INFORM - N. 192 - 13 ottobre 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Articolo del direttore di “Dialog” Giovanni Pollice

Il vertice sull’integrazione…solo un gesto simbolico?

 

Su invito della cancelliera federale Angela Merkel il 14 giugno a Berlino ha avuto luogo il vertice sull’integrazione. I commenti sia da parte dei partecipanti sia della stampa sul vertice sono stati prevalentemente positivi. I ministropresidenti dei Länder hanno avanzato nuovamente le già note richieste di sanzioni per gli stranieri che non intendono integrarsi, ma queste non sono state recepite durante il vertice.

Al vertice hanno partecipato rappresentati politici ed istituzionali federali, dei Länder e dei comuni, dei partner sociali e singoli esponenti con retroterra migratorio (l’elenco dei partecipanti è disponibile presso il mio ufficio). A mio avviso è possibile trarre un primo bilancio provvisorio dal vertice:

1. Il vertice sull’integrazione è stato un importante segnale, anche simbolico, del governo federale per un aumentato impegno per l’integrazione. Per la prima volta un cancelliere federale ha coinvolto le associazioni dei migranti in un processo di sviluppo di un piano d’azione al fine di affrontare insieme le sfide che l’immigrazione pone.

2. Sarà l’ulteriore sviluppo e l’attuazione del piano d’azione a dimostrare se il vertice sull’integrazione sarà più che un semplice atto simbolico. Vi sono numerose perplessità circa un atteggiamento univoco dei partiti dell’Union, anche perché dai lavori del vertice e dei gruppi di lavoro sono state escluse tutte le tematiche giuridiche attinenti l’immigrazione. Inoltre, il giorno successivo al vertice, il ministero degli interni e numerosi ministropresidenti dei partiti dell’Union hanno chiesto un’ulteriore inasprimento della legge sugli immigrati.

3. La tabella di marcia del piano d’azione è in gran parte poco chiara. Ad oggi non esiste una data d’inizio per l’attività dei gruppi di lavoro né è stato delineato il contenuto di cui tali gruppi dovranno occuparsi. Ritengo che le sei materie citate, di cui dovranno occuparsi i vari gruppi sotto la guida dei rispettivi ministeri, costituiscano una parte fondamentale della politica per l’integrazione. Senza la creazione di un’adeguata cornice, come per esempio un consolidamento del soggiorno o un adeguato finanziamento dei corsi per l’integrazione, e senza la collaborazione dei Länder e le loro misure nel settore scolastico non è possibile attuare un piano d’azione che produca dei risultati anche a lungo termine. I Länder dovranno quindi impegnarsi a collaborare ed a dare il proprio contributo. Inoltre bisognerà tener conto anche dei progetti di legge già in corso di approvazione.

Sono convinto che il vertice sull’integrazione rappresenti un primo passo per una pacata e seria discussione sui presupposti per l’integrazione. Nondimeno sono dell’idea che ci sia la necessità di coinvolgere più di quanto non sia già avvenuto i migranti e le loro specifiche competenze. Al tempo stesso, nel procedere verso un piano d’azione, non possiamo limitarci alle tematiche riguardanti la lingua, la formazione, il mercato del lavoro ed i diritti delle donne. Vanno affrontate anche le questioni attinenti l’acquisizione della cittadinanza, che a mio avviso costituisce una fondamentale tappa per l’integrazione sociale, la partecipazione ai processi decisionali politici ed i problemi legati al soggiorno. Il piano d’azione dovrà essere sviluppato assieme ai migranti che svolgono un ruolo attivo nei sindacati e nel mondo dell’associazionismo. (Giovanni Pollice- Dialog/Inform)


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