STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“
L’Italia all’Onu e il Venezuela
CARACAS
- Prudenza diplomatica? Senz’altro, ma in questa occasione, forse, anche una
buona dosi di sensibilità verso i nostri connazionali. L’atteggiamento dell’Italia
nelle Nazioni Unite, a proposito della polemica votazione che vede il Venezuela
ed il Guatemala affrontarsi per il seggio nel Consiglio di Sicurezza, può
considerarsi l’inizio di una nuova tappa nelle relazioni internazionali.
Per
il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, sarebbe stato forse molto più semplice
dare ascolto all’estrema sinistra salottiera, che vorrebbe un appoggio incondizionato
al Venezuela in questo confronto diplomatico con l’egemonia nordamericana; o
farsi convincere dal centrodestra borghese e conservatore, che considera indispensabile
l’alleanza cieca e senza limiti con gli Stati Uniti.
In
altre parole, l’estrema sinistra dell’Unione suggeriva uno schieramento con
il Venezuela, con i grandi produttori del petrolio nonchè con
Da
un canto, quindi, sostenere il Guatemala, che ancora oggi deve fare i conti
con gli orribili crimini commessi durante la repressione militare e dall’altro
scommettere sul Venezuela, i cui alleati - tanti anche se non tutti ovviamente
- sono quanto di peggio ci sia. Per esempio, l’Iran di Ahmadinejad e
Nella
decisione del ministro D’Alema, che temporeggia pur avendo fatto sapere che
comunque una decisione non favorirebbe mai il Venezuela per le sue posizioni
estremiste, senz’altro hanno pesato tre ragioni: curiosità di sapere quanto
può condizionare la “diplomazia del petrolio” del Presidente Chávez, quanto
sia in declino l’egemonia nordamericana in questa parte dell’America e quanto
sia importante per la classe politica italiana la “questione Chávez”.
Ma
più di tutto ciò, preferiamo pensare
che nella risolutezza diplomatica del ministro D’Alema abbia avuto un peso specifico
la nostra presenza in Venezuela e quella dei nostri rappresentanti nei due Parlamenti.
Se è evidente, per tantissime ragioni e non solo per quelle esposte fin
qui, che l’Italia non può sostenere il Venezuela nella sua battaglia per il
seggio nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu, lo è anche che abbandonare la strategia
dell’astensione avrebbe una profonda conseguenza sulla nostra Collettività in
termini sociali e sulle relazioni tra i due Paesi in termini economici. E questo
oggi, è evidente, sono considerazione alle quali non può essere estraneo chi,
nella Farnesina, traccia le trame della diplomazia italiana. (Mauro Bafile-La Voce d’Italia/Inform)