camera di Commercio italo-sudafricana di Johannesburg a Little Eden. Collateralmente gli occupanti di uno dei tavoli in sala hanno messo insieme la somma necessaria per donare a Little Eden anche un minibus.

A questo punto ci sembra doveroso far conoscere meglio questa protagonista senza industria della serata degli industriali e imprenditori. “Domitilla Rota Hyams è una donna che inevitabilmente ci si trova ad amare e a desiderare di essere amati. I suoi occhi luccicano mentre la sua conversazione conduce sempre a un solo nome, un nome che non ha bisogno di chiarimenti: la Madonna! Sì, Domitilla l’ha vista! Ha avuto una visione della sublime, straordinaria apparizione della Madonna che l’invitava a prendersi cura dei suoi bambini, gli angeli di questa terra: i bambini mentalmente handicappati, i bambini senza speranza, alcuni dei quali abbandonati dai loro stessi genitori. Bambini che in Domitilla hanno trovato tutto l’amore e le cure di cui per la loro condizione hanno bisogno. Nulla è più semplice e più puro dei suoi obiettivi: consentire a questi bambini di vivere in un ambiente sano e tranquillo, nella speranza, per quanto piccola, di un lieve miglioramento. Questo è quello che Domitilla ha creato, questo è quello che avviene in ogni ora di ogni giorno a Little Eden per i 170 bambini di tutte le razze, religioni ed età. Dal 1967, quando la prima casa fu aperta, quella che si può vedere adesso a Edenvale è la tredicesima stazione del lungo pellegrinaggio di Domitilla, che è sostenuta dalla sua famiglia e costantemente incoraggiata dal marito. 104 assistenti, servizi specialistici d’infermeria per 24 ore al giorno, fisioterapisti, un terapista occupazionale e visite mediche e pediatriche settimanali contribuiscono a far funzionare come un’industria ben calibrata la sua Little Eden, isola di speranza per tanti bambini sofferenti e testimonianza delle sue qualità imprenditoriali e manageriali”.(La Gazzetta del Sud Africa/Inform)


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