STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“Forum Democratico”, Rio de Janeiro
La vittoria è del Brasile
RIO DE JANEIRO - Con questa frase stampata sulla maglietta
il Presidente rieletto, Luis Inácio Lula Da Silva, si è presentato alla conferenza
stampa dopo l’annuncio della sua vittoria contro il candidato dell’opposizione
Alckmin. Lula ha vinto con oltre il 60% dei voti validi. Sono stati eletti anche
i governatori dei 10 stati della federazione in cui si è andati al turno di
ballottaggio. Sono stati eletti tre governatori del PMDB, Sergio Cabral a Rio
de Janeiro, Roberto Requião in Paraná, Luiz Henrique Da Silveira in Santa Catarina;
due governatori del PSDB, Cassio Cunha Lima in Paraiba e Yeda Crusius in Rio
Grande do Sul; due governatori del PSB, Eduardo Campos in Pernambuco e Vilma
De Farias in Rio Grande do Sul; il PT vince nel Pará mentre il PDT e il PP vincono
rispettivamente nel Maranhão e in Goias.
La vittoria di Lula è una conferma dei sondaggi elettorali
che lo davano largamente in vantaggio. Nelle elezioni per il governo degli stati
federati le due sorprese sono state la vittoria di Ana Julia del PT in Pará
e la vittoria di Jackson Lago del PDT in Maranhão. Ana Julia ha portato alla
vittoria il PT in uno stato da sempre dominato da gruppi affaristico politici;
Lago ha sconfitto la discendente di una dinastia, capeggiata dall’ex presidente
Sarney, che dominava la sua regione come se fosse una proprietà privata. In
voti assoluti il candidato sconfitto nelle elezioni presidenziali, Alckmin,
ha ottenuto meno voti di quanti ne aveva ricevuto nel primo turno elettorale.
Ancor prima della proclamazione dei risultati i luogotenenti di Alckmin avevano
iniziato a moderare i toni della polemica politica escludendo il terzo turno
elettorale, ovvero la richiesta di destituzione del presidente per coinvolgimento
in reati elettorali; Alckmin, lo sconfitto, si è sentito obbligato dopo il risultato
ad augurare buon lavoro al Presidente eletto abbandonando i toni ultimativi.
In
una dichiarazione pubblica Lula ha riaffermato che i poveri e le regioni meno
sviluppate, nel suo secondo mandato, continueranno ad avere una attenzione speciale.
L’impegno ad impegnarsi per un Brasile più giusto è stato riconfermato nella
dichiarazione del presidente eletto. Lula si è anche impegnato a discutere con
tutti i partiti politici affermando che, dopo le elezioni, non esistono più
avversari politici; gli avversari saranno le ingiustizie sociali. (Andrea Lanzi*-www.forumdemocratico.org.br /Inform
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Direttore rivista Forum Democratico