INFORM - N. 197 - 20 ottobre 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Nathaly Gotera e i suoi due figli Renzo e Domenico, di 9 e 12 anni, erano stati rapiti il 3 ottobre

Sequestri, blitz della polizia e liberata la famiglia Festa

"Stanno tutti bene" conferma l'ambasciata, che ringrazia la GN per la "brillante operazione" che ha portato alla felice conclusione della vicenda. Arrestati i due carcerieri

 

CARACAS - Dopo 16 giorni di prigionia, Nathaly Gotera in Festa e i suoi due figli Renzo e Domenico, di 9 e 12 anni, sono stati liberati grazie a un'operazione condotta dalla Guardia Nacional e dal Cicpc. Mentre scriviamo non sono stati ancora stati resi noti i particolari del blitz della polizia, avvenuto alle 15.45 in un punto a una ventina di  chilometri da San Cristóbal, a eccezione dei dati più importanti: tutto si è svolto senza sparatorie, gli ostaggi sono in buone condizioni e i due uomini che li tenevano prigionieri, in un  luogo a una ventina di chilometri da San Cristóbal, sono stati arrestati.

L'ambasciata italiana ha espresso la propria soddisfazione per la "brillante operazione" condotta dalla polizia, premurandosi di inviare un sentito ringraziamento al generale Escalante della Guardia Nacional e agli uomini del GAES (gruppo antisequestri e antiestorsione); ha quindi confermato la buona salute degli ostaggi, aggiungendo che "non sono stati maltrattati" dai loro carcerieri. Nathaly, Renzo e Domenico erano stati rapiti lo scorso 3 ottobre nella capitale del Táchira. La donna è sposata con Domenico Festa, 40 anni, cittadino italiano, i cui genitori sono originari di Napoli (il papà) e del padovano (la mamma). Questo dato ha attivato l’intervento della missione antisequestro presso l’ambasciata italiana a Caracas, recatasi più volte nel Táchira per seguire le indagini.

L'operazione di polizia che ha portato alla felice conclusione della vicenda ha avuto un prologo nei giorni scorsi, quando in un barrio di San Cristóbal sono stati arrestati degli uomini legati alla banda di sequestratori, che poi hanno collaborato con gli inquirenti. Fino a oggi, sono stati effettuati nove arresti, tutti nell’ambiente della criminalità comune; ma gli inquirenti ritengono che diversi responsabili del sequestro siano ancora a piede libero: le indagini proseguono. (La Voce d’Italia/Inform)


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