CINEMA
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italiano e storie di emigranti al Festival dei Diritti umani in Argentina
BUENOS AIRES - “Chissá perché sono stati sempre gli
emigrati quelli che sono andati in Italia a ritrovare i parenti e noi quasi
mai siamo venuti a trovare loro? Me lo sono chiesto perche quando sono arrivato
a Buenos Aires ho sentito un gradissimo calore che mi ha fatto capire che noi
dall’Italia sappiamo nulla o quasi nulla dell’emgrazione”, dice a L’Eco d’Italia
Pietro Silvestri regista del documentario “Sulle rotte degli emigrati” proiettato
venerdí sera all’ottavo festival per i dirritti umani in America Latina (VIII
Festival Internacional de DerHumALC) e registrato l’anno scorso a Buenos Aires
durante
Aperto l’11 ottobre, con “Le chiavi di casa” di Gianni
Amelio, il Festival prevede la proiezione di un centinaio di film, molti di
cui sono italiani. Ci sono anche alcuni registi come Enzo
Lavagnini con il suo film “Un uomo fioriva” che si presenta martedí 17 all’Istituto
Italiano di Cultura; e anche Eugenio Atanasio e Giovani Scarfó, che presentano “Il Caso Misiano"
e "Melisa".
Venerdí sera ci sono stati tre film sull’emigrazione
in Argentina. Il primo, “Della Campania al Cile”, fatto da giovani cileni discendenti
di campani che si sono stabiliti in Cile all’inzio del 1900, racconta la storia
di due ragazze e un ragazzo, tutti ventenni, che dopo un viaggio in Campania
cercano di capire, attraverso le testimonianze famigliari, chi erano i loro
avi immigrati nel Cile. Il film é stato finanziato anche con l’aiuto della Regione
Campania.
Subito dopo, il Piemonte è stato protagonista con “Nella
pancia del piroscafo” del piemontese nato in Argentina Alberto Signetto. Il
film, fatto alla luce del ricordo della mamma dell emigrata in Argentina, cerca
di percorrere la storia di alcuni piemontesi fino ad arrivare all’epoca della
dittatura del 1976-83. Risultano conmoventi le testimonianze dei protagonisti
di quell’epoca dove i sequestri, la tortura, le rapine e i desaparecidos erano
una disgrazia quotidiana.
Dopo è toccato ai calabresi con “Sulle rotte delle
emigranti” di Piero Silvestri che ha conmosso la comunità, la piú numerosa della
circoscrizione consolare di Buenos Aires. Il film dura 36 minuti e cerca di
trasmettere i sentimenti e le vicende quotidiane di un gruppo di musicisti calabresi
arrivati a Buenos Aires per suonare durante
Realizzato grazie alla Regione Calabria e con il contributo
dei comuni di Amendolara, Alessandria del Carretto, Canna e Terranova di Pollino,
nonché della Comunità Montana dell'Alto Jonio, “Sulle rotte degli emigranti:
Argentina” riesce a trasmettere la sorpresa e la felicitá dei calabresi che
ricevono i loro conterranei e anche quella dei calabresi che arrivano finalmente
a capire cos’è stata l’America che raccontavano i parenti verso la fine della
Seconda Guerra Mondiale. (María Josefina Cerutti, L’Eco d’Italia/Inform)