STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Dal
“Corriere Canadese, 17 ottobre 2007
Turano: “Prima di Natale verrò in Canada”
Il senatore: “Le priorità sono la cittadinanza,
i consolati, la lingua italiana, la cultura e
ROMA - C'è entusiasmo e orgoglio in Renato Turano, senatore
neo eletto nel Nordamerica per rappresentare una parte degli italiani all'estero
nel parlamento italiano. Ma non solo questo, c'è determinazione. C'è l'impegno
di chi sa che è stato eletto per portare a compimento un incarico e che non
si perde nelle segreterie dei partiti a intessere inciuci. Qui c'è la personalità
di un uomo abituato a rimboccarsi le maniche e a lavorare. Come ha fatto la
stragrande maggioranza di chi è emigrato e ha sudato le famose "sette camicie"
all'estero, spesso ingoiando insulti e discriminazioni.
«Mio padre diceva - ricorda Turano -, forse un giorno
andrai in Italia», non l'ha potuto vedere da questo mondo, ma è stato profetico.
Ne sarebbe stato orgoglioso».
Il senatore, nel descrivere cosa prova in questo nuovo
ruolo e nel tracciare un primo bilancio della sua attività parlamentare, usa
solo superlativi. Ma sta con i piedi per terra.
«Esperienza fantastica, va tutto benissimo», afferma.
«Avevo un po' di emozione all'inizio e, andando per la prima volta in parlamento
con mia moglie, sono stato preso da un'emozione grandissima».
L'emozione di cui parla il senatore è la stessa che prende
alla gola tutti gli altri emigrati che finalmente tornano "a casa",
nella famiglia dei propri padri, realizzando un sogno antico. A volte coltivato
per generazioni.
«In passato - sottolinea il senatore dell'Illinois nato
a Castrolibero in provincia di Cosenza nel 1942 -, noi dell'estero ci rivolgevamo
a tutti nel parlamento italiano per essere ascoltati, oggi invece abbiamo dei
nostri rappresentanti. Oggi facciamo disegni di legge e sviluppiamo nuovi rapporti».
È una specie di dichiarazione d'amore che sottolinea
l'importanza del nuovo e più intenso legame con l'Italia. Non più da spettatori,
da lontano, come avveniva un tempo, ma da attori, da Roma..
Nel programma immediato del senatore Turano c'è la definizione della Finanziaria,
per capire quanti fondi verranno assegnati per sviluppare l'attività all'estero,
inoltre, lo sviluppo di tutti i progetti concordati col viceministro con delega
a Italiani nel Mondo, Franco Danieli e a breve anche un viaggio in Canada.
«Speravamo di venire a Toronto e a Montréal col senatore
Danieli mentre si trovava a New York per il Columbus Day - dice Turano -, ma
non ce l'abbiamo fatta perché il martedì dovevamo essere già al Senato. Ma io
verrò di sicuro prima di Natale e mi auguro che anche il viceministro ce la
faccia».
Il senatore dell'Illinois parla anche dei rapporti col
viceministro Italiani nel Mondo: «I rapporti con Danieli sono ottimi. Lo abbiamo
voluto tutti noi dell'estero perché conosce molto bene la nostra realtà. È stata
una nostra scelta. I suoi programmi sono i nostri, di tutti i parlamentari eletti
all'estero». «Da Prodi poi, abbiamo avuto l'opportunità di avere un viceministro
con portafoglio - aggiunge Turano -, mentre, al contrario, Tremaglia aveva il
ministero senza portafoglio. Ora con questa Finanziaria abbiamo già avuto 14
milioni di euro in più rispetto a prima e ancora non abbiamo definito con
C'è sintonia e serietà fra i parlamentari esteri «ci
incontriamo ogni due settimane - continua il senatore - per parlare dei nostri
problemi, che sono gli stessi per tutti noi. Siamo molto uniti perché vogliamo
dare una buona impressione».
Il senatore dell'Illinois indica le priorità che sono:
«Risolvere il problema della cittadinanza, fare una ristrutturazione dei consolati
per migliorare i servizi anche assumendo personale locale che conosce meglio
la realtà. Infine - sottolinea il senatore Turano -, sviluppare la conoscenza
della lingua italiana».
Quest'ultimo aspetto è «sacro», aggiunge, «perché altrimenti
col passare delle generazioni perdiamo, la nostra eredità. Al contrario bisogna
mantenere i rapporti con la nostra cultura d'origine».
Parlando delle nuove generazioni, Turano dice che queste
«sono più preparate delle precedenti, di come eravamo noi. E per loro vedo un
grande futuro. In loro c'è serietà e pertanto vorrei che l'Italia sviluppasse
delle joint venture fra giovani professionisti italiani e americani. In Italia
c'è l'artigianato, che invece in America si è perso, mentre, negli Usa c'è il
marketing. Possiamo mettere insieme queste caratteristiche e sviluppare delle
attività specialmente nel Sud Italia». «Possiamo sviluppare degli scambi fra
le università del Nordamerica e quelle italiane. Non solo scambio di studenti
- continua Turano - ma anche di docenti, di idee e di programmi».
Nel programma del senatore ci sono delle proposte di
legge per quanto riguarda sia gli anziani e il problema delle pensioni che l'aiuto
che si può dare ai giovani. Ma avverte: «Non vogliamo mettere tanta carne sul
fuoco e poi non concludere». «Certo - aggiunge - ci sono delle cose importantissime
da risolvere come l'informazione con
Il senatore Turano non vuole avere molte cose da fare
per paura di non riuscire a portare a termine i programmi. Ma, guardando ai
rapporti con l'Atlantico, come ha indicato Massimo D'Alema incontrando gli ambasciatori
in occasione della celebrazione del 12 ottobre, i settori da sviluppare sono
tanti e dice: «L'Italia guarda agli italiani all'estero per promuovere fuori
dal Paese tutto il sistema Italia. Non ci sono solo gli alimentari, ma anche
la meccanica, l'ingegneria, la moda, la musica e la cultura in generale». «Noi
dal Nordamerica possiamo sviluppare la cultura di ritorno, ad esempio possiamo
promuovere verso l'Italia il turismo. Noi del Nordatlantico rappresentiamo senz'altro
il potenziale più grosso». (Niccolò Marras-Corriere Canadese/Inform)