INFORM - N. 193 - 16 ottobre 2006


INTERVENTI

Michele Schiavone (CGIE), a proposito di Finanziaria

Gli italiani all’estero si aspettano riforme profonde e durature in tutti gli ambiti che li riguardano direttamente

 

ZURIGO - Ci sono momenti in cui nella comunicazione tra due utenti i segnali non sono percepibili perchè tra il mittente ed il destinatario lo strumento utilizzato è desueto. Oggi che le comunicazioni transoceaniche avvengono tranquillamente con un telefonino a nessuno verrebbe più in mente di usare il vecchio telegrafo del marconista. Quanto sta succedendo in questi primi giorni di dibattito sugli articolati specifici per gli italiani all’estero della legge finanziaria è la riprova che, come sono state modificate le norme elettorali per far partecipare attivamente gli italiani all’estero alla vita politica italiana, alla stessa stregua è necessario inventarsi strumenti e forme nuove di politica economica per far funzionare l’intero mondo degli italiani all’estero. E’ necessario battere nuovi sentieri, semplificare e quantificare gli interventi finanziari affidandoli alla gestione di un’unica istituzione che sia un‘agenzia o un unico ministero di concerto con le rappresentanze politiche ed istituzionali.

Spostare ogni anno risorse e voci da un capitolo all’altro in un gioco di scatole cinesi, pur di far quadrare i bilanci ed avere la coscienza a posto, per dimostrare una diversa sensibilità rispetto alle scelte politiche del passato e nella sostanza non cambiare molto, non ci aiuta a rappresentare bene gli interessi delle nostre comunità. Anzi, questa pratica può risultare agli occhi di osservatori distratti un puro e semplice esercizio di agilità contabile.

Quello che invece gli italiani all’estero si aspettano da questo governo  è una vera e propria cesura con il passato, un’assunzione di maggiore responsabilità rispetto alla necessità di introdurre riforme profonde e durature anche in politica economico-finanziaria in tutti quegli ambiti che li riguardano direttamente. Che questa nostra risorsa tanta volte decantata possa finalmente essere messa in condizione di svolgere un vero ruolo nell’internazionalizzazione del nostro Paese!

Perciò, per assolvere a questa missione la politica deve avere coraggio e lungimiranza

Nella discussione sulla manovra vorremmo che si tenesse conto che nell’ultimo lustro i sacrifici compiuti e i tagli subiti dagli italiani all’estero sono stati considerevoli, e che oggi pur nel rispetto dei tratti qualificanti di questa finanziaria, che vuole essere di equità, di rigore e di sviluppo, le nostre comunità sono già attaccate al tubo della sopravvivenza.

Se si tiene conto di tutto ciò sarebbe ragionevole affrontare in un secondo momento la discussione sulla revisione e sull’efficienza dell’attuale rete diplomatica-consolare e che questa diventi materia di concertazione tra governo, parti sociali, parlamentari eletti nella circoscrizione estero, il CGIE e i Comites. I nuovi strumenti di legislazione dovranno assicurare e moltiplicare le iniziative di insegnamento e diffusione della lingua e cultura italiana ed i corsi di formazione professionale,  dovranno favorire un’informazione pluralistica, senza penalizzare gli interventi di solidarietà a difesa dei pensionati, delle fasce più deboli in situazione di indigenza, in particolare le nostre comunità in America Latina ed i nuovi fenomeni di nuove povertà “woorking poor” che da tempo si manifestano nei paesi occidentali, quali la Svizzera. A questi che sono i capisaldi degli interventi dovranno aggiungersi anche nuovi capitoli per favorire l’internazionalizzazione del nostro Paese e con essi il rientro di esponenti della mobilità nel campo della ricerca medica, scientifica ed artistica, spinti a trovare sbocchi di inserimento, che spesso diventano definitivi, con notevole impoverimento per l’Italia e vantaggi per le strutture estere di accoglienza.

Che la finanziaria sia un sudario nel quale ogni categoria sociale asciuga il proprio sudore non ci esime dal compiere le stessa gesta per far affermare le tutele ed i diritti dei nostri connazionali all’estero. (Michele Schiavone*-Inform)

* Consigliere CGIE Svizzera, Segretario Ds Europa


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