INTERVENTI
Gianni Pittella (Ds-Pse)- “Invecchiamento
della popolazione e ricchezza”
BRUXELLES
- I dati pubblicati dalla Banca Centrale Europea (BCE) sull'invecchiamento della
popolazione e i riflessi che questa comporta sulle scelte di politica economica
e sociale dei governi europei, meritano di sviluppare un dibattito serio, non
ideologico, ma assolutamente concreto e reclamano scelte di coraggio.
Lo
studio della BCE evidenzia come si vada sempre più riducendo il numero di cittadini
attivi, quindi potenzialmente produttori di reddito e di incremento della ricchezza
misurata dal PIL. La presenza ed il contributo degli immigrati regolari pare
costituisca addirittura il fattore che permette al Prodotto interno lordo di
non toccare livelli ancora più bassi di incremento. Ovviamente non è solo l'invecchiamento
della popolazione la causa della bassa crescita economica in Europa.
Sulle
deludenti performance di crescita pesano il contesto internazionale, la debolezza
con cui sinora si è battuta la strada degli investimenti nella ricerca, nell'
innovazione e nelle reti, pesa il nanismo dimensionale della struttura imprenditoriale
poco congeniale alla internazionalizzazione e alla innovazione, e talvolta talune
scelte restrittive in campo monetario fatte proprio dalla BCE troppo attenta
solo al fattore inflazione e a volte poco sensibile alle ricadute sociali e
produttive provocate dei continui rialzi dei tassi di interesse. Oltre a ciò
è, però, indubbio che il tema dell'impatto
dell'invecchiamento sulla crescita rappresenta un tema importante.
D'altra
parte se nei prossimi anni la popolazione in età lavorativa dovesse calare del
16% ciò non potrà non avere un effetto sulla produttività e sui conti pubblici.
Per non parlare della sostenibilità dei sistemi previdenziali che dovranno coprire,
in futuro, una fetta di popolazione in età non lavorativa che avrà dimensioni
sempre maggiori.
L'Italia
è tra quei Paesi europei per i quali i costi dell'invecchiamento rappresentano
una preoccupazione minore grazie alle riforme che i governi di centro-sinistra
hanno effettuato coraggiosamente.
Il
governo Prodi ha fatto, dunque, bene a tener distinta la manovra finanziaria
dalle scelte che pur dovranno farsi sui temi della previdenza.
Ma
i nodi vanno sciolti. Con pazienza, attraverso il dialogo ed il confronto con
le forze sociali, attraverso meccanismi volontari, senza furori ideologici da
una parte o dall'altra. Si tratta di una questione che dovrà essere affrontata
per il bene del Paese. (Gianni Pittella*/Inform)
*Deputato
Pse al Parlamento europeo