STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Tribuna Italiana” del 18 ottobre 2006 l’editoriale del direttore Marco Basti
E' sufficiente per noi lo 0,042%?
BUENOS AIRES - La settimana scorsa abbiamo pubblicato
delle dichiarazioni del senatore Luigi Pallaro, nelle quali sottolineava che
i 14 milioni di euro che sono stati annunciati dal Vice ministro agli Esteri
con delega per gli italiani all'estero Franco Danieli, come fondi che sono stati
assicurati nella prossima Finanziaria per le nostre comunità, rappresentano
lo 0,042% della manovra Finanziaria, che ha approvato il Consiglio dei Ministri
e che ora è in discussione al Parlamento. 14 milioni su 34.700 miliardi di euro.
Nell'edizione odierna riportiamo nuove dichiarazioni
di Pallaro, che dice che la manovra così com'è non la voterà, perché non prevede
praticamente niente delle varie - ragionevoli - richieste avanzate dal Senatore
durante gli incontri mantenuti con Prodi, con D'Alema e con altri esponenti
del governo.
Quelle di Pallaro però, non sono le uniche dichiarazioni
che manifestano disaccordo riguardo al documento presentato dal Governo. Senza
dilungarci sulle numerose obiezioni fatte da esponenti delle coalizioni di governo
e di opposizione, dai settori sociali, da esponenti delle istituzioni economiche
(tra gli altri della Banca d'Italia e della Corte dei Conti), ci sono i parlamentari
eletti all'estero, appartenenti
anche loro a quasi tutti
gli schieramenti
politici, che quasi al completo, anche se in toni diversi, hanno manifestato
divergenze con quanto prevede
Detto di Pallaro, anche il deputato Ricardo Merlo, anche
lui eletto nella lista dell'Associazionismo, ha manifestato il suo disaccordo
generale sull'orientamento della Finanziaria e in particolare per i soli 14
milioni previsti per noi.
Dello stesso avviso anche esponenti dell'Unione eletti
all'estero, che sottolineano la necessità e allo stesso tempo l'opportunità,
di dimostrare alle comunità italiane all'estero, concretamente, che il governo
di centrosinistra è più sensibile verso gli italiani all'estero del precedente
di centrodestra. Questo senza mancare di sottolineare, fanno notare, la pesante
eredità ricevuta dal governo Berlusconi.
Naturalmente non è il caso di entrare in polemica sul
peso dell'eredità. Da decenni l'Italia deve ricorrere a manovre di assestamento
del bilancio per far fronte alla crescita della spesa pubblica che sembra non
conoscere alcuna limitazione. Ma è da decenni che i fondi per gli italiani all'estero
sono sempre gli avanzi del bilancio. Anzi, gli avanzi del bilancio della Farnesina
che - sempre da molti anni - è l'avanzo del bilancio dello Stato. In altre parole,
i fondi per il ministero degli Esteri sono una percentuale minima del bilancio
dello Stato italiano (sempre attorno allo 0,25%) e in tale bilancio, i fondi
destinati agli italiani all'estero rappresentano una infima proporzione.
Quest'anno ci troviamo di fronte alla solita Finanziaria.
Una manovra concepita per far quadrare il bilancio, per ridurre l'indebitamento
dello Stato, per liberare risorse per consentire finanziamenti più convenienti
per il settore privato, che dovrebbe riprendere competitività, per far fronte
alla concorrenza dall'estero. Obiettivi sacrosanti, necessari e condivisibili
da quasi tutti, a esclusione della sinistra della coalizione (Rifondazione comunista,
Comunisti italiani, Verdi) dei sindacati, e di pochi altri settori, che criticano
il rigore del bilancio e sostengono invece che la crescita delle spese nel bilancio
serve per sostenere attività e settori socialmente deboli e per promuovere la
solidarietà con i popoli più bisognosi, ragion per cui hanno ottenuto, tra l'altro,
il quasi raddoppio dei fondi per la cooperazione. Strano però che non abbiano
sottolineato con lo stesso vigore la necessità di sostenere la solidarietà ai
connazionali anziani residenti all'estero che versano in condizioni di estremo
bisogno. Forse non ne sono a conoscenza.
In questo quadro si inseriscono le richieste avanzate
dai nostri parlamentari, che in una almeno tacita coincidenza, sostengono fondamentalmente due richieste: l'assistenza
agli emigrati italiani che vivono in condizioni di forte disagio e la ristrutturazione
della rete consolare. Non è detto che tutti condividano le stesse proposte,
ma quasi tutti insistono per una soluzione di questi due annosi problemi.
Uno di loro, il senatore Pallaro, si è spinto a dar un
numero alle nostre richieste: 100 milioni per sostenere le politiche per gli
italiani all'estero, fatte non solo da assistenza, da assistenza sanitaria,
da ristrutturazione della rete consolare e assunzione di personale in loco,
ma anche di corsi di formazione per le nuove generazioni, per la diffusione
culturale, per il sostegno alle nostre istituzioni, per promuovere gli interscambi,
per sostenere i mezzi di informazione, ecc.
La discussione sulla Finanziaria va avanti ed è molto
probabile che alla fine qualcosa si riesca ad ottenere. In fondo non c'è tanta
differenza tra lo 0,042% e lo 0,28% della Finanziaria. (Marco Basti-Tribuna
Italiana/Inform)
marcobasti@tribunaitaliana.com.ar