INFORM - N. 198 - 23 ottobre 2006


CINEMA D’IMPRESA

Convenzione tra Fiat e Cineteca Nazionale per conservazione e restauro di 25.000 pellicole di storia dell’Azienda

 

TORINO - La Fiat e l'Archivio Nazionale Cinema d'Impresa hanno firmato una convenzione per tutelare e valorizzare le 25.000 pellicole, su supporto di celluloide, dell'Archivio Storico Fiat.

L'accordo prevede il deposito delle pellicole nei cellari refrigerati dell'Archivio Nazionale Cinema d'Impresa, a Ivrea, e un programma congiunto di restauro e digitalizzazione. L'Archivio Nazionale Cinema d'Impresa è una struttura della Cineteca Nazionale, che conserva il deposito legale del cinema italiano.

Il progetto è stato realizzato con una convenzione tra Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Regione Piemonte, Comune di Ivrea e Telecom Italia S.p.a, che ha messo a disposizione come sede il complesso di edifici di Canton Vesco d'Ivrea, splendido esempio di architettura olivettiana.

L'Archivio Cinema d'Impresa nasce per contribuire alla catalogazione, all'analisi e alla valori zzazione dei documenti visivi realizzati in ambito d'impresa a partire dalle origini del cinema, che costituiscono oggi una fonte di primaria importanza per la ricostruzione della storia economica e sociale dell'Italia.

Gli impianti realizzati ad Ivrea rappresentano un punto di eccellenza nella tecnica di conservazione delle pellicole storiche, che vengono mantenute a basse temperature costanti, per evitare la decadenza dei supporti nel tempo.

I film dell'Archivio Storico Fiat coprono l'intero arco del Novecento, da Le officine di corso Dante, documentario di inizio secolo sulle lavorazioni nel primo stabilimento Fiat, a L'Autostop/Elegia russa (1990), mediometraggio pubblicitario del premio oscar Nikita Mikhalkov.

Sono immagini che raccontano una storia di prodotti e di lavoro: automobili, camion, trattori, treni, scavatori, aerei, dighe, lavatrici, frigoriferi...; l'arte di modellare il gesso prima della progettazione al computer; o il ciclo di lezioni La grammatica del fresatore (1960), prezioso repertorio di gesti e tecniche ormai irriconoscibili. Ma è anche la storia del rapporto fra un'impresa e il suo ambiente (dal

welfare aziendale degli anni Cinquanta - case, colonie, asili, mutua, dopolavoro, pellegrinaggi - all'evolversi della sensibilità sui temi dell'ecologia e della sicurezza), e fra cinema industriale e storia del cinema italiano e internazionale (al Cinefiat collaborarono, fra gli altri: Alessandro Blasetti, Vittorio Gassman, Claude Lelouch, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Valentino Orsini). (Inform)


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