INTERVENTI
Graziano Tassello: I risultati del voto
e la capacità propositiva del parlamentari eletti nella circoscrizione Estero
BASILEA - Non risultano ancora chiare le strategie che
il nuovo governo intende perseguire a favore delle comunità italiana all’estero,
anche perché l’iter della finanziaria risulta tutto in salita e i tagli da apportare
non fanno ben sperare, sebbene non manchino segnali di attenzione ai problemi
delle comunità italiane all’estero, come il problema della no-tax area.
A livello comportamentale si registra una chiara presa
di distanza da gesti e modi di affrontare la sfida migratoria tipici dei precedenti
governi. Ne sono prova gli incontri e le dichiarazioni del vice ministro Danieli
a New York in occasione del Columbus Day. Graziella Bidona di America Oggi commenta:
il vice ministro “non parlerà di patria e di tricolore, non organizzerà premi
dell’Italia nel Mondo all’altare della Patria e non farà molti seminari. Decisamente
contro ogni spreco che porta ad inutili programmi inaccettabili e contro ogni
dispersione di importanti risorse economiche”.
Per giudicare correttamente l’evoluzione delle politiche
migratorie non va tuttavia dimenticato un fattore determinante: l’introduzione
del voto per corrispondenza, che ha prodotto profonde trasformazioni nelle comunità.
Ogni avvenimento assume valenza partitica per cui, allo stato attuale delle
cose, è difficile introdurre argomentazioni ragionate che portino alla ricerca
spassionata del bene comune. Si predilige invece svolgere il ruolo di guardiani
dei partiti, correndo il rischio di lasciare ai margini come velleitario lo
spirito di ricerca autonoma.
Questo clima di scontro strutturale tra due fazioni si
respira ovviamente e soprattutto nel CGIE. Nella recente assemblea generale
si è dissertato di riforme e di finanziaria, ma la preoccupazione vera era quella
di testare la capacità offensiva dei due schieramenti in vista delle prossime
nomine di dicembre.
Come accennato, le votazioni politiche hanno avuto come
effetto immediato quello di eliminare lo spirito del dialogo e di scegliere
la via dello scontro su tutto. E anche la finanziaria rischia di trasformarsi
in una lotta tra due poli, tralasciando
di sondare quale debba essere l’interesse vero da perseguire a favore delle
comunità, senza con questo escludere che la comunità italiana all’estero debba
condividere i sacrifici imposti agli italiani per poter rispettare i parametri
dell’Unione europea.
Nei confronti degli italiani all’estero si esige un segnale
diverso.
La finanziaria costituisce il primo vero banco di prova
dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero. Dopo i primi cento giorni
di luna di miele – sebbene per i “nostri” parlamentari questo tempo di felicità
è stato speso a coscientizzare i colleghi su una realtà che per molti di loro
costituiva al massimo un argomento davanti al bancone del bar – vogliamo capire
se i deputati e senatori saranno capaci di salvaguardare alcune priorità inderogabili
per non correre il rischio di trasformare in retorica il loro reiterato impegno
prioritario a favore della comunità.
Michele Schiavone, segretario dei DS in Europa e membro
eletto del CGIE Svizzera, scrive: “Nella discussione sulla manovra vorremmo
che si tenesse conto che nell’ultimo lustro i sacrifici compiuti e i tagli subiti
dagli italiani all’estero sono stati considerevoli, e che oggi pur nel rispetto
dei tratti qualificanti di questa finanziaria, che vuole essere di equità, di
rigore e di sviluppo, le nostre comunità sono già attaccate al tubo della sopravvivenza…
I nuovi strumenti di legislazione dovranno assicurare e moltiplicare le iniziative
di insegnamento e diffusione della lingua e cultura italiana ed i corsi di formazione
professionale, dovranno favorire un’informazione pluralistica, senza penalizzare
gli interventi di solidarietà a difesa dei pensionati, delle fasce più deboli
in situazione di indigenza, in particolare le nostre comunità in America Latina
ed i nuovi fenomeni di nuove povertà ‘working poor’ che da tempo si manifestano
nei paesi occidentali, quali
Sarebbe grave se il governo Prodi continuasse sulla strada
di tagli che colpiscono gangli vitali degli interessi delle comunità italiane
all’estero, condannando per sempre alla emarginazione una componente che in
tante recenti occasioni era stata definita vitale per la nazione. Occorre pertanto,
accanto ad una finanziaria giusta nei confronti degli italiani all’estero, la
formulazione di una chiara strategia a medio e lungo termine che ridefinisca
priorità e progettualità soprattutto in campo scolastico e culturale. In questa
ricerca di equità per il presente e di innovazione per il futuro ci aspettiamo
di avere come compagni di viaggio coraggiosi ed innovatori quei parlamentari
eletti nella circoscrizione Estero che intendono essere fedeli alla comunità,
senza lasciarsi plagiare da nessuno. Altrimenti si corre il rischio che al di
là della concessione dei passaporti – un percorso ad ostacoli che in alcuni
paesi rasenta il paradosso – la vera e unica politica a favore delle comunità
sia giocata dalle regioni, che non sono tanto interessate ai problemi culturali
e sociali quanto piuttosto al marketing di prodotti locali e al turismo di ritorno.
Le recenti operazioni portate avanti dalla Campania e dalla Lombardia a New
York con un notevole investimento di capitali è un segnale chiaro a questo proposito,
e a ben poco valgono le rimostranze del ministro Bonino, che di emigrazione
italiana finora non si è molto interessata. (Graziano Tassello*-Inform)
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Direttore CSERPE Basilea, Presidente Commissione Scuola e Cultura del CGIE