PARLAMENTO
Senato: Governo battuto sul decreto di
proroga degli sfratti per i nuclei disagiati
Protestano le associazioni degli inquilini:
“Ricomincia da subito il calvario delle famiglie”.
Duri i sindacati Cgil Cisl e Uil
ROMA – Il Governo è stato battuto al Senato sul decreto
legge sugli sfratti. Varato dal governo il 22 settembre, stabiliva il blocco
degli sfratti per tre mesi per “i nuclei familiari non morosi, che abbiano un
reddito annuo non superiore a 27mila euro in cui siano presenti figli a carico,
o ultrasettantenni, o malati terminali, o disabili oltre il 66%”. Il decreto
era stato fortemente voluto dal Ministro per
Ma l'Aula del Senato (dove la maggioranza
ha uno scarto molto risicato) ha approvato con 151 sì e 147 no e nessun astenuto
una pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'opposizione. L'approvazione
della pregiudiziale di costituzionalità, presentata da Forza Italia al decreto
legge sugli sfratti comporta l'immediata cancellazione del provvedimento.
Protestano le associazioni degli inquilini
. “Ricomincia da subito – commenta l'Unione Inquilini - il calvario per 200.000
famiglie, circa 600.000 persone in tutta Italia, alle cui porte busseranno nuovamente
ufficiali giudiziari e forze dell'ordine”. L’Unione Inquilini aggiunge: “Persone
povere, anziani, malati terminali, portatori d'handicap sono adesso nuovamente
in balia della legge della giungla. Sappiano queste persone, e tutte le persone
oneste che le ordinanze di sgombero potrebbero benissimo essere controfirmate
dai 151 deputati della destra, Forza Italia in prima fila, che hanno votato
una pregiudiziale dettata non dal rispetto della Costituzione italiana, ma dagli
interessi delle rendita parassitaria della grande proprietà immobiliare”
Duri i sindacati Cgil, Cisl e Uil: “La scelta
dell'opposizione difende gli interessi delle grandi proprietà immobiliari gettando
in condizioni assolutamente drammatiche migliaia di famiglie soggette a sfratto”.
Ma l’opposizione è soddisfatta per l’esito
della votazione. E chiede all’esecutivo
di Prodi di prendere atto della sua crisi in Parlamento. “Senza il supporto
dei senatori a vita – commenta il presidente dei senatori leghisti Roberto Castelli
- la maggioranza è stata battuta. Ciò dimostra che in Senato il governo Prodi
non ha la maggioranza”.
Il vice presidente dei senatori
dell'Ulivo, Luigi Zanda ricorda che “è assolutamente fisiologico che qualsiasi
assenza per malattia o per motivi di servizio renda ancor più esile la tenuta
numerica della maggioranza” e che “in queste condizioni, dobbiamo considerare
eccellente la coesione politica dell'Unione in Senato in questi primi sei mesi
di legislatura”. Ma non nasconde che “quanto accaduto oggi fa emergere, però,
un delicato problema istituzionale e cioè di come i senatori della maggioranza
possano rappresentare il Senato della Repubblica nei diversi consessi internazionali
presso i quali il Senato stesso li ha inviati in propria rappresentanza”. “Senza
un chiaro accordo tra maggioranza e opposizione che renda “neutre” le missioni
per servizio dei senatori, - è la conclusione del vice presidente del gruppo
dell'Ulivo - è evidente come in questa legislatura tali missioni non siano più
possibili”. (Inform)