INFORM - N. 193 - 16 ottobre 2006


CINEMA

Cinema italiano e storie di emigranti al Festival dei Diritti umani in Argentina

 

BUENOS AIRES - “Chissá perché sono stati sempre gli emigrati quelli che sono andati in Italia a ritrovare i parenti e noi quasi mai siamo venuti a trovare loro? Me lo sono chiesto perche quando sono arrivato a Buenos Aires ho sentito un gradissimo calore che mi ha fatto capire che noi dall’Italia sappiamo nulla o quasi nulla dell’emgrazione”, dice a L’Eco d’Italia Pietro Silvestri regista del documentario “Sulle rotte degli emigrati” proiettato venerdí sera all’ottavo festival per i dirritti umani in America Latina (VIII Festival Internacional de DerHumALC) e registrato l’anno scorso a Buenos Aires durante la Settimana di Calabria. 

Aperto l’11 ottobre, con “Le chiavi di casa” di Gianni Amelio, il Festival prevede la proiezione di un centinaio di film, molti di cui sono italiani. Ci sono anche alcuni registi come Enzo Lavagnini con il suo film “Un uomo fioriva” che si presenta martedí 17 all’Istituto Italiano di Cultura; e anche Eugenio Atanasio  e Giovani Scarfó, che presentano “Il Caso Misiano" e "Melisa".

Venerdí sera ci sono stati tre film sull’emigrazione in Argentina. Il primo, “Della Campania al Cile”, fatto da giovani cileni discendenti di campani che si sono stabiliti in Cile all’inzio del 1900, racconta la storia di due ragazze e un ragazzo, tutti ventenni, che dopo un viaggio in Campania cercano di capire, attraverso le testimonianze famigliari, chi erano i loro avi immigrati nel Cile. Il film é stato finanziato anche con l’aiuto della Regione Campania.

Subito dopo, il Piemonte è stato protagonista con “Nella pancia del piroscafo” del piemontese nato in Argentina Alberto Signetto. Il film, fatto alla luce del ricordo della mamma dell emigrata in Argentina, cerca di percorrere la storia di alcuni piemontesi fino ad arrivare all’epoca della dittatura del 1976-83. Risultano conmoventi le testimonianze dei protagonisti di quell’epoca dove i sequestri, la tortura, le rapine e i desaparecidos erano una disgrazia quotidiana.

Dopo è toccato ai calabresi con “Sulle rotte delle emigranti” di Piero Silvestri che ha conmosso la comunità, la piú numerosa della circoscrizione consolare di Buenos Aires. Il film dura 36 minuti e cerca di trasmettere i sentimenti e le vicende quotidiane di un gruppo di musicisti calabresi arrivati a Buenos Aires per suonare durante la Settimana della Calabria.

Realizzato grazie alla Regione Calabria e con il contributo dei comuni di Amendolara, Alessandria del Carretto, Canna e Terranova di Pollino, nonché della Comunità Montana dell'Alto Jonio, “Sulle rotte degli emigranti: Argentina” riesce a trasmettere la sorpresa e la felicitá dei calabresi che ricevono i loro conterranei e anche quella dei calabresi che arrivano finalmente a capire cos’è stata l’America che raccontavano i parenti verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. (María Josefina Cerutti, L’Eco d’Italia/Inform)


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