INFORM - N. 192 - 13 ottobre 2006


INTERVENTI

Gianni Pittella (Ds-Pse)- “Invecchiamento della popolazione e ricchezza”

 

BRUXELLES - I dati pubblicati dalla Banca Centrale Europea (BCE) sull'invecchiamento della popolazione e i riflessi che questa comporta sulle scelte di politica economica e sociale dei governi europei, meritano di sviluppare un dibattito serio, non ideologico, ma assolutamente concreto e reclamano scelte di coraggio.

Lo studio della BCE evidenzia come si vada sempre più riducendo il numero di cittadini attivi, quindi potenzialmente produttori di reddito e di incremento della ricchezza misurata dal PIL. La presenza ed il contributo degli immigrati regolari pare costituisca addirittura il fattore che permette al Prodotto interno lordo di non toccare livelli ancora più bassi di incremento. Ovviamente non è solo l'invecchiamento della popolazione la causa della bassa crescita economica in Europa.

Sulle deludenti performance di crescita pesano il contesto internazionale, la debolezza con cui sinora si è battuta la strada degli investimenti nella ricerca, nell' innovazione e nelle reti, pesa il nanismo dimensionale della struttura imprenditoriale poco congeniale alla internazionalizzazione e alla innovazione, e talvolta talune scelte restrittive in campo monetario fatte proprio dalla BCE troppo attenta solo al fattore inflazione e a volte poco sensibile alle ricadute sociali e produttive provocate dei continui rialzi dei tassi di interesse. Oltre a ciò è, però,  indubbio che il tema dell'impatto dell'invecchiamento sulla crescita rappresenta un tema importante.

D'altra parte se nei prossimi anni la popolazione in età lavorativa dovesse calare del 16% ciò non potrà non avere un effetto sulla produttività e sui conti pubblici. Per non parlare della sostenibilità dei sistemi previdenziali che dovranno coprire, in futuro, una fetta di popolazione in età non lavorativa che avrà dimensioni sempre maggiori.

L'Italia è tra quei Paesi europei per i quali i costi dell'invecchiamento rappresentano una preoccupazione minore grazie alle riforme che i governi di centro-sinistra hanno effettuato coraggiosamente.

Il governo Prodi ha fatto, dunque, bene a tener distinta la manovra finanziaria dalle scelte che pur dovranno farsi sui temi della previdenza.

Ma i nodi vanno sciolti. Con pazienza, attraverso il dialogo ed il confronto con le forze sociali, attraverso meccanismi volontari, senza furori ideologici da una parte o dall'altra. Si tratta di una questione che dovrà essere affrontata per il bene del Paese. (Gianni Pittella*/Inform)

*Deputato Pse al Parlamento europeo


Vai a: