INFORM - N. 197 - 20 ottobre 2006


ITALIANI ALL’ESTERO

Telefonata del fotoreporter all'ospedale di Emergency a Lashkargah

Gabriele Torsello: “Sto bene ma sono preoccupato”

D’Alema: “Pronti a fare tutto ciò che è ragionevole per liberare il connazionale. Non possiamo che rilanciare l’appello affinché si possa aprire un dialogo ragionevole”

 

ROMA – “Sto bene ma sono preoccupato”. Alle 18.30 ora italiana di ieri (le ore 21 in Afghanistan) l'ospedale di Emergency a Lashkargah ha ricevuto una nuova telefonata del fotoreporter Gabriele Torsello, sequestrato il 12 ottobre.

Torsello ha parlato con il responsabile della sicurezza della struttura, Rahmatullah Hanefi, e ha confermato la scadenza dell'ultimatum di domenica sera. L’ultimatum prevedeva all’inizio il rimpatrio di Abdul Rahman (il cittadino afgano convertito al cristianesimo e ospitato in Italia perché condannato a morte in Afghanistan). Poi i sequestratori hanno cambiato la condizione e per il rilascio di Torsello hanno chiesto il ritiro del contingente italiano dall'Afghanistan. Della telefonata di Torsello ha dato notizia il sito di PeaceReporter. L'agenzia, vicina all’organizzazione di Emergency,  ha annunciato anche che “pur rimanendo in stretto contatto con le sue fonti a Lashkargah”, non fornirà più informazioni su “presunte o possibili trattative tra il governo italiano e i sequestratori di Gabriele Torsello”'. Nella nota di  PeaceReporter si legge che “le precedenti richieste dei sequestratori erano state pubblicate come condizione stessa dell'avvio di un dialogo che speriamo continui in modo utile per Gabriele Torsello”. “Crediamo – prosegue  la nota dell’agenzia -  che il valore della vita di un uomo sia più alto rispetto al valore di notizie circa richieste di rapitori o risposte di chi ha il compito, e il dovere, di salvare un cittadino italiano rapito in un paese straniero”. “Per questo – conclude la nota - per facilitare una possibile ma difficile trattativa, abbiamo deciso di limitarci a riportare le notizie che riguardano la salute e le condizioni di Gabriele Torsello”.

La famiglia di Torsello, originario di Alessano (Lecce) continua a vivere nell’angoscia. Ma “confidiamo nella Farnesina – ha detto il padre di Gabriele Torsello - che continua a ripeterci di stare tranquilli. Certo, non è facile, perché i sequestratori sono sempre persone che non sappiamo come si comporteranno ma dentro di me c'è questa grande forza che mi dice che tutto andrà per il meglio, anche perché confido nel grande coraggio di Gabriele. Questo però non vuol dire che io non sia preoccupato”.

E la Farnesina è pronta “a fare tutto ciò che è ragionevole per salvare una vita umana e liberare il connazionale rapito. Non possiamo che rilanciare un appello affinché si possa aprire un dialogo ragionevole”. Lo ha detto il Vice presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Massimo D'Alema ieri a margine dell'incontro con il Ministro degli Estreri di Algeria Mohamed Bedjaoui.

“E' difficile – ha spiegato - giudicare la natura delle richieste avanzate dai rapitori, perché ci arrivano attraverso le organizzazioni umanitarie, che svolgono meritevolmente un compito di tramite, ma rendono a noi più difficile avere dei riscontri” . “E’ evidente - ha aggiunto il Ministro D'Alema - che la natura di queste richieste è mutata nel giro di poche ore, ed appare più una natura di tipo propagandistica che una effettiva base per un negoziato”.

Intanto ieri sera a Lecce un centinaio di persone hanno partecipato alla fiaccolata organizzata per chiedere la liberazione di Gabriele Torsello. Come annunciato, non c'erano il padre, la madre e le quattro sorelle di Gabriele (la moglie e il figlio di 4 anni si trovano in Austria), che hanno preferito rimanere a casa.(Inform)


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