INFORM - N. 200 - 25 ottobre 2006


PARLAMENTO

Senato: Governo battuto sul decreto di proroga degli sfratti per i nuclei disagiati 

Protestano le associazioni degli inquilini: “Ricomincia da subito il calvario delle famiglie”. Duri i sindacati Cgil Cisl e Uil 

 

ROMA – Il Governo è stato battuto al Senato sul decreto legge sugli sfratti. Varato dal governo il 22 settembre, stabiliva il blocco degli sfratti per tre mesi per “i nuclei familiari non morosi, che abbiano un reddito annuo non superiore a 27mila euro in cui siano presenti figli a carico, o ultrasettantenni, o malati terminali, o disabili oltre il 66%”. Il decreto era stato fortemente voluto dal Ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero.

Ma l'Aula del Senato (dove la maggioranza ha uno scarto molto risicato) ha approvato con 151 sì e 147 no e nessun astenuto una pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'opposizione. L'approvazione della pregiudiziale di costituzionalità, presentata da Forza Italia al decreto legge sugli sfratti comporta l'immediata cancellazione del provvedimento.

Protestano le associazioni degli inquilini . “Ricomincia da subito – commenta l'Unione Inquilini - il calvario per 200.000 famiglie, circa 600.000 persone in tutta Italia, alle cui porte busseranno nuovamente ufficiali giudiziari e forze dell'ordine”. L’Unione Inquilini aggiunge: “Persone povere, anziani, malati terminali, portatori d'handicap sono adesso nuovamente in balia della legge della giungla. Sappiano queste persone, e tutte le persone oneste che le ordinanze di sgombero potrebbero benissimo essere controfirmate dai 151 deputati della destra, Forza Italia in prima fila, che hanno votato una pregiudiziale dettata non dal rispetto della Costituzione italiana, ma dagli interessi delle rendita parassitaria della grande proprietà immobiliare”

Duri i sindacati Cgil, Cisl e Uil: “La scelta dell'opposizione difende gli interessi delle grandi proprietà immobiliari gettando in condizioni assolutamente drammatiche migliaia di famiglie soggette a sfratto”.

Ma l’opposizione è soddisfatta per l’esito della votazione. E chiede all’esecutivo di Prodi di prendere atto della sua crisi in Parlamento. “Senza il supporto dei senatori a vita – commenta il presidente dei senatori leghisti Roberto Castelli - la maggioranza è stata battuta. Ciò dimostra che in Senato il governo Prodi non ha la maggioranza”.

Il vice presidente dei senatori dell'Ulivo, Luigi Zanda ricorda che “è assolutamente fisiologico che qualsiasi assenza per malattia o per motivi di servizio renda ancor più esile la tenuta numerica della maggioranza” e che “in queste condizioni, dobbiamo considerare eccellente la coesione politica dell'Unione in Senato in questi primi sei mesi di legislatura”. Ma non nasconde che “quanto accaduto oggi fa emergere, però, un delicato problema istituzionale e cioè di come i senatori della maggioranza possano rappresentare il Senato della Repubblica nei diversi consessi internazionali presso i quali il Senato stesso li ha inviati in propria rappresentanza”. “Senza un chiaro accordo tra maggioranza e opposizione che renda “neutre” le missioni per servizio dei senatori, - è la conclusione del vice presidente del gruppo dell'Ulivo - è evidente come in questa legislatura tali missioni non siano più possibili”. (Inform)


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