INFORM - N. 195 - 18 ottobre 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Dal “Corriere Canadese, 17 ottobre 2007

Turano: “Prima di Natale verrò in Canada”

Il senatore: “Le priorità sono la cittadinanza, i consolati, la lingua italiana, la cultura e la Rai

 

ROMA - C'è entusiasmo e orgoglio in Renato Turano, senatore neo eletto nel Nordamerica per rappresentare una parte degli italiani all'estero nel parlamento italiano. Ma non solo questo, c'è determinazione. C'è l'impegno di chi sa che è stato eletto per portare a compimento un incarico e che non si perde nelle segreterie dei partiti a intessere inciuci. Qui c'è la personalità di un uomo abituato a rimboccarsi le maniche e a lavorare. Come ha fatto la stragrande maggioranza di chi è emigrato e ha sudato le famose "sette camicie" all'estero, spesso ingoiando insulti e discriminazioni.

«Mio padre diceva - ricorda Turano -, forse un giorno andrai in Italia», non l'ha potuto vedere da questo mondo, ma è stato profetico. Ne sarebbe stato orgoglioso».

Il senatore, nel descrivere cosa prova in questo nuovo ruolo e nel tracciare un primo bilancio della sua attività parlamentare, usa solo superlativi. Ma sta con i piedi per terra.

«Esperienza fantastica, va tutto benissimo», afferma. «Avevo un po' di emozione all'inizio e, andando per la prima volta in parlamento con mia moglie, sono stato preso da un'emozione grandissima».

L'emozione di cui parla il senatore è la stessa che prende alla gola tutti gli altri emigrati che finalmente tornano "a casa", nella famiglia dei propri padri, realizzando un sogno antico. A volte coltivato per generazioni.

«In passato - sottolinea il senatore dell'Illinois nato a Castrolibero in provincia di Cosenza nel 1942 -, noi dell'estero ci rivolgevamo a tutti nel parlamento italiano per essere ascoltati, oggi invece abbiamo dei nostri rappresentanti. Oggi facciamo disegni di legge e sviluppiamo nuovi rapporti».

È una specie di dichiarazione d'amore che sottolinea l'importanza del nuovo e più intenso legame con l'Italia. Non più da spettatori, da lontano, come avveniva un tempo, ma da attori, da Roma..
Nel programma immediato del senatore Turano c'è la definizione della Finanziaria, per capire quanti fondi verranno assegnati per sviluppare l'attività all'estero, inoltre, lo sviluppo di tutti i progetti concordati col viceministro con delega a Italiani nel Mondo, Franco Danieli e a breve anche un viaggio in Canada.

«Speravamo di venire a Toronto e a Montréal col senatore Danieli mentre si trovava a New York per il Columbus Day - dice Turano -, ma non ce l'abbiamo fatta perché il martedì dovevamo essere già al Senato. Ma io verrò di sicuro prima di Natale e mi auguro che anche il viceministro ce la faccia».

Il senatore dell'Illinois parla anche dei rapporti col viceministro Italiani nel Mondo: «I rapporti con Danieli sono ottimi. Lo abbiamo voluto tutti noi dell'estero perché conosce molto bene la nostra realtà. È stata una nostra scelta. I suoi programmi sono i nostri, di tutti i parlamentari eletti all'estero». «Da Prodi poi, abbiamo avuto l'opportunità di avere un viceministro con portafoglio - aggiunge Turano -, mentre, al contrario, Tremaglia aveva il ministero senza portafoglio. Ora con questa Finanziaria abbiamo già avuto 14 milioni di euro in più rispetto a prima e ancora non abbiamo definito con la Finanziaria l'importo totale per la nostra attività. Vedremo».

C'è sintonia e serietà fra i parlamentari esteri «ci incontriamo ogni due settimane - continua il senatore - per parlare dei nostri problemi, che sono gli stessi per tutti noi. Siamo molto uniti perché vogliamo dare una buona impressione».

Il senatore dell'Illinois indica le priorità che sono: «Risolvere il problema della cittadinanza, fare una ristrutturazione dei consolati per migliorare i servizi anche assumendo personale locale che conosce meglio la realtà. Infine - sottolinea il senatore Turano -, sviluppare la conoscenza della lingua italiana».

Quest'ultimo aspetto è «sacro», aggiunge, «perché altrimenti col passare delle generazioni perdiamo, la nostra eredità. Al contrario bisogna mantenere i rapporti con la nostra cultura d'origine».

Parlando delle nuove generazioni, Turano dice che queste «sono più preparate delle precedenti, di come eravamo noi. E per loro vedo un grande futuro. In loro c'è serietà e pertanto vorrei che l'Italia sviluppasse delle joint venture fra giovani professionisti italiani e americani. In Italia c'è l'artigianato, che invece in America si è perso, mentre, negli Usa c'è il marketing. Possiamo mettere insieme queste caratteristiche e sviluppare delle attività specialmente nel Sud Italia». «Possiamo sviluppare degli scambi fra le università del Nordamerica e quelle italiane. Non solo scambio di studenti - continua Turano - ma anche di docenti, di idee e di programmi».

Nel programma del senatore ci sono delle proposte di legge per quanto riguarda sia gli anziani e il problema delle pensioni che l'aiuto che si può dare ai giovani. Ma avverte: «Non vogliamo mettere tanta carne sul fuoco e poi non concludere». «Certo - aggiunge - ci sono delle cose importantissime da risolvere come l'informazione con la Rai e i collegamenti dell'Alitalia, che, ad esempio non opera su Montréal».

Il senatore Turano non vuole avere molte cose da fare per paura di non riuscire a portare a termine i programmi. Ma, guardando ai rapporti con l'Atlantico, come ha indicato Massimo D'Alema incontrando gli ambasciatori in occasione della celebrazione del 12 ottobre, i settori da sviluppare sono tanti e dice: «L'Italia guarda agli italiani all'estero per promuovere fuori dal Paese tutto il sistema Italia. Non ci sono solo gli alimentari, ma anche la meccanica, l'ingegneria, la moda, la musica e la cultura in generale». «Noi dal Nordamerica possiamo sviluppare la cultura di ritorno, ad esempio possiamo promuovere verso l'Italia il turismo. Noi del Nordatlantico rappresentiamo senz'altro il potenziale più grosso». (Niccolò Marras-Corriere Canadese/Inform)


Vai a: