INTERVENTI
Michele Schiavone (CGIE), a proposito di
Finanziaria
Gli italiani all’estero si aspettano riforme
profonde e durature in tutti gli ambiti che li riguardano direttamente
ZURIGO - Ci sono momenti in cui nella comunicazione tra
due utenti i segnali non sono percepibili perchè tra il mittente ed il destinatario
lo strumento utilizzato è desueto. Oggi che le comunicazioni transoceaniche
avvengono tranquillamente con un telefonino a nessuno verrebbe più in mente
di usare il vecchio telegrafo del marconista. Quanto sta succedendo in questi
primi giorni di dibattito sugli articolati specifici per gli italiani all’estero
della legge finanziaria è la riprova che, come sono state modificate le norme
elettorali per far partecipare attivamente gli italiani all’estero alla vita
politica italiana, alla stessa stregua è necessario inventarsi strumenti e forme
nuove di politica economica per far funzionare l’intero mondo degli italiani
all’estero. E’ necessario battere nuovi sentieri, semplificare e quantificare
gli interventi finanziari affidandoli alla gestione di un’unica istituzione
che sia un‘agenzia o un unico ministero di concerto con le rappresentanze politiche
ed istituzionali.
Spostare ogni anno risorse e voci da un capitolo all’altro
in un gioco di scatole cinesi, pur di far quadrare i bilanci ed avere la coscienza
a posto, per dimostrare una diversa sensibilità rispetto alle scelte politiche
del passato e nella sostanza non cambiare molto, non ci aiuta a rappresentare
bene gli interessi delle nostre comunità. Anzi, questa pratica può risultare
agli occhi di osservatori distratti un puro e semplice esercizio di agilità
contabile.
Quello che invece gli italiani all’estero si aspettano
da questo governo è una vera e propria
cesura con il passato, un’assunzione di maggiore responsabilità rispetto alla
necessità di introdurre riforme profonde e durature anche in politica economico-finanziaria
in tutti quegli ambiti che li riguardano direttamente. Che questa nostra risorsa
tanta volte decantata possa finalmente essere messa in condizione di svolgere
un vero ruolo nell’internazionalizzazione del nostro Paese!
Perciò, per assolvere
Nella discussione sulla manovra vorremmo che si tenesse
conto che nell’ultimo lustro i sacrifici compiuti e i tagli subiti dagli italiani
all’estero sono stati considerevoli, e che oggi pur nel rispetto dei tratti
qualificanti di questa finanziaria, che vuole essere di equità, di rigore e
di sviluppo, le nostre comunità sono già attaccate al tubo della sopravvivenza.
Se si tiene conto di tutto ciò sarebbe ragionevole affrontare
in un secondo momento la discussione sulla revisione e sull’efficienza dell’attuale
rete diplomatica-consolare e che questa diventi materia di concertazione tra
governo, parti sociali, parlamentari eletti nella circoscrizione estero,
Che la finanziaria sia un sudario nel quale ogni categoria
sociale asciuga il proprio sudore non ci esime dal compiere le stessa gesta
per far affermare le tutele ed i diritti dei nostri connazionali all’estero.
(Michele Schiavone*-Inform)
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Consigliere CGIE Svizzera, Segretario Ds Europa