SOLIDARIETA’
Grazie all’opera
della Ong bergamasca Cesvi e dell’ambasciata, aperta la prima di tre strutture
che daranno sostegno ai “giovani a rischio sociale” della città di Caracas
A Caracas, una casa
“italiana” per i niños de la calle
CARACAS – Si è tenuta
ieri la cerimonia d’inaugurazione della comunità pedagogica “
La comunità “Edad de
Oro” ha sede in un’accogliente palazzina a due piani, verniciata di fresco,
con nuovi sanitari, nuova cucina, nuovi elettrodomestici, nuovo mobilio, alcuni
computer. Le sue pareti sono state appena imbiancate con colori chiari, all’interno
è luminosa, fresca, i mobili sono rustici, in legno; l’impressione è di essere
in una posada di campagna. Prima, questa palazzina,situata sulle Terrazasde
Las Acacias a ridosso del barrio
Non è l’unico progetto
di rilevanza sociale che stiamo portando avanti, tiene a precisare l’ambasciatore
Gerardo Carante: nell’oriente si insegna ai contadini come trarre il massimo
profitto dal rinomato cacao venezolano, in occidente si fa lo stesso per il
caffè, la stessa Cesvi, qui a Caracas, ha in corso un progetto di recupero per
le giovani prostitute. Le iniziative promosse dall’ambasciata italiana sono
in “contatto diretto con il popolo”, anche perché al governo di un paese considerato
– come il Venezuela – ricco, spiega Carante, il Mae non fornisce finanziamenti;
“speriamo di ampliare” questo tipo d’interventi, visto che uno dei pochi capitoli
della spesa italiana che non sono stati ridotti dalla Finanziaria – sottolinea
l’ambasciatore – è proprio quello della cooperazione internazionale.
A seguire i lavori per
conto dell’ambasciata è stato l’architetto Giordanobruno Vénier: “Ci abbiamo
messo due mesi, alla fine tutto è venuto a regola d’arte” commentava soddisfatto,
mentre le autorità si esibivano nei discorsi di prammatica. Per l’Italia ha parlato l’addetto commerciale
Nicola De Santis; per l’Alcaldía Mayor il vice di Juan Barreto (trattenuto altrove
per un’improvvisa “riunione con la vicepresidenza”), che ha ringraziato gli
italiani, “popolo fratello”. Tutta la cerimonia d’inaugurazione si è svolta
in un inevitabile clima elettorale, tra flanelas rojas e slogan chavisti.
Comunque la pensiate, il dato forse più importante è quello che si compiaceva
di osservare l’architetto Franco Vincelli, titolare della ditta che ha eseguito
i lavori (