STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Articolo
del direttore di “Dialog” Giovanni Pollice
Il vertice sull’integrazione…solo un gesto
simbolico?
Su invito della cancelliera federale Angela Merkel il
14 giugno a Berlino ha avuto luogo il vertice sull’integrazione. I commenti
sia da parte dei partecipanti sia della stampa sul vertice sono stati prevalentemente
positivi. I ministropresidenti dei Länder hanno avanzato nuovamente le già note
richieste di sanzioni per gli stranieri che non intendono integrarsi, ma queste
non sono state recepite durante il vertice.
Al vertice hanno partecipato rappresentati politici ed
istituzionali federali, dei Länder e dei comuni, dei partner sociali e singoli
esponenti con retroterra migratorio (l’elenco dei partecipanti è disponibile
presso il mio ufficio). A mio avviso è possibile trarre un primo bilancio provvisorio
dal vertice:
1. Il vertice sull’integrazione è stato un importante
segnale, anche simbolico, del governo federale per un aumentato impegno per
l’integrazione. Per la prima volta un cancelliere federale ha coinvolto le associazioni
dei migranti in un processo di sviluppo di un piano d’azione al fine di affrontare
insieme le sfide che l’immigrazione pone.
2. Sarà l’ulteriore sviluppo e l’attuazione del piano
d’azione a dimostrare se il vertice sull’integrazione sarà più che un semplice
atto simbolico. Vi sono numerose perplessità circa un atteggiamento univoco
dei partiti dell’Union, anche perché dai lavori del vertice e dei gruppi di
lavoro sono state escluse tutte le tematiche giuridiche attinenti l’immigrazione.
Inoltre, il giorno successivo al vertice, il ministero degli interni e numerosi
ministropresidenti dei partiti dell’Union hanno chiesto un’ulteriore inasprimento
della legge sugli immigrati.
3. La tabella di marcia del piano d’azione è in gran
parte poco chiara. Ad oggi non esiste una data d’inizio per l’attività dei gruppi
di lavoro né è stato delineato il contenuto di cui tali gruppi dovranno occuparsi.
Ritengo che le sei materie citate, di cui dovranno occuparsi i vari gruppi sotto
la guida dei rispettivi ministeri, costituiscano una parte fondamentale della
politica per l’integrazione. Senza la creazione di un’adeguata cornice, come
per esempio un consolidamento del soggiorno o un adeguato finanziamento dei
corsi per l’integrazione, e senza la collaborazione dei Länder e le loro misure
nel settore scolastico non è possibile attuare un piano d’azione che produca
dei risultati anche a lungo termine. I Länder dovranno quindi impegnarsi a collaborare
ed a dare il proprio contributo. Inoltre bisognerà tener conto anche dei progetti
di legge già in corso di approvazione.
Sono convinto che il vertice sull’integrazione rappresenti
un primo passo per una pacata e seria discussione sui presupposti per l’integrazione.
Nondimeno sono dell’idea che ci sia la necessità di coinvolgere più di quanto
non sia già avvenuto i migranti e le loro specifiche competenze. Al tempo stesso,
nel procedere verso un piano d’azione, non possiamo limitarci alle tematiche
riguardanti la lingua, la formazione, il mercato del lavoro ed i diritti delle
donne. Vanno affrontate anche le questioni attinenti l’acquisizione della cittadinanza,
che a mio avviso costituisce una fondamentale tappa per l’integrazione sociale,
la partecipazione ai processi decisionali politici ed i problemi legati al soggiorno.
Il piano d’azione dovrà essere sviluppato assieme ai migranti che svolgono un
ruolo attivo nei sindacati e nel mondo dell’associazionismo. (Giovanni Pollice-
Dialog/Inform)