IMMIGRAZIONE
Promossa dalla Regione Veneto
A Bruxelles, Giornata di studio
sull’immigrazione che cambia
BRUXELLES - Le politiche per l’immigrazione,
che rappresenta una risorsa ormai irrinunciabile, sono una priorità per l’Unione
Europea, ma le comunità del vecchio continente non hanno ancora del tutto rimosso
una percezione negativa di questo fenomeno che è in continua evoluzione ma che
non si può più fermare. E’ uno dei dati emersi con maggiore evidenza in occasione
della seconda parte della giornata di studio sulle politiche di cooperazione
in materia di immigrazione nel quadro dell’allargamento dell‘UE, promossa a
Bruxelles dalla Regione del Veneto che era rappresentata dall’assessore ai flussi
migratori Oscar De Bona.
Al dibattito sulle politiche dell’Europa
in questo settore hanno partecipato Luigi Spreca e Marie-Anne Paraskevas della
Commissione Europea e Haleh Bridi rappresentante della Banca Mondiale presso
l’UE. Nel gennaio 2005 è stato pubblicato un Libro Verde sull’approccio alla
gestione della migrazione economica, in cui vengono sottolineati sia l’importanza
della gestione dei flussi migratori in cooperazione con i paesi di origine e
di transito, sia la necessità di promuovere la migliore integrazione degli immigrati nel mercato
del lavoro nel tessuto sociale dei Paesi di accoglienza. Altre direttive della
Commissione Europea saranno presentate a breve. Resta comunque il problema della
mancanza di dati precisi sul numero degli immigrati all’interno dell’Ue, mentre
è un dato di fatto che le rimesse da parte degli immigrati sono cresciute in
maniera consistente. Nel 2005 quelle registrate dal sistema bancario hanno raggiunto
i 232 miliardi di dollari e per alcuni Paesi (come
Sono intervenuti il segretario di stato per il
lavoro della Romania Daniela Nicoleta
Andreescu, il viceministro dell’economia della Repubblica di Moldova Sergiu
Sainciuc e l’assistente del ministro del lavoro della Serbia Radmilla Bukumiric
Katic, a cui ha fatto da moderatore Stefano
Bertozzi del gabinetto del vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini.
I lavori sono stati conclusi da Giuseppe Maurizio Silveri del ministero del
Welfare e da Natale Forlani, amministratore delegato di Italia Lavoro. Silveri
ha fatto presente che la componente rumena è la prima in Italia con circa 280
mila presenze, ma dal primo gennaio 2007 diventeranno cittadini europei a pieno
titolo e quindi una parte consistente dell’immigrazione in Italia non sarà più
tale. Forlani ha posto l’accento sui cambiamenti in atto e soprattutto sul forte
impatto che i nuovi ingressi avranno nei prossimi dieci anni a causa di fattori
come il calo demografico della popolazione italiana. Da parte sua De Bona ha
positivamente commentato la possibilità di far ricorso ai fondi strutturali
europei dal momento che, anche nel campo dell’integrazione, nessuna iniziativa
può essere realizzata senza risorse adeguate. Il confronto di oggi - ha concluso
- è stato utile per l’impostazione delle politiche nei confronti di un fenomeno
destinato ancora a cambiare ma che comunque resta necessario, soprattutto se
il Veneto continuerà ad essere il motore economico che è stato finora. (Inform)