INFORM - N. 198 - 23 ottobre 2006


INTERVENTI  

Graziano Tassello: I risultati del voto e la capacità propositiva del parlamentari eletti nella circoscrizione Estero

 

BASILEA - Non risultano ancora chiare le strategie che il nuovo governo intende perseguire a favore delle comunità italiana all’estero, anche perché l’iter della finanziaria risulta tutto in salita e i tagli da apportare non fanno ben sperare, sebbene non manchino segnali di attenzione ai problemi delle comunità italiane all’estero, come il problema della no-tax area.

A livello comportamentale si registra una chiara presa di distanza da gesti e modi di affrontare la sfida migratoria tipici dei precedenti governi. Ne sono prova gli incontri e le dichiarazioni del vice ministro Danieli a New York in occasione del Columbus Day. Graziella Bidona di America Oggi commenta: il vice ministro “non parlerà di patria e di tricolore, non organizzerà premi dell’Italia nel Mondo all’altare della Patria e non farà molti seminari. Decisamente contro ogni spreco che porta ad inutili programmi inaccettabili e contro ogni dispersione di importanti risorse economiche”.

Per giudicare correttamente l’evoluzione delle politiche migratorie non va tuttavia dimenticato un fattore determinante: l’introduzione del voto per corrispondenza, che ha prodotto profonde trasformazioni nelle comunità. Ogni avvenimento assume valenza partitica per cui, allo stato attuale delle cose, è difficile introdurre argomentazioni ragionate che portino alla ricerca spassionata del bene comune. Si predilige invece svolgere il ruolo di guardiani dei partiti, correndo il rischio di lasciare ai margini come velleitario lo spirito di ricerca autonoma.

Questo clima di scontro strutturale tra due fazioni si respira ovviamente e soprattutto nel CGIE. Nella recente assemblea generale si è dissertato di riforme e di finanziaria, ma la preoccupazione vera era quella di testare la capacità offensiva dei due schieramenti in vista delle prossime nomine di dicembre.

Come accennato, le votazioni politiche hanno avuto come effetto immediato quello di eliminare lo spirito del dialogo e di scegliere la via dello scontro su tutto. E anche la finanziaria rischia di trasformarsi in una lotta  tra due poli, tralasciando di sondare quale debba essere l’interesse vero da perseguire a favore delle comunità, senza con questo escludere che la comunità italiana all’estero debba condividere i sacrifici imposti agli italiani per poter rispettare i parametri dell’Unione europea.

Nei confronti degli italiani all’estero si esige un segnale diverso.

La finanziaria costituisce il primo vero banco di prova dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero. Dopo i primi cento giorni di luna di miele – sebbene per i “nostri” parlamentari questo tempo di felicità è stato speso a coscientizzare i colleghi su una realtà che per molti di loro costituiva al massimo un argomento davanti al bancone del bar – vogliamo capire se i deputati e senatori saranno capaci di salvaguardare alcune priorità inderogabili per non correre il rischio di trasformare in retorica il loro reiterato impegno prioritario a favore della comunità.

Michele Schiavone, segretario dei DS in Europa e membro eletto del CGIE Svizzera, scrive: “Nella discussione sulla manovra vorremmo che si tenesse conto che nell’ultimo lustro i sacrifici compiuti e i tagli subiti dagli italiani all’estero sono stati considerevoli, e che oggi pur nel rispetto dei tratti qualificanti di questa finanziaria, che vuole essere di equità, di rigore e di sviluppo, le nostre comunità sono già attaccate al tubo della sopravvivenza… I nuovi strumenti di legislazione dovranno assicurare e moltiplicare le iniziative di insegnamento e diffusione della lingua e cultura italiana ed i corsi di formazione professionale, dovranno favorire un’informazione pluralistica, senza penalizzare gli interventi di solidarietà a difesa dei pensionati, delle fasce più deboli in situazione di indigenza, in particolare le nostre comunità in America Latina ed i nuovi fenomeni di nuove povertà ‘working poor’ che da tempo si manifestano nei paesi occidentali, quali la Svizzera”.

La IV Commissione del CGIE ha ribadito che il futuro della politica migratoria si gioca nella partita della promozione della lingua e della cultura italiane. In questo settore tagli sostanziali significherebbero la morte di ogni progettualità. Ma accanto alle risorse, occorre anche introdurre un modo nuovo di fare politica culturale poiché la parcellizzazione di interventi in atto produce inutili sprechi e un depauperamento dell’intero sistema. Si sta perpetuando una situazione cronica che sembra far parte del DNA della politica scolastica e culturale a favore degli italiani all’estero.

Sarebbe grave se il governo Prodi continuasse sulla strada di tagli che colpiscono gangli vitali degli interessi delle comunità italiane all’estero, condannando per sempre alla emarginazione una componente che in tante recenti occasioni era stata definita vitale per la nazione. Occorre pertanto, accanto ad una finanziaria giusta nei confronti degli italiani all’estero, la formulazione di una chiara strategia a medio e lungo termine che ridefinisca priorità e progettualità soprattutto in campo scolastico e culturale. In questa ricerca di equità per il presente e di innovazione per il futuro ci aspettiamo di avere come compagni di viaggio coraggiosi ed innovatori quei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero che intendono essere fedeli alla comunità, senza lasciarsi plagiare da nessuno. Altrimenti si corre il rischio che al di là della concessione dei passaporti – un percorso ad ostacoli che in alcuni paesi rasenta il paradosso – la vera e unica politica a favore delle comunità sia giocata dalle regioni, che non sono tanto interessate ai problemi culturali e sociali quanto piuttosto al marketing di prodotti locali e al turismo di ritorno. Le recenti operazioni portate avanti dalla Campania e dalla Lombardia a New York con un notevole investimento di capitali è un segnale chiaro a questo proposito, e a ben poco valgono le rimostranze del ministro Bonino, che di emigrazione italiana finora non si è molto interessata. (Graziano Tassello*-Inform)

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* Direttore CSERPE Basilea, Presidente Commissione Scuola e Cultura del CGIE


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