ITALIANI
ALL’ESTERO
Salvatore Viglia intervista il senatore
Nino Randazzo (Ulivo)
“Il ponte sullo stretto si farà in tempi
diversi dalla amministrazione Cuffaro senza la presenza di elementi che inquinano
la vita pubblica italiana”
ROMA – Qui di seguito l’intervista rilasciata a Salvatore
Viglia dal senatore Nino Randazzo, eletto per la lista dell’Unione nella ripartizione
Africa-Asia-Oceania-Antartide.
Considerato
i suoi trascorsi letterari, scrittore di teatro, saggista, giornalista, traduttore
ecc., un senatore romantico non è una contraddizione in termini?
Non credo che sia una contraddizione per il semplice
fatto che io considero questo incarico come una estensione di quella che è stata
la mia attività professionale di 50 anni, cioè tutta la mia vita lavorativa.
Non vedo questa contraddizione perché, i vari processi della politica italiana,
mi sono stati noti da tempo immemorabile. Certo che vedere il meccanismo dall’interno,
è qualcosa di diverso. Estremamente interessante anche per poter, domani, tornando
all’attività giornalistica piena come spero e mi auguro,
avere una visione più equilibrata e più realistica di tutti i processi
della vita pubblica italiana.
Lei è siciliano
delle isole Eolie (ME). Il ponte sullo stretto di Messina è utile per i siciliani
e per l’economia italiana?
Direi di no, almeno in questo momento. Si tratta di priorità.
Il ponte sullo stretto non è certo una priorità nella situazione attuale, politica
ed economica del paese.
I ritardi che si accumulano in Sicilia, sono ritardi
spettacolari, spaventosi, che hanno fatto rinascere, negli ultimi tre anni,
il fenomeno dell’emigrazione in una forma eclatante. Si parla si decine di migliaia
di giovani che lasciano l’isola come ai tempi del grande esodo degli anni 50
e 60. E’, quella, una economia disastrata, ma soprattutto è una vita civile
ed anche un processo civico disastrato. Il ponte non è certo una priorità in
queste condizioni.
Asia, Africa,
Oceania, Antartide, gli italiani sono proprio ovunque?
Sì, anche in Antartide. Lì si fanno ricerche scientifiche
con qualcosa come 20 o 25 ricercatori italiani che, però, non hanno votato.
E’ interessante vedere che invece hanno votato gli italiani del medio oriente
che fanno parte di questa ripartizione. I primi dati che sono affluiti delle
elezioni di aprile, sono stati quelli dell’Iraq e dell’Afghanistan dove si è
registrato una gran maggioranza per il centrodestra. E’ stato un voto contro
tendenza perché per l’intera ripartizione, il centrosinistra, ha recuperato
immediatamente e direi in forma piuttosto straordinaria al di là delle aspettative.
Cosa l’assilla,
cosa la preoccupa e che pensa del suo nuovo ruolo di rappresentante al Senato?
Sono ancora un apprendista stregone qui. Fondamentale
è inserirsi nell’alveo dell’attività parlamentare senza concentrarsi eccessivamente
su quelle riguardanti solo gli italiani all’estero. Qui, noi, 12 deputati e
6 senatori, siamo senza vincolo di mandato ed è estremamente importante dimostrare
che ci stanno a cuore tutte le istanze nazionali italiane. Solo allora, solo
quando avremo dimostrato di poter operare in concreto con gli altri colleghi
parlamentari andando incontro a quelle che sono le aspettative e quelli che
sono i problemi della comunità nazionale italiana, potremo perorare più agevolmente
quelle istanze che interessano la collettività degli italiani all’estero come
l’apertura dei termini per la cittadinanza, l’occhio particolare per le nuove
generazioni, per le seconde e terze generazioni, per la trasmissione
di lingua e cultura ecc. Per queste nuove generazioni è importante uscire
da schemi assistenzialistici del passato. Dare maggiore considerazione alla
terza età che, nei paesi di emigrazione rappresenta il cuore vivo della collettività
italiana della prima generazione di emigrati. Essi sono stati totalmente ignorati.
Ci si è occupati dei giovani, delle nuove generazioni ma, gli anziani che hanno
bisogno di maggiori cure ed aiuti, li abbiamo dimenticati. Credo che dovremmo
sensibilizzare sia il governo, sia le parti politiche sulla presenza di queste
forme di generazioni. Sono stati proprio questi ultimi, gli anziani, che hanno
aperto le vie dell’emigrazione, sono stati loro gli autentici ambasciatori del
made in Italy nel mondo.
