DIRITTI UMANI
Campagna Control Arms:
soddisfazione di Amnesty International per il voto alle Nazioni Unite
All’Onu partono i lavori per il Trattato internazionale
sul commercio di armi
NEW YORK – Soddisfazione
di Amnesty International per il voto
nella serata del 26 ottobre alle Nazioni Unite grazie al quale “la maggioranza
dei governi del mondo ha fatto il primo passo verso un Trattato internazionale
sul commercio delle armi che impedisca i trasferimenti di armi che alimentano
conflitti, povertà e gravi violazioni dei diritti umani”.
Il voto di ieri nel
Primo Comitato dell’Assemblea generale è giunto dopo tre anni di mobilitazione
della campagna Control Arms, promossa a livello mondiale da Amnesty International,
Oxfam International e Rete internazionale d’azione sulle armi leggere (Iansa).
La campagna Control Arms ha ottenuto a sostegno del Trattato oltre un milione
di adesioni in 170 paesi.
Nella prima occasione
in cui i governi si sono pronunciati sulla proposta di un Trattato, la maggioranza
è risultata schiacciante: 139 si e un solo no, da parte degli Usa. Il sì al
Trattato è stato particolarmente forte in Africa, America Latina ed Europa.
La risoluzione presentata al Primo Comitato era stata co sponsorizzata da 116
governi, un numero estremamente elevato per un’iniziativa così innovativa. Nei
giorni immediatamente precedenti, in una dichiarazione diffusa dalla Fondazione
Arias e dalla campagna Control Arms, 15 premi Nobel per la pace avevano sostenuto
la risoluzione.
La risoluzione adottata
ieri dal Primo Comitato dell’Assemblea generale dell’Onu chiede al Segretario
generale Ban Ki-moon di sondare i pareri di tutti gli Stati membri sulla praticabilità,
l’ambito di applicazione e i parametri di riferimento di uno strumento internazionale,
legalmente vincolante, che istituisca standard internazionali comuni per l’esportazione,
l’importazione e il trasferimento di armi convenzionali. Il Segretario generale
dovrà riferire all’Assemblea generale alla fine del 2007. Successivamente istituirà
un gruppo di esperti governativi di ogni parte del mondo che approfondirà i
vari aspetti e riferirà all’Assemblea generale nel 2008.
“Questo voto così netto
per sviluppare il Trattato rappresenta per i governi un’opportunità storica
per affrontare gli effetti devastanti di trasferimenti di armi immorali e irresponsabili.
Un Trattato credibile metterà fuorilegge questi trasferimenti, che alimentano
massacri, stupri e torture e costringono alla fuga migliaia di persone” – ha
dichiarato Kate Gilmore, Vicesegretaria generale di Amnesty International.
“Ieri, i governi del
mondo hanno votato per porre fine allo scandalo costituito da un commercio di
armi privo di regole. Da quando, tre anni fa, è iniziata la campagna Control
Arms, si stima che le armi convenzionali abbiano ucciso almeno un milione di
persone. Di contro, un milione di persone da oltre 170 paesi ha sostenuto la
richiesta del Trattato. Ieri, i governi hanno risposto a questa richiesta” –
ha affermato Jeremy Hobbs, direttore di Oxfam International.
“Ne abbiamo fatta di
strada dal lancio della campagna Control Arms: tre anni fa l’idea che l’Onu
negoziasse l’adozione di un Trattato era considerata quanto meno idealistica.
Ma oggi siamo la maggioranza. Questa vittoria, adesso, deve tradursi in un Trattato
forte, basato sugli impegni di diritto internazionale assunti dagli Stati” –
ha commentato Rebecca Peters, direttrice di Iansa.
La campagna Control
Arms, rilanciata in Italia dalla Sezione Italiana di Amnesty International e
dalla Rete italiana per il Disarmo, ha accolto con soddisfazione il voto favorevole
espresso dall’Italia in sede di Primo Comitato dell’Assemblea generale. “Questo
importante risultato – viene ricordato - è
stato conseguito anche grazie alla grande mobilitazione della società civile
italiana, che si è attivata sottoscrivendo la foto-petizione da un milione di
volti a sostegno della richiesta del Trattato”.
“Il nostro Paese -
sottolineano i promotori italiani della campagna -
è il quarto produttore e il secondo esportatore mondiale di armi leggere
e non esercita alcun controllo sulle intermediazioni nei trasferimenti illegali
di armi e loro componenti. Ora è necessario che l’Italia migliori gli strumenti
legislativi e di trasparenza sul commercio delle armi, soprattutto in relazione
alle armi leggere, per renderli coerenti con l’impegno preso ieri alle Nazioni
Unite”. (Inform)