Diciotto eletti
all’estero, però in ordine sparso…
Direi che c’è una convergenza di vedute sui temi principali
come la cittadinanza, l’assistenza agli anziani, la trasmissione di lingua e
cultura, del recupero linguistico e culturale delle seconde e terze generazioni.
C’è un interesse trasversale. No, non siamo in ordine sparso. Anche perché,
tra l’altro, è proprio in preparazione, anzi, direi già quasi definita, la costituzione
di una commissione speciale per gli italiani all’estero composta da un gruppo
di 29 senatori per affrontare le tematiche che più stanno a cuore e al gruppo
dei 18 e alle comunità italiane all’estero. Perciò non siamo in ordine sparso.
Ci sono delle realtà variegate in ordine al mondo dell’emigrazione, sappiamo
benissimo che i problemi degli italiani in America Latina sono ben diversi da
quelli di nazioni più stabili, per esempio, dell’America del nord. Stiamo agendo
con senso di concretezza ed anche in direzione e forma unitaria.
Lei è molto
seguito nella sua circoscrizione estero, molto letto, vuole mandare un messaggio
ai suoi elettori?
Il mio messaggio è stato sempre quello di grande attenzione
alle problematiche degli italiani all’estero cercando di uscire dagli schemi
dell’assistenzialismo degli anni 50 e 60. E’ in programma, con il vice ministro
Danieli e l’on. Marco Fedi, un viaggio nella mia circoscrizione Estero, infatti,
per giovedì 26 ottobre, sarò onorato di presentare il vice ministro ai miei
elettori. La considerazione più importante da fare oggi è che la rappresentanza
parlamentare degli italiani all’estero deve essere ancorata alle varie sfaccettature
della politica italiana. Occorre dimenticare, una volta per sempre, certe tesi
e teorie sulla apoliticità degli italiani all’estero. Essi hanno un coscienza
civica che si forma regolarmente grazie alla voglia che hanno di informarsi.
In Australia sono presenti due quotidiani, non mensili o settimanali, parlo
ovviamente della mia circoscrizione. C’è, bene o male, accesso a Rai International
ed addirittura ai canali della Tv pubblica italiana, C’è accesso ai giornali
italiani dei quali, Il Corriere delle Sara e
Abbiamo capito
bene? Sta dicendo che gli eletti all’estero devono avere una connotazione politica
ben definita e non prescinderne?
Esattamente. Guai a restare senza ancoraggi, saremmo
una legione straniera. Saremmo degli zombies. Infatti, questa è stata l’essenza
di un diverbio, di uno scambio costante con l’ex ministro Mirko Tremaglia il
quale parlava di una “apoliticità” degli italiani all’estero. Più di una volta
l’ho affrontato anche di persona per dirgli: «Ma ministro, cosa intende per
apoliticità? Ma cosa saranno questi 18 eletti tra un migliaio di altri eletti,
dove saranno i loro ancoraggi? – sono arrivato a dirgli una volta, irritandolo
ovviamente perché facilmente collerico- cominci a dare lei l’esempio per primo,
si dimetta dal suo partito e si presenti come indipendente». Questo non gli
ha fatto piacere, ma il disastro del suo approccio è stato proprio quando ha
voluto presentare una sua lista, qualcosa che non stava né in cielo né in terra,
con i risultati che tutti conosciamo contribuendo a polverizzare il voto del
centrodestra ovunque nel mondo.
A quando i primi
risultati della vostra presenza? Gli italiani all’estero si stanno scoraggiando
Non si può ancora pretendere un’azione incisiva e coordinata
del gruppo dei 18. Stiamo agendo in concerto con il resto delle forze parlamentari
alle quali apparteniamo e dico che, man mano che la nostra presenza si radicherà
maggiormente qui, nei cosiddetti palazzi , potremo sensibilizzare sia le parti
politiche sia l’opinione pubblica italiana alle problematiche di cui ci facciamo
latori. E’ difficile dare un giudizio o fare delle previsioni su quella che
sarà l’efficacia della nostra presenza nel mondo politico italiano. E’ un po’
come per i cavalli, vanno giudicati all’arrivo e non alla partenza. (Salvatore
Viglia-www.l’ideale.it/Inform